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Visualizzazione dei post con l'etichetta 1ottobre

I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Dall'attentato dell'ISIS,alle condanne a 100anni per gli indipendentisti. Ma la Spagna ha già perso la Catalogna

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Nulla è casuale in tutto ciò che accade in questi ultimi anni in Catalogna. Il 17 agosto del 2017 si consuma l'ultimo grande attentato dell'ISIS in Europa. Accadrà a Barcellona. Cosa che nessuno forse si aspettava a livello di opinione pubblica, anche se il livello d'allerta era alto, talmente alto che nella zona dove accadde il fatto, sulla Rambla, non c'era neanche un New jersey, un controllo serrato, niente.  C'è stato lo scarica barile, alla fine chi ha pagato il prezzo sono state le vittime di quel tremendo attentato del 17 agosto del 2017. 15 morti a Barcellona e 130 feriti. Una strage. Qualcosa non quadrava in quel tempo. Il pensiero di tanti è stato che quel fatto non è stato impedito perchè serviva a destabilizzare la Catalogna. Il re di Spagna, l'odiato re dai catalani, per due volte, in relazione a quel fatto, si recherà a Barcellona. L'attentato avverrà a poche settimane dall'evento storico che porterà Barcellona e la Catalogna su tut...

Il governo catalano si perde nell'ambiguità, non sa più come uscire da una situazione imbarazzante

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Metà Parlamento applaude. Applaude  quando Puigdemont dichiara il diritto della Catalogna ad essere rispettata con la sua indipendenza.  Ma...ha chiesto al Parlamento di sospenderla per qualche settimana per aprire il dialogo. Il governo catalano non sa più che pesci prendere? Quale dialogo con un governo centrale che non concederà mai l'indipendenza? D'altronde è evidente che in Catalogna non vi è la maggioranza assoluta di chi vuole l'indipendenza,  non la puoi ottenere con metà Catalogna contraria, con una regione che è totalmente spaccata ed il massimo a cui potranno ragionevolmente aspirare è una maggiore autonomia. E tutto questo solo per ottenere più autonomia? Possibile. La piazza si spaccherà, tra una delusione cocente ed una euforia illusoria, la Catalogna è isolata, la sua indipendenza spaventa l'Europa e non verrà mai riconosciuta. A questo punto la partita è come il governo catalano può salvarsi la pelle? E la partita dell'indipendenza diventerà il ...

Dopo il #1Oct la Catalogna si spaccherà? Una riflessione con diversi punti interrogativi

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Ora arriva il difficile. Il difficile dopo il catastrofico primo ottobre 2017 che rimarrà impresso nella storia d'Europa per quanto accaduto in Catalogna, appartenente al Regno di Spagna. Quasi mille feriti, un centinaio circa di denunce, violazioni delle più basilari regole democratiche, per una testardaggine governativa che ha ottenuto l'effetto di rinforzare l'indipendentismo non solo catalano ma risvegliare anche quello basco. Un capolavoro, nulla da eccepire. Ma ora arriva il difficile. La Catalogna ha vinto la sua prima battaglia, lasciando sul campo centinaia di feriti e ferite ma l'immagine della Spagna ne è uscita semplicemente demolita. Rimarranno nella storia le manganellate contro i vigili del fuoco, le lacrime della polizia catalana, le teste spaccate degli anziani, le scuole occupate dalle famiglie. Non si potranno cancellare in fretta. Fatti talmente gravi che due attacchi dell'Isis, quello a Marsiglia e quello in Canada sono passati inosservati. ...

Referendum #1Oct si lotta per la democrazia nel Regno di Spagna che ha indignato il mondo

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Proiettili di gomma, spintoni, cariche, seggi occupati, porte sfondate, vie sfollate. La Catalogna è stata occupata dalla Polizia spagnola. I catalani lo hanno gridato a gran forza. A mani alzate e con il foglio su cui votare, stampato a casa, hanno cercato di esercitare un loro diritto. Il referendum era incostituzionale? Avrebbero dovuto gestire il tutto tramite le vie della democrazia. Tanto nessuna indipendenza ci sarà, per ora, e  non ci sarebbe stata anche nel caso di una votazione ordinaria. E' stato detto che se l'indipendenza non sarà consensuale non ci sarà. Il divorzio consensuale è difficile nella causa catalana. La reazione spagnola ha avuto l'effetto di peggiore la situazione, risvegliare nazionalismi di varia natura, da quello catalano a quello basco a quello spagnolo. Si è lottato soprattutto per una bandiera ma prima di tutto per la democrazia. Quella negata alla Catalogna. L'esito del voto sarà irrilevante, quello che conta è il gesto. E la Catalog...

Catalogna il rumoroso silenzio prima del caos

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Il popolo catalano ha reagito. Chi con i pugni chiusi ha occupato le scuole, chi con la fisarmonica i centri civici. Ma la maggior parte dei luoghi ove si dovrebbe esercitare un paventato diritto di voto, sono stati blindati. Non voteranno in tanti, ma in molti riusciranno a votare. La quantità avrà un suo peso, i numeri avranno un peso e lo scopo del governo catalano è portare alle urne almeno poco più della metà degli aventi diritto al voto. Cosa accadrà il primo ottobre? Lo scopriremo vivendolo. Ci saranno diversificati momenti di tensione, di lotta, nella battaglia di una domenica autunnale che segnerà la storia dell'Europa e del Regno di Spagna.  Ma non finirà qui. Si è riacceso anche il sentimento indipendentista e nazionalista basco, in questo lo Stato centrale spagnolo è stato proprio un gran maestro.Il disastro è compiuto. Ognuno avrà le sue valutazioni, sono due nazionalismi che si scontrano, due storie diverse, che non possono e non vogliono più convivere, ma il di...

L'indipendenza della Catalogna sarà inevitabile perchè sono soprattutto i giovani a volerla.Non vogliono la monarchia

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A prescindere dal fatto che sia giusto o non giusto staccarsi dal Regno di Spagna, c'è una questione che mi pare sia sfuggita e non analizzata a dovere. I giovani. Sono soprattutto i giovani a volere l'indipendenza e questo è un fattore che prima o poi farà la differenza. I giovani non vogliono vivere in un Paese dove esiste ancora la monarchia ed allora se la monarchia non cade saranno loro a lottare perchè la Catalogna vada via, via dal Regno di Spagna.  Ci sono tante questioni, economiche, soprattutto, politiche, di nazionalismo, storiche, etiche, che vanno prese seriamente in considerazione. Non è la Catalogna a tremare ma il Regno di Spagna, la Spagna senza la Catalogna sarà più debole. Il primo ottobre voteranno, esprimeranno al mondo intero la loro idea, la loro volontà, verrà dichiarato al mondo che chi ha potuto votare ha votato per l'indipendenza da una Spagna che non ha saputo dialogare e gestire politicamente una partita delicata. Dei compromessi sarebber...

Primi sondaggi: Al referendum per la Catalogna andrà a votare il 63%, vince il sì con l'83%

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Ancora non è chiaro come voteranno i catalani soprattutto nella città di Barcellona. Sia perchè sotto assedio, sia perchè le scuole sono state chiuse, nei centri civici non si potrà votare e le schede vengono continuamente sequestrate. Un mistero tutto da capire. Arrivano i primi importanti sondaggi. Pare che non ci sarà una partecipazione di massa al voto. Si parla del 63%. Cifra che sarebbe cresciuta del 10% grazie alla reazione dello Stato centrale. D'altronde era noto ai più che in Catalogna in molti stavano cambiando idea e che se Madrid avesse gestito la cosa politicamente non ci sarebbe stato nessun plebiscito. Ma ha preferito la via della reazione e della repressione, sbagliando. Il sondaggio pubblicato da eldiario.es rileva che l'indagine condotta da GAPS prevede uno Partecipazione tra 63,3% e il 65,4% degli intervistati il ​​che rappresenta il numero in assoluto di 3.4 milioni di catalani. Il 17 settembre, lo stesso sondaggio, prevedeva una partecipazione al r...

Come faranno a votare in Catalogna per il referendum? La polizia bloccherà i seggi. Seggi volanti?

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Democrazia o non democrazia. Il referendum consultivo è stato dichiarato illegale. Per preservare e rispettare il massimo organo di giustizia dello Stato spagnolo si applicano misure dure ma non ancora pienamente dure. Il noto articolo 155 della Costituzione spagnola non è stato ancora applicato. Arresti, lettere di diffida, chiusura di siti internet, sequestro del materiale elettorale, blocco dei seggi, sia delle scuole che degli enti locali , centri civici, università, e chi disobbedirà verrà arrestato. Dicono che questa vicenda dovrebbe risolversi con e nella democrazia. E come? Dicono che nessun referendum ci sarà e che nessuna dichiarazione unilaterale di indipendenza ci sarà. La linea dominante è che la via del dialogo possa portare alla fine del processo d'indipendenza, ad una maggiore autonomia e revisione della costituzione, come auspicato dal JPMorgan tra le altre cose. Anche se da parte di Madrid non arriva alcuna indicazione in tal senso. Se lo Stato spagnolo non av...

A pochi giorni dal voto in Catalogna il capo del governo spagnolo vola negli USA

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Il primo incontro bilaterale tra il governo spagnolo e quello americano cade nella settimana più calda della recente storia spagnola, quella che si concluderà con l'ipotetico voto della Catalogna per l'indipendenza.  Rajoy e Trump si erano già sentiti tre volte dopo la vittoria elettorale di Trump. L'ultima volta che si sono sentiti ufficialmente è per le condoglianze americane per l'attentato del 17 agosto.  Sarà un caso che questa prima visita bilaterale cade proprio in questi giorni? Che vedono la Spagna e Catalogna precipitare in una situazione di guerra civile?   Quello di cui ufficialmente si parlerà saranno questioni economiche, gli USA sono la prima destinazione per le esportazioni spagnole fuori dall'area UE. Il volume commerciale bilaterale è aumentato gradualmente negli ultimi anni, raggiungendo i 24.344 milioni di euro nel 2016. Gli Stati Uniti sono il primo investitore in Spagna, con un titolo nel 2015 di 50.046 milioni di euro. La pre...

Dal monastero di Santa Maria de Montserrat omelia contro la repressione della Spagna

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Padre Sergi d'Assís dallo storico monastero di Santa Maria de Montserrat ha pronunciato delle parole che hanno avuto eco importante non solo nella Catalogna ma anche in tutta la Spagna. Omelia di carattere politico, perchè la difesa dei diritti civili è atto politico. Cosa ha detto Sergi d'Assis?    Abbiamo visto come sono stati minacciati e in alcuni casi come i diritti fondamentali sono stati violati: il diritto di riunione, della libertà di espressione, sono stati lesi come diritto, come il diritto di essere consultato. Noi dobbiamo dire no alla repressione, dobbiamo mirare alla libertà ed al rispetto dei diritti più fondamentali, e se qualcuno ha dei dubbi, prenda la Dichiarazione dei diritti umani; per esempio, l'articolo 19 sulla libertà di espressione Atto significativo, che probabilmente non sarà l'ultimo che arriverà dalla società composita catalana in quella che si appresta ad essere una delle settimane più calde della recente storia catalana e spa...

JP Morgan sulla Catalogna: maggiore autonomia e revisione della Costituzione spagnola

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dispiegamento polizia spagnola a Barcellona Interviene la nota agenzia di rating JPMorgan e quando queste realtà aprono la bocca le orecchie devono essere ben sintonizzate, visto che il sistema economico nel quale ci troviamo è quello capitalistico e visto che loro sono parte vitale di questo sistema. La notizia arriva da El Periodico che come è noto si è schierato totalmente a favore dell'indipendenza catalana.  "L'agenzia di rating JP Morgan ha detto in una nota  che è necessaria un'offerta di " maggiore autonomia per la Catalogna " e "f orse una revisione completa della Costituzione ". Queste due offerte potrebbero aiutare a " riaprire il difficile canale di comunicazione " tra Stato e governo regionale, dopo il 1 ° ottobre. " Dal nostro punto di vista, con più concessioni da Madrid, la Catalunya si avvicinerà allo situazione di uno stato semi indipendente in una condizione federativa , quindi non ci sarebbe molto...

A Barcellona aggressioni fasciste contro gli indipendentisti. Si rischia la "guerra" civile?

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Ai cori da stadio delle migliaia di migliaia di catalani che da giorni denunciano la repressione dello Stato centrale spagnolo, per le strade di Barcellona gruppi organizzati di fascisti o nazionalisti spagnoli rispondono aggredendo. Sono diverse le segnalazioni che arrivano attraverso i social. Basta urlare viva l'indipendenza e vieni aggredito, oppure essere oggetto di uno schifoso sputo.  Non si nascondono nelle loro gestualità. Alla bandiera spagnola si contrappone quella catalana. L'antifascismo dovrebbe mirare all'internazionalismo, andare oltre gli sterili e banali processi di rivendicazione territoriale, secessioniste. La democrazia è stata violata, avrebbe potuto lo Stato centrale lasciar votare, anche perchè l'esito non sarebbe stato così scontato come invece lo sarà dopo la repressione spagnola. Ciò a prescindere di come e dove si voterà. Oramai il plebiscito è garantito.  E ciò pare essere anche l'occasione delle occasioni per Madri...

In Catalogna vincerà il sì grazie alla repressione ma non ci sarà l'indipendenza

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Camminando per Barcellona si vedevano bandiere tipiche catalane, manifesti per il sì, ma la sensazione che si aveva, prima dell'attentato maledetto del 17 agosto, era un non pieno coinvolgimento emotivo di tutta la cittadinanza, anzi parlando con diversi catalani mi era stato fatto presente che in molti stavano cambiando idea. Idea contro l'indipendenza che altro non è che un processo nazionalista ed i nazionalismi, piccoli o grandi che siano, sono una brutta bestia, la peggiore del '900 che va domata in questo turbolento terzo millennio. Il nazionalismo ti spinge a sentirti migliore del tuo vicino, superiore, ti spinge al razzismo e la questione dell'indipendenza, passando per la via della democrazia fantomatica, si trasforma in isteria, in tifo da stadio. Si diventa ultras. Sì, è vero, ci sono istanze storiche che hanno un fondamento politico importante. Ma il processo catalano si colloca fuori dalla storia, così come fuori dalla storia è la monarchia spagnola ...

La Spagna non riuscirà ad arrestare il Referendum della Catalogna. Ma in Italia come ci si comporterebbe?

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Le reazioni, nel senso proprio di reazione, del governo centrale di Madrid contro l'autonomia catalana non devono stupire. Erano state annunciate. Certo che se avessero usato la stessa mano pesante per prevenire gli attentati del 17 agosto, visto che il livello di sicurezza era il quarto, chissà che storia si racconterebbe oggi.  La Spagna ha definito il referendum del 1 ottobre  # 1Oct2017 # ReferèndumCAT illegale e chi lo sostiene viene considerato come un delinquente, dunque verrà sanzionato pesantemente. Colpiscono i vertici e la base, si finirà in galera, si commissarierà l'autonomia catalana, si invierà forse anche l'esercito. Ma la strada intrapresa dalla Spagna sarà fallimentare. Il popolo catalano scenderà in piazza, resisterà e la repressione ha l'effetto di favorire il processo dell'indipendenza. Andava gestita politicamente questa situazione, democraticamente, ma così non è stato. In Catalogna voteranno. Vincerà il sì. E quello che sarà poi no...

Dopo il referendum per l'indipendenza della Catalogna arriverà quello di Trieste?

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Italia e Spagna hanno certamente diverse cose in comune. Ad esempio una Costituzione che pur riconoscendo le autonomie locali ed il recepimento dei trattati internazionali mette al primo posto l'indivisibilità della nazione prevedendo l'adozione di misure straordinarie per tutelarla. Storicamente hanno avuto in comune il fascismo, senza dimenticare il contributo italiano dato ai franchisti, ma anche la resistenza è stata un qualcosa di importante che ha accomunato i due Paesi. Hanno avuto in comune un periodo di terrorismo politico ed hanno in comune rivendicazioni storiche indipendentiste. Sicuramente quella della Catalogna non ha paragoni in Italia, forse si potrebbe avvicinare a quella della Sardegna. Le istanze indipendentiste in Italia sono ben note, da quelle venete, alle siciliane, alle sarde a quelle più recenti che derivano da situazioni che si son determinate con la fine della seconda guerra mondiale, con il Trattato di Pace. Un Trattato che ha sanzionato pesant...

Se la Spagna ha paura della democrazia. La dura repressione contro il referendum in Catalogna #Ref1oct

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La Spagna ha paura della democrazia. Democrazia significa garantire al popolo la libertà di votare, autodeterminarsi, di scegliere, votando. Votando. Qui non è tanto una questione se sia giusta o non giusta l'indipendenza della Catalogna. Che non nasce da ieri, come processo storico. Ma è una questione di democrazia. La Spagna ha alzato il pugno duro. Definendo come illegale il referendum del 1 ottobre ed attuando una serie di misure intimidatorie e repressive senza precedenti. Dalla chiusura dei siti internet, all'intimazione a non collaborare pervenuta ai 700 e più sindaci catalani, in caso diverso rischiano l'arresto fino ad otto anni di galera, alle intimazioni fatte pervenire ai funzionari e scrutatori che dovrebbero operare per garantire la riuscita del referendum. La Catalogna resiste. Chiuso il sito internet, se ne apre uno nuovo dopo il sequestro di quello principale Non si voterà nei locali delle municipalità? Si voterà nelle scuole.  E si manifesta per le...