Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Dopo il #1Oct la Catalogna si spaccherà? Una riflessione con diversi punti interrogativi



Ora arriva il difficile. Il difficile dopo il catastrofico primo ottobre 2017 che rimarrà impresso nella storia d'Europa per quanto accaduto in Catalogna, appartenente al Regno di Spagna. Quasi mille feriti, un centinaio circa di denunce, violazioni delle più basilari regole democratiche, per una testardaggine governativa che ha ottenuto l'effetto di rinforzare l'indipendentismo non solo catalano ma risvegliare anche quello basco. Un capolavoro, nulla da eccepire. Ma ora arriva il difficile. La Catalogna ha vinto la sua prima battaglia, lasciando sul campo centinaia di feriti e ferite ma l'immagine della Spagna ne è uscita semplicemente demolita. Rimarranno nella storia le manganellate contro i vigili del fuoco, le lacrime della polizia catalana, le teste spaccate degli anziani, le scuole occupate dalle famiglie. Non si potranno cancellare in fretta. Fatti talmente gravi che due attacchi dell'Isis, quello a Marsiglia e quello in Canada sono passati inosservati. Nonostante tutto sono riusciti a votare in parecchi, non era scontato, il referendum illegale si è svolto, anche perchè quale Paese europeo contempla un referendum secessionista? Ma non ha votato la maggioranza dei catalani e questo è un primo dato che avrà un suo peso. Il mandato però è stato chiaro, Repubblica catalana. Ed il 3 ottobre è stato proclamato lo sciopero generale. L'Europa si è schierata con la Spagna, difendendo la Costituzione e non riconoscendo il sentimento indipendentista catalano. Nessuno ha capito cosa accadrà alla Catalogna in caso di indipendenza e nessuno sembra porsi questo problema forse perchè all'indipendenza catalana non ci crede nessuno. Così come impressiona vedere i giovani scendere in piazza a lottare  non solo per la democrazia, soprattutto per la Catalogna. I nazionalismi, gli indipendentisti son l'unica ideologia che attira i giovani di oggi?  
Così come stupisce, forse, la moderazione del governo della Generalitat. Parlano di mediazione, che dovrebbe essere svolta dall'Europa. 
Mediazione per cosa? La Spagna non riconoscerà mai l'indipendenza, e come si può dialogare con un governo che ha militarizzato la Catalogna con tutte le conseguenze ben note? La Spagna ha la possibilità di infierire il colpo mortale alla Catalogna, invocando l'articolo 155 della Costituzione. Ma è anche vero che sul piatto ci potrebbe essere dell'altro. Le dimissioni o la caduta politica dell'odiato Rajoy in cambio di un freno al processo d'indipendenza catalano? Ed il popolo catalano accetterà un simile compromesso, in cambio di maggiore autonomia e revisione della Costituzione? Linea auspicata da JpMorgan? 
I nazionalismi sono una brutta bestia da contrastare, ma la battaglia catalana va difesa nei limiti della tutela della democrazia contro la repressione nazionalfascista che ha subito in diretta mondiale. Perchè non si coalizzano in Spagna per porre fine alla monarchia? Questo sarebbe uno dei punti nodali da affrontare, più importante di ogni processo minimalista indipendentista, che nell'Europa di oggi e di domani, dove gli Stati nazionali verranno superati dalle macro-regioni, non avranno più alcun senso.

Marco Barone

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