Le conseguenze che si stanno determinando con la guerra in Ucraina, che in Russia chiamano operazione militare speciale, a livello geopolitico sono importanti. Si sta affermando un nuovo "mondo", con l'attacco al sistema economico russo senza precedenti nella storia recente e forse anche passata. Ciò avrà delle ricadute tutt'altro che negative nei tra Italia ed Egitto. L'Italia se dovesse rinunciare al gas russo, cosa che sarebbe auspicabile a detta dell'Europa, non potrà che vedere nei rapporti con l'Egitto un qualcosa di assolutamente indispensabile. ENI, infatti, come rende noto la stampa inglese, potrebbe fornire 15 milioni di tonnellate all'anno di gas naturale
liquefatto (GNL) entro il 2025, grazie al potenziamento della produzione
da Congo, Angola, Egitto, Indonesia, Nigeria e Mozambico. Eni
è il più grande produttore estero di petrolio e gas dell'Africa, ha
avuto una rapida espansione nel Golfo e punta a crescere in Asia.Le attività di esplorazione e produzione in Egitto sono regolate da contratti di Production Sharing Agreement (PSA). Le principali attività produttive sono condotte nel blocco Shorouk (Eni 50%), nell’offshore del Mediterraneo, con il giacimento giant a gas di Zohr
nella concessione Sinai, nel Deserto Occidentale. I rapporti tra Italia ed Egitto negli ultimi anni non solo si sono normalizzati, ma sono diventati così proficui a livello economico e politico come non succedeva da decenni. L'Egitto è retta da una terribile dittatura che ha preso il potere con il colpo di Stato nel luglio del 2013. Giulio, come ben sappiamo, è stata una vittima di questa dittatura e ancora oggi di giustizia non c'è traccia. Di accordi di cooperazione giudiziaria neanche l'ombra. Il quadro che si sta delineando con l'Italia che vedrà la necessità di "dipendere" ancor di più dall'Egitto per la questione energetica, difficilmente potrà favorire il processo di verità e giustizia per Giulio se le cose non prenderanno diplomaticamente una piega diversa. Fino a quando l'Italia continuerà a vedere nell'Egitto un partner indispensabile, difficilmente ci potranno essere dei passi concreti verso la verità e giustizia per Giulio. In molti hanno detto che la lotta contro la dittatura russa non ha prezzo, ma non vale per tutte le dittature questo discorso come è ben evidente, con quella egiziana, l'Italia, continua ad alzare bandiera bianca, non in segno di pace, ma in segno di resa a favore della realpolitik spicciola che non fa rima con dignità, con giustizia,ma opportunismo.
mb
L'Ucraina ha bisogno di armi. Non centra niente Giulio.
RispondiEliminahttps://carcon8490.wordpress.com/2016/04/01/giulio-regeni-e-la-verita/