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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Scuola e crisi energetica, giusto risparmiare ma prima si scelgano le priorità

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Gran parte delle scuole italiane sono vecchie, inadeguate, non in linea con l'efficientamento energetico, ed ora, per il combinato disposto guerra in Ucraina, speculazioni delinquenziali, e misure di contenimento per il contrasto all'inquinamento, si vivrà una situazione a cui non si era pronti. La realtà va oltre ogni immaginazione, si dice. E questa realtà ci dice che quello che fino a ieri era la normalità, oggi rischia di diventare un lusso, come una doccia calda, la temperatura sui 20 gradi, nelle proprie dimore, e quant'altro. Si propongono modi di risparmi interessanti, ma spesso palliativi, come la cottura della pasta. Il problema è che bisogna saper scegliere le priorità. In questo momento le priorità sono il sociale, il lavoro, scuola e sanità. Non siamo più nelle condizioni, adesso, di poterci permettere una serie di investimenti. Come in armi, come in grandi opere o missioni spaziali. Non è giusto che siano le famiglie ed i lavoratori a dover pagare scelte che a...

La guerra in Ucraina renderà i rapporti tra Italia ed Egitto ancora più stretti, mentre la giustizia per Giulio non c'è

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Le conseguenze che si stanno determinando con la guerra in Ucraina, che in Russia chiamano operazione militare speciale, a livello geopolitico sono importanti. Si sta affermando un nuovo "mondo", con l'attacco al sistema economico russo senza precedenti nella storia recente e forse anche passata. Ciò avrà delle ricadute tutt'altro che negative nei tra Italia ed Egitto. L'Italia se dovesse rinunciare al gas russo, cosa che sarebbe auspicabile a detta dell'Europa, non potrà che vedere nei rapporti con l'Egitto un qualcosa di assolutamente indispensabile. ENI, infatti, come rende noto la stampa inglese, potrebbe fornire 15 milioni di tonnellate all'anno di gas naturale liquefatto (GNL) entro il 2025, grazie al potenziamento della produzione da Congo, Angola, Egitto, Indonesia, Nigeria e Mozambico.  Eni è il più grande produttore estero di petrolio e gas dell'Africa, ha avuto una rapida espansione nel Golfo e punta a crescere in Asia. Le attività d...

Imminente incontro bilaterale tra Italia ed Egitto, ma non si parlerà della verità per Giulio

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Nei canali istituzionali italiani non c'è traccia della telefonata che c'è stata tra il ministero degli affari esteri della dittatura egiziana e quello italiano. Nei siti istituzionali egiziani si legge che il ministro degli Esteri Sameh Shoukry ha discusso durante una telefonata mercoledì 19/8/2020 con il suo omologo italiano Luigi Di Maio dei legami bilaterali e di una serie di questioni regionali di reciproco interesse, compresa la situazione in Libia. Il portavoce del ministero degli Esteri Ahmed Hafez ha detto che sia il ministero egiziano che quello italiano hanno anche toccato la situazione in Palestina. Shoukri e Di Maio hanno affrontato i preparativi per un imminente incontro bilaterale per sondare i mezzi per raggiungere la staticità regionale e per elaborare soluzioni politiche applicabili ai problemi regionali, ha aggiunto il portavoce . Della verità per Giulio, degli accordi di cooperazione giudiziaria, non c'è traccia nelle comunicazioni ufficiali egiziane,...

Grazie all'Italia l'Egitto avrà un ruolo centrale nel Mediterraneo con EastMed

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I rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto non possono subire incidenti di nessuna sorta. Ed il motivo è detto. Solo che non hanno il coraggio di ammetterlo esplicitamente. Preferiscono essere sul vago quando si parla del richiamo dell'ambasciatore dal Cairo,  così come sul vago sono quando si dice che i rapporti tra Italia ed Egitto non sono alle massime potenzialità. Sciocchezze. Perchè c'è un qualcosa di enorme che sta cambiando gli equilibri nel Mediterraneo. Un qualcosa che vedrà l'Egitto acquisire un ruolo enorme strategico nel settore del gas, ai danni della rivale Turchia grazie all'Italia. E' stato determinante l'accordo stipulato a giugno tra Grecia ed Italia che ha riguardato anche la questione del gasdotto EastMed. Accordo che ha spalancato le porte al protocollo che verrà stipulato ad agosto tra Grecia ed Egitto che in sostanza sancisce il via libera definitivo all'EastMed, un tragitto di 2000 km che potrà trasportare fino a 12 miliardi di me...

Guerra fredda del terzo millennio

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Ricordate il vecchio progetto South Stream? Al quale vi partecipava anche l' ENI, cioè il capitalismo italiano, cioè una parte del capitalismo americano? Bene. Perché la guerra fredda oggi sussistente tra il blocco russo e statunitense, con l'Europa scudo per gli Stati Uniti, ha la sua origine reale proprio da quel fattore. Un tempo vi erano le ideologie che fungevano da maschera, comunismo sovietico, e democrazia americana, con la Jugoslavia di Tito che fungeva, invece, da muro, flessibile verso l'Occidente, basta pensare agli aiuti, corposi, ricevuti dall'America, dal grano, alle armi, ai finanziamenti, e rigido con la Russia di Stalin prima di Chruščëv dopo. D'altronde se Tito è stato nominato per il nobel della pace, se è stato universalmente riconosciuto come uomo di pace, anche da esponenti di primo piano della Chiesa, un motivo vi sarà stato. Ma ora quella Jugoslavia non esiste più. Esiste una frammentata Europa e dunque debole, sotto attacco da dive...

Dalle guerre umanitarie del petrolio, a quelle patriottiche per il gas

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Cambia il mondo, sì, nel senso che cambiano le fonti principali di energia e conseguentemente muta la politica, mutano le intese e le alleanze,  mutano i ruoli dei Paesi, ma non mutano le strategie. Prima, e non parliamo di decenni, ma fino a pochi anni or sono, nel nome del senso umanitario, nel senso del mero  inaccettabile  dramma umano delle guerre interne, dei profughi, dei bambini e delle donne ammazzate, spesso iniziate per motivi "misteriosi", le cui immagini venivano diffuse ad ogni ora con tanto di primo piano in tutte le Tv occidentali per scuotere gli animi e le coscienze per legittimare i missionari della pace, ecco gli umanitari partire con i caccia, ed anche con le navi. Uno, due, cento missili e la guerra umanitaria liberava il popolo dagli oppressori. Evviva la democrazia. Certo, morivano altre donne e bambini, ma li chiamavano effetti collaterali inevitabili. Una scusa, due scuse, e tutto rimosso e dimenticato. Intanto i missionari della pac...

In autunno Putin a Trieste per sbloccare il rigassificatore?

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Salvo imprevisti, salvo caduta anticipata del Governo Letta/Alfano, in autunno a Trieste si svolgerà il summit tra Italia e Russia. Son certo che l'argomento principale sarà solo quello del rigassificatore il resto è solo specchietto per le allodole. Ricorsi al TAR , petizioni alla Commissione, Petizioni del Parlamento Europeo , proteste, delibere e tanto altro questo autunno rischiano di essere superati dall'accordo tra Italia e Russia. Coincidenza vuole che il ministero dello Sviluppo economico ha comunicato al Comune di Trieste la sospensione del procedimento di autorizzazione alla costruzione ed esercizio del terminale di rigassificazione di Gnl localizzato nel porto di Trieste-località Zaule, progettato da Gas Natural per un periodo di sei mesi, la cui  scadenza, coincide con il summit triestino. E' vero che a Tarvisio ci sarà il “capolinea” del gasdotto che partirà dalla Russia, ma è anche vero che Gazprom, che coltiva una partnership strategica con ...