La grande impunità verso il fascismo che ha causato centinaia di migliaia di morti in Italia
Quando parliamo del fascismo, non stiamo parlando di una rissa di quartiere, ma di una tragedia che ha segnato la carne di questo Paese per decenni. Il punto è questo: il fascismo mica è arrivato al potere perché Mussolini era un genio della politica o perché aveva chissà quale mandato divino. No! Il fascismo è stato un fenomeno reazionario, certo, ma che è rimasto in piedi perché lo hanno tenuto su. La borghesia, il grande capitale e, soprattutto, diciamocelo chiaramente, la monarchia. Perché senza il Re, Mussolini a Roma non ci sarebbe mai arrivato. Mai! Sarebbe finita lì. E invece no. E allora cosa succede? Succede che inizia questa lunga scia di sangue che è difficilissimo persino quantificare. Noi oggi proviamo a dare dei numeri, ma è una contabilità dell'orrore che sfugge di mano. Già prima della presa del potere, tra il '19 e il '22, abbiamo lo squadrismo. E lì sono botte, sono bastonate, sono tremila persone — sindacalisti, comunisti, gente che non ci stava — ammazzate. Fatte fuori. Poi c’è la famosa Marcia su Roma. Che uno a guardarla oggi dice: "Ma cos'è questa pagliacciata?". Ecco, sì, una pagliacciata che però non ha fatto ridere nessuno. Perché da lì parte la dittatura vera e propria. Il Tribunale Speciale che firma condanne a morte, migliaia di persone mandate al confino, in galera, o costrette a scappare all’estero per non finire male. E non finisce mica qui! Perché poi arrivano le guerre coloniali, arriva la Jugoslavia, arriva la Grecia... lì i numeri ballano, eh! C'è chi dice complessivamente 450 mila morti, chi 500 mila. Comunque la si guardi, è una cifra mostruosa. Una catastrofe. Ma la cosa che forse scotta di più, e che arriva fino a noi, è questo filo nero dell'impunità. Perché c’è un’idea che attraversa tutta la storia d’Italia, dal fascismo di allora fino alle bombe degli anni di piombo, alla strategia della tensione: l'idea che, alla fine, i fascisti la sfangano sempre. Prendete il dopoguerra. Si fanno i processi, sì. Quarantamila fascisti alla sbarra. E come finisce? Finisce che arriva l'amnistia — quella di Togliatti, ma non solo quella — e la metà tornano a casa belli tranquilli. Le condanne a morte eseguite? Meno di un centinaio. Una miseria rispetto alla carneficina che era stata fatta. E allora, quando noi oggi ci stupiamo perché in certi momenti della storia la gente si è fatta giustizia da sola, magari in modo brutale, in modo selvaggio, dobbiamo chiederci: ma questa gente, che fiducia poteva avere nel sistema che aveva provocato quella catastrofe e che ancora era in piedi? Che giustizia si aspettava da tribunali che stavano lì a guardare? La realtà storica è che in Italia, verso il fascismo, la giustizia non c'è mai stata veramente. E allora non dobbiamo meravigliarci se, alla fine della fiera, quando è crollato tutto, gli italiani hanno deciso che i conti dovevano chiuderli loro, a modo loro.
Commenti
Posta un commento