La scritta TITO a Nova Gorica è una pagina della nostra storia che non va cancellata

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  Abbiamo questo vizio, tutto moderno e un po’ infantile, di pensare che la Storia sia un elenco di buoni e cattivi da aggiornare a colpi di gomma per cancellare. La damnatio memoriae,  l’hanno inventata i Romani,ma loro lo facevano con una ferocia e una consapevolezza politica che noi oggi abbiamo smarrito, convinti come siamo di fare un’opera di bene. E invece no, non è quasi mai un bene. Guardiamoci in faccia. Noi italiani, che spesso amiamo salire in cattedra e spiegare agli altri come si sta al mondo, prima di andare a fare la morale agli sloveni dovremmo forse chiederci: ma noi, con i nostri scheletri nell'armadio, ci abbiamo fatto davvero i conti? Ma neanche per idea! Perché, vedete, finché a Gorizia si può tranquillamente celebrare la Decima Mas, con tutto quel che ha significato  allora forse abbiamo un problemino di coerenza.  Seguendo questa logica del "cancelliamo quel che ci dà fastidio", che facciamo con Nova Gorica? La radiamo al suolo? Perché,quella c...

La grande impunità verso il fascismo che ha causato centinaia di migliaia di morti in Italia


Quando parliamo del fascismo, non stiamo parlando di una rissa di quartiere, ma di una tragedia che ha segnato la carne di questo Paese per decenni. Il punto è questo: il fascismo mica è arrivato al potere perché Mussolini era un genio della politica o perché aveva chissà quale mandato divino. No! Il fascismo è stato un fenomeno reazionario, certo, ma che è rimasto in piedi perché lo hanno tenuto su. La borghesia, il grande capitale e, soprattutto, diciamocelo chiaramente, la monarchia. Perché senza il Re, Mussolini a Roma non ci sarebbe mai arrivato. Mai! Sarebbe finita lì. E invece no. E allora cosa succede? Succede che inizia questa lunga scia di sangue che è difficilissimo persino quantificare. Noi oggi proviamo a dare dei numeri, ma è una contabilità dell'orrore che sfugge di mano. Già prima della presa del potere, tra il '19 e il '22, abbiamo lo squadrismo.  E lì sono botte, sono bastonate, sono tremila persone — sindacalisti, comunisti, gente che non ci stava — ammazzate. Fatte fuori. Poi c’è la famosa Marcia su Roma. Che uno a guardarla oggi dice: "Ma cos'è questa pagliacciata?". Ecco, sì, una pagliacciata che però non ha fatto ridere nessuno. Perché da lì parte la dittatura vera e propria. Il Tribunale Speciale che firma condanne a morte, migliaia di persone mandate al confino, in galera, o costrette a scappare all’estero per non finire male. E non finisce mica qui! Perché poi arrivano le guerre coloniali, arriva la Jugoslavia, arriva la Grecia. C'è chi dice complessivamente dalla dittatura fascista furono cagionati 450 mila morti, chi 500 mila. Comunque la si guardi, è una cifra mostruosa. Una catastrofe. Ma la cosa che forse scotta di più, e che arriva fino a noi, è questo filo nero dell'impunità. Perché  c’è un’idea che attraversa tutta la storia d’Italia, dal fascismo di allora fino alle bombe degli anni della strategia della tensione neofascista: l'idea che, alla fine, i fascisti la sfangano sempre. Prendete il dopoguerra. Si fanno i processi, sì. Quarantamila fascisti alla sbarra. E come finisce? Finisce che arriva l'amnistia — quella di Togliatti, ma non solo quella — e la metà tornano a casa belli tranquilli. Le condanne a morte eseguite? Meno di un centinaio. Una miseria rispetto alla carneficina che era stata fatta. La realtà storica è che in Italia, verso il fascismo ed il neofascismo, la giustizia non c'è mai stata veramente. 

 


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