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Visualizzazione dei post con l'etichetta giorno del ricordo

Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Prima si rimuova la statua di D'Annunzio da Trieste, simbolo dell'antislavismo,poi si potrà discutere dell'onorificenza a Tito

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Da anni, puntualmente nel periodo del giorno del Ricordo, viene attaccata l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana assegnata con decreto del 2 ottobre del 1969 a Tito. Si parla di grande vergogna per l'Italia. Andrebbe contestualizzato il periodo storico in cui venne assegnata tale onorificenza. Tito era visto in quel contesto storico come la porta dell'Occidente verso l'Est Europa. In Italia vi fu sempre grande avversione nei suoi confronti da parte degli ambienti di estrema destra tanto che pare che il fallito golpe Borghese aveva proprio come obiettivo la visita del maresciallo in Italia. Il The Guardian affermava che solamente due giorni prima della visita di Tito si era svolto in Italia il tentato colpo di stato e che dovevano essere state coinvolte anche alcune centinaia di emigranti sloveni che avrebbero avuto il compito di dare una mano ai gruppi neofascisti e di rendere impossibile la visita dello statista jugoslavo...

La minoranza italiana in Slovenia e Croazia tra qualche decennio non esisterà più ? Si pagano le conseguenze del crollo dell'Impero Asburgico

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Scongiuri a parte, si intende, c'è un dato statistico importante, che da un lato vede sempre incrementare l'emigrazione dalla Croazia e dalla Slovenia, in particolar modo in Croazia si sta assistendo ad un vero e proprio tracollo demografico, ed in tutto ciò, mentre si continua a dibattere sul passato, palla al piede ancora in queste terre per un '900 che ha lasciato profonde cicatrici, bisogna fare i conti con i numeri che non perdonano. Certamente è stato significativo l'esodo istriano, fiumano e dalmata, migliaia di italiani andarono via dalla Jugoslavia, principalmente perchè non accettavano di vivere in una terra che non fosse più italiana ed in uno stato politicamente comunista e che verso gli italiani, in relazione a quanto accaduto con il ventennio fascista, aveva delle pregiudiziali inevitabili, come accadde un pò ovunque, nelle terre contese, in quella che si può chiamare la tipica coda delle guerre. Impressionante fu sicuramente l'esodo da Pola dove dichi...

Il MIUR riconosce che con l'Impero Austroungarico venne garantita autonomia e ci fu il culto della giustizia

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  Il MIUR il 20 ottobre ha pubblicato le “Linee Guida per la didattica della Frontiera Adriatica”, un documento complesso, che farà discutere, che abbraccia un periodo enorme che va praticamente dall'epoca romana al Trattato di Osimo, sulle questioni del confine orientale. Un documento che si propone alle scuole realizzato con l'impegno congiunto con le Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.  Interessante la questione temporale relativa all'Impero Austroungarico. Dove ne emergono diversi aspetti positivi, con sorpresa, verrebbe da dire. Ad esempio si riconosce da un lato che nella seconda metà dell’Ottocento le lotte nazionali riguardarono soprattutto le élite politiche e culturali italiane e slave mentre, in buona parte della popolazione istriana e dalmata, si affermava, dall'altro lato, un chiaro rispetto dell’autorità costituita e dello Stato, il culto della giustizia, l’attaccamento alle tradizioni locali e religiose attutirono il livello dello scon...

Superare il giorno del Ricordo e del ricongiungimento del Litorale alla madrepatria è una necessità. Basta dispetti e provocazioni

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  La storia è una cosa seria, però dalle parti del confine orientale, sulle vicende complesse, che hanno interessato la Venezia Giulia, l’Istria, la Dalmazia e Fiume, questa si è prestata, suo malgrado, al peggior uso e consumo della politica del dispetto. Diventando ultras, tifosi, con politici e rappresentanti istituzionali che santificano nel nome di un consenso elettorale, ma danneggiano, incredibilmente, le relazioni di vicinato. Tanto dalla parte italiana, quanto slovena. Il giorno del Ricordo ed il ricongiungimento del Litorale alla madrepatria sono due eventi strumentalizzati per fini nazionalistici. In Slovenia si è detto che a Monfalcone i 40 giorni jugoslavi sono stati giorni di libertà. Per chi? Se si parla agli sloveni che hanno subito le violenze fasciste e sognato di annettere Monfalcone, Gorizia, e Trieste alla Jugoslavia, sicuramente son stati giorni di libertà, ma per gli italiani che hanno subito le deportazioni, il rischio di annessione ad uno Stato comunista e...

Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura, il superamento delle divisioni del ‘900 tra utopia e realtà

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  Nel discorso sul Giorno del Ricordo, il Presidente della Repubblica, Mattarella, ha nuovamente dedicato un passaggio a Gorizia e Nova Gorica, capitale europea della cultura. Queste le parole del Presidente: La scelta di Gorizia e Nova Gorica, che saranno congiuntamente Capitale della Cultura europea 2025, dimostra quanto importante sia per l’intera Unione che la memoria delle oppressioni disumane del passato sia divenuta ora strada dell’amicizia, della comprensione, del primato della dignità delle persone, nel rispetto delle diversità e dei diritti Un passaggio forte, che si inserisce all’interno di un contesto delicato, quale quello del Giorno del Ricordo, che come è noto, si è prestato a livello storico e politico ai peggiori revisionismi che hanno tutt’altro fatto rima con verità storica e conciliazione. Interessante quanto afferma il Presidente, perché ancora una volta emerge chiaramente come effettivamente da Roma vi sia una veduta, forse un credo, una speranza, nel...

Quando il confine divise non solo i vivi ma anche i morti, come a Merna

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Le vicende del Confine Orientale italiano sono tanto complesse, quanto lineari sotto il segno dei nazionalismi, male assoluto del '900.  Lineari come quella diagonale che per trent'anni ha diviso vivi e morti, di qua e di là, a Merna/Miren. Per capire quanto sia importante l'Europa, il senso di Europa senza barriere, confini, almeno negli intenti, perchè nella realtà l'Europa di confini e barriere ne ha ancora oggi fin troppe per respingere i popoli migranti, basta fare un salto al cimitero di Merna. Alle porte di Gorizia. Siamo in Slovenia. Si continua a far fatica nel comprendere come certe cose possano essere accadute, eppure son successe.    Una società che non aveva rispetto per i morti, figurarsi che rispetto poteva avere per i vivi. Corpi divisi, metà in Italia, metà in Jugoslavia. Questo fu ciò che accadde con il Trattato di Pace, fino, praticamente, al Trattato di Osimo. Trent'anni di divisioni, di follie, in un territorio che per secoli conviveva pacificam...

Si sta consegnando la "verità storica",nelle scuole, ai concorsi di parte sul giorno del Ricordo. Non si insegna così la storia

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Le Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati unite nel Gruppo di lavoro in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca bandisce da una decina d'anni il  Concorso nazionale “10 febbraio” volto a promuovere l’educazione europea e la cittadinanza attiva, a sollecitare l’approfondimento della storia italiana attraverso una migliore conoscenza dei rapporti storici, geografici e culturali nell’area dell’Adriatico orientale, attenendosi in particolar modo agli aspetti tematici evidenziati nel titolo del concorso. I componenti della giuria sono in parte nominati dall'associazione proponente, in parti dal MIUR. Non bastava questo concorso. No. Ora, la Regione del FVG, ne approva uno nuovo che nel suo complesso, passando da iniziative di studi, viaggi e quant'altro, arriverà a costare in 3 anni 150 mila euro  per raccontare nelle scuole del FVG la storia sulle vicende del confine orientale di cui al giorno del Ricord...

Solidarietà a Rijeka 2020 e al sindaco di Rijeka per l'ennesimo attacco che parte dalla città di Trieste. "La stella rossa è offensiva"

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Non è bastata la vergognosa celebrazione dell'occupazione della città di Fiume, fatta a Trieste alle ore 12 del 12 settembre  2019 con l'inaugurazione della statua dell'antislavo D'Annunzio in quella piazza della Borsa diventata oramai simbolo del nazionalismo italiano riportando la città indietro di cent'anni. No. Ora si attacca pure Rijeka 2020. Le parole espresse dal Sindaco di Trieste in occasione del giorno del Ricordo solo chiare sul punto: Se volgo lo sguardo oltre confine verso la bellissima città di Rijeka, un tempo Fiume, oggi Capitale della Cultura, non trovo nulla di culturalmente interessante, ma vedo solo un’esplicita e ulteriore offesa alle vittime del comunista Tito nel fatto che una grigia stella a cinque punte sorga nuovamente sul grattacielo che fu simbolo delle violenze contro l’umanità da parte del totalitarismo comunista. Quella stella, nella nostra Memoria, ha solo il colore del sangue dei bambini, giovani, donne, uomi...

A Trieste si è rotto il tabù.Centinaia di persone in piazza contro il revisionismo di Stato nel giorno del Ricordo

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Ti fermi sotto il porticato di Piazza Oberdan e sollevi lo sguardo verso quella corona che in lontananza sembra plastificata. La guardi. Si pone nel bel mezzo di due targhe. Una di queste ricorda cosa è accaduto in quel luogo. " Nei venti mesi dell'occupazione tedesca questo edificio fu sede delle SS. A perenne ricordo delle vittime " Ma in questa giornata dominata dalla foschia, la nebbia invade la memoria storica, quella di Stato. Nel giorno del Ricordo, delle più complesse vicende del confine orientale, si ricorda solo ciò che si vuole ricordare e come lo si vuole ricordare. Meglio perdersi nella retorica di stato della sciagura nazionale pensando alle pur drammatiche vicende delle foibe, dell'esodo, che alla reale sciagura nazionale determinata da oltre vent'anni di fascismo che poi in gran parte sarà causa di quella "sciagura nazionale" che si vuole ricordare in questo giorno. Un cortocircuito di ricordo e non ricordo. No. No se pol rico...

Caro Presidente, la vera "sciagura nazionale" fu il fascismo con oltre vent'anni di barbarie

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Il discorso per il giorno del Ricordo, da parte del Presidente della Repubblica, è sempre atteso. Oltre dieci anni di discorsi. Sono anni che sono caratterizzati da uno spirito chiaro ed univoco e quello di quest'anno da parte del Presidente di Mattarella ne è l'evidenza. L'ennesima evidenza di questo spirito. Si parla, per la prima volta, di sciagura nazionale . E si parla, per l'ennesima volta, di pulizia etnica. No, non c'è stata alcuna pulizia etnica contro gli italiani. E' un concetto antistorico, non rispettoso dei fatti accaduti. E' un concetto, invero, politico. Chiaramente politico. Come politico è il discorso del Presidente della Repubblica. Caro Presidente, perché in Italia non si è mai usato dall'alto delle Istituzioni il concetto di sciagura nazionale , per parlare del fascismo? Dei crimini compiuti dal nazifascismo? La cui opera di sciagura iniziò per mano di quell'occupazione della città di Fiume nel 1919 come capeggiata da D...