Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Ricordiamoci di chi nella provincia di Gorizia ha detto no al pride di Gorizia e Nova Gorica. Non si può dimenticare

 


Un fiume colorato ha invaso pacificamente Gorizia che ha accolto, nonostante tutto, a modo suo, positivamente una delle manifestazioni che da decenni in tutto il mondo è il simbolo della lotta all'omotransofobia, razzismo pesantissimo che ancora oggi nella nostra società è pienamente presente. Tante le persone che dai balconi e dalle finestre salutavano il corteo con passione. Il primo corteo transfrontaliero della storia si è realizzato qui, tra due città, Gorizia e Nova Gorica che condividono il titolo di capitale europea della cultura 2025, e che con imbarazzo hanno condiviso anche il no al patrocinio a questo momento fondamentale nella lotta al razzismo. Certo, il sindaco di Nova Gorica ha dato la sua adesione personale, ma il patrocinio del Comune non c'era. Così come impressiona vedere quanti siano stati i comuni del goriziano che non hanno dato il patrocinio a questo evento. Cosa sinceramente che ha lasciato veramente allibiti visto che il gay pride è un momento fondamentale per contrastare razzismi e omotransfobia. Su 25 comuni della provincia di Gorizia solo in 9 hanno detto sì! Questo l'elenco dei comuni del goriziano, come emerso nel sito di FVG pride, che hanno dato il patrocinio e si sono posti dal lato giusto della storia:  Doberdò, Farra, Gradisca, Grado, Romans, San Canzian, Savogna, Staranzano, Turriaco.    
Questo l'elenco dei comuni del goriziano che non hanno dato il patrocinio, o forse che neanche il problema si sono posti, sbagliando in ogni caso in modo clamoroso: Capriva, Cormons, Dolegna, Fogliano, Gorizia, Mariano, Medea, Monfalcone, Moraro, Mossa, Ronchi, Sagrado, San Floriano, San Lorenzo, San Pier, Villesse. Alle prossime elezioni ricordatevi anche di ciò, perchè i diritti fanno la differenza. Non si sta giocando con i capricci. E quell'ondata di migliaia di persone, e soprattutto di giovanissimi, e di giovani ve erano tantissimi, cosa che dovrebbe spingere i sostenitori del no al pride a riflettere, che hanno attraversato due stati, due nazioni, due città, per una società senza più confini e barriere e razzismi, hanno cancellato quelle macchie di chi a modo suo contrasta queste iniziative e piaccia o non piaccia il futuro si chiama no omotransfobia, no confini, no razzismo, ed è qui, con noi. E chi non ci sta, non appartiene al futuro ma ad un passato superato oramai dal tempo e dalla storia che comunque continua in modo sconcertante a trovare ancora oggi spazio, d'altronde il pride si rende necessario soprattutto perchè il razzismo omotransfobico continua ad essere un problema enorme anche nella nostra regione.
mb

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