Un
fiume colorato ha invaso pacificamente Gorizia che ha accolto,
nonostante tutto, a modo suo, positivamente una delle manifestazioni che
da decenni in tutto il mondo è il simbolo della lotta
all'omotransofobia, razzismo pesantissimo che ancora oggi nella nostra
società è pienamente presente. Tante le persone che dai balconi e dalle
finestre salutavano il corteo con passione. Il primo corteo
transfrontaliero della storia si è realizzato qui, tra due città,
Gorizia e Nova Gorica che condividono il titolo di capitale europea
della cultura 2025, e che con imbarazzo hanno condiviso anche il no al
patrocinio a questo momento fondamentale nella lotta al razzismo. Certo,
il sindaco di Nova Gorica ha dato la sua adesione personale, ma il
patrocinio del Comune non c'era. Così come impressiona vedere quanti
siano stati i comuni del goriziano che non hanno dato il patrocinio a
questo evento. Cosa sinceramente che ha lasciato veramente allibiti
visto che il gay pride è un momento fondamentale per contrastare
razzismi e omotransfobia. Su 25 comuni della provincia di Gorizia solo
in 9 hanno detto sì! Questo l'elenco dei comuni del goriziano, come
emerso nel sito di FVG pride, che hanno dato il patrocinio e si sono
posti dal lato giusto della storia: Doberdò, Farra, Gradisca, Grado,
Romans, San Canzian, Savogna, Staranzano, Turriaco.
Questo l'elenco
dei comuni del goriziano che non hanno dato il patrocinio, o forse che
neanche il problema si sono posti, sbagliando in ogni caso in modo
clamoroso: Capriva, Cormons, Dolegna, Fogliano, Gorizia, Mariano, Medea,
Monfalcone, Moraro, Mossa, Ronchi, Sagrado, San Floriano, San Lorenzo,
San Pier, Villesse. Alle prossime elezioni ricordatevi anche di ciò,
perchè i diritti fanno la differenza. Non si sta giocando con i
capricci. E
quell'ondata di migliaia di persone, e soprattutto di giovanissimi, e di
giovani ve erano tantissimi, cosa che dovrebbe spingere i sostenitori
del no al pride a riflettere, che hanno attraversato due stati, due
nazioni, due città, per una società senza più confini e barriere e
razzismi, hanno cancellato quelle macchie di chi a modo suo contrasta
queste iniziative e piaccia o non piaccia il futuro si
chiama no omotransfobia, no confini, no razzismo, ed è qui, con noi. E
chi non ci sta, non appartiene al futuro ma ad un
passato superato oramai dal tempo e dalla storia che comunque continua
in modo sconcertante a trovare ancora oggi spazio, d'altronde il pride
si rende necessario soprattutto perchè il razzismo omotransfobico
continua ad essere un problema enorme anche nella nostra regione.
mb
Commenti
Posta un commento