Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Ricordiamoci di chi nella provincia di Gorizia ha detto no al pride di Gorizia e Nova Gorica. Non si può dimenticare

 


Un fiume colorato ha invaso pacificamente Gorizia che ha accolto, nonostante tutto, a modo suo, positivamente una delle manifestazioni che da decenni in tutto il mondo è il simbolo della lotta all'omotransofobia, razzismo pesantissimo che ancora oggi nella nostra società è pienamente presente. Tante le persone che dai balconi e dalle finestre salutavano il corteo con passione. Il primo corteo transfrontaliero della storia si è realizzato qui, tra due città, Gorizia e Nova Gorica che condividono il titolo di capitale europea della cultura 2025, e che con imbarazzo hanno condiviso anche il no al patrocinio a questo momento fondamentale nella lotta al razzismo. Certo, il sindaco di Nova Gorica ha dato la sua adesione personale, ma il patrocinio del Comune non c'era. Così come impressiona vedere quanti siano stati i comuni del goriziano che non hanno dato il patrocinio a questo evento. Cosa sinceramente che ha lasciato veramente allibiti visto che il gay pride è un momento fondamentale per contrastare razzismi e omotransfobia. Su 25 comuni della provincia di Gorizia solo in 9 hanno detto sì! Questo l'elenco dei comuni del goriziano, come emerso nel sito di FVG pride, che hanno dato il patrocinio e si sono posti dal lato giusto della storia:  Doberdò, Farra, Gradisca, Grado, Romans, San Canzian, Savogna, Staranzano, Turriaco.    
Questo l'elenco dei comuni del goriziano che non hanno dato il patrocinio, o forse che neanche il problema si sono posti, sbagliando in ogni caso in modo clamoroso: Capriva, Cormons, Dolegna, Fogliano, Gorizia, Mariano, Medea, Monfalcone, Moraro, Mossa, Ronchi, Sagrado, San Floriano, San Lorenzo, San Pier, Villesse. Alle prossime elezioni ricordatevi anche di ciò, perchè i diritti fanno la differenza. Non si sta giocando con i capricci. E quell'ondata di migliaia di persone, e soprattutto di giovanissimi, e di giovani ve erano tantissimi, cosa che dovrebbe spingere i sostenitori del no al pride a riflettere, che hanno attraversato due stati, due nazioni, due città, per una società senza più confini e barriere e razzismi, hanno cancellato quelle macchie di chi a modo suo contrasta queste iniziative e piaccia o non piaccia il futuro si chiama no omotransfobia, no confini, no razzismo, ed è qui, con noi. E chi non ci sta, non appartiene al futuro ma ad un passato superato oramai dal tempo e dalla storia che comunque continua in modo sconcertante a trovare ancora oggi spazio, d'altronde il pride si rende necessario soprattutto perchè il razzismo omotransfobico continua ad essere un problema enorme anche nella nostra regione.
mb

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