La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Se la bandiera del pride sventolasse in ogni Comune


Pride che incontrerai, città colorata che vivrai. Non tutte si vestono allo stesso modo, non tutte si immergono pienamente in questo mondo di colori, che altro non sono che la massima espressione di una società priva di discriminazione e per l'inclusione. Ma la maggior parte delle città il pride lo fanno proprio, lo vogliono, lo vivono.  Quella del pride è una bandiera storica, inventata da Baker per il pride di San Francisco del 1978, cucita e tinta a mano, e ad ogni colore vi è una corrispondenza di un simbolo spirituale. Una bandiera che non nuoce alla vita, in continua evoluzione, che è espressione di vita, ma che ancora oggi fa tremare più di qualcuno. Da chi la definisce straccio, a chi dice che i colori della propria città sono quelli impressi  sulla maglia di calcio della propria squadra o su quelli del simbolo comunale. Sarebbe bello se la bandiera del pride accompagnasse quelle istituzionali dei nostri Comuni perennemente. Perchè questa è probabilmente la bandiera universalmente accettata come la più importante nella lotta alle discriminazioni razziali e per l'inclusione. E chi non si ritrova in questo mondo arcobaleno dovrà pur farsene una ragione, perchè il torto sarà il suo, non di una società progressista e inclusiva.

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