Non sarà l'arte a salvarci dal naufragio della storia, ma rimarrà l'ultima trincea, l'ultimo rifugio dell'anima. Viviamo nel crepuscolo delle grandi ideologie, in un millennio dove la globalizzazione ha cannibalizzato il pensiero, portando il consumismo alla sua ennesima, feroce potenza. Da un lato assistiamo al boom osceno e indomabile delle diseguaglianze sociali; dall'altro, l'arte contemporanea vaga come un fantasma, interrogandosi sul proprio senso dentro una società sbandata, cieca, che consuma l'esistenza alla giornata. Questa non è anarchia creativa: è il trionfo del vuoto assoluto. Un nichilismo sistematico che annichilisce ogni visione prospettica. L'ossessione dell'originalità a tutti i costi ha prosciugato le sorgenti della creatività differente, e l'arte, drammaticamente, si è adeguata. Si è sottomessa, facendosi merce tra le merci, un feticcio speculativo il cui unico scopo è alimentare i flussi del capitale. Una banana brutalmente ...
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Si chiama Trieste Airport FVG ma non c'è un solo cartello stradale che lo indica così
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Nel 2016, con il processo di privatizzazione, lo scalo aeroportuale del FVG prenderà il nome di Trieste Airport Friuli Venezia Giulia. Mentre continuerà a rimanere intitolato a Brazzà. Brazzà è Nato a
Roma nel 1852 e morto a Dakar nel
1905, la sua famiglia aristocratica era originaria del Friuli, prese anche la cittadinanza francese, divenne ufficiale della Marina
di Francia, fu esploratore
ma nell'ambito del colonialismo operando per l'interesse francese. Dunque uno scalo intitolato ad un colonialista. Intitolazione sicuramente da rivedere. Intanto, è singolare osservare che in questi anni non si è rinnovata la segnaletica stradale che indica il Trieste Airport. Son rimasti i cartelli vecchi, genericamente indicando aeroporto, oppure aeroporto del Friuli Venezia Giulia, il vecchio nome. Singolare osservare invece come nei nuovi cartelli stradali collocati in prossimità dello scalo aeroportuale e bilingue, invece il nome dello scalo non solo non sia riportato, contrariamente da come accade nei principali aeroporti italiani ed internazionali, ma che il nome è rimasto solo in italiano.
Cavillo burocratico che farebbe ridere i polli se non fosse una cosa seria. D'altronde se anche a Capodistria nei cartelli stradali ti garantiscono solo il bilinguismo per le località dove questo è applicato, non è difficile notare che nello stesso cartello troverai Pola o Capodistria in italiano e Lubiana solo in sloveno, perchè a Lubiana il bilinguismo non è garantito.
Una follia tutta burocratica che non lascia spazio al buon senso. Insomma, per tornare alla questione di questo scritto, a quando i cartelli stradali aggiornati con l'indicazione Trieste Airoport?
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
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