Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani
Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato.
Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco.
Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro:
- Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette.
- I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini.
La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici
Perché limitarsi a fare finta di niente quando si può festeggiare alla grande? Nel 2024 è arrivato il capolavoro: il Partenariato Strategico e Globale. Praticamente un matrimonio d'interesse, elevato ai massimi livelli, poggiato su sei nobilissimi pilastri:
- Relazioni politiche (spettegolare al bar sui diritti umani)
- Stabilità economica (assicurarsi che i conti tornino)
- Commercio e investimenti (i soliti cari affari)
- Migrazione e mobilità (tenetevi i disperati, grazie)
- Sicurezza (compriamo e vendiamo armi in pace)
- Demografia e capitale umano (qualunque cosa significhi per un regime)
E per suggellare questo idillio, il 22 ottobre 2025 a Bruxelles è andato in scena il primo, indimenticabile vertice UE-Egitto. L'Europa ha celebrato l'evento con un'enfasi commovente sui propri canali: stabilità, pace e prosperità condivise! Che poesia! Specie se accompagnata da una paghetta di 7,4 miliardi di euro per il triennio 2024-2027. Dettagli.
Quando i Numeri Parlano (e Coprono le Urla)
Nel 2025 l'UE si è confermata il miglior amico di shopping dell'Egitto, coprendo oltre il 22% degli scambi del Paese. Parliamo di ben 32,4 miliardi di euro di merci che vanno e vengono, con un bel +27% nell'ultimo decennio. Chi ha tempo di pensare ai diritti civili quando c'è così tanto PIL da festeggiare?
E non finisce qui: la cooperazione si estende a settori di primissima necessità:
- Sicurezza delle frontiere e lotta al terrorismo
- Cybersecurity e contrasto alla disinformazione (chi meglio di un regime autoritario sa come "gestire" l'informazione?)
Infine, la chicca geniale: l'Egitto beneficia persino dello "Strumento Europeo per la Pace". Risultato? 40 milioni di euro regalati direttamente alle forze armate egiziane per — siatene certi — "proteggere i civili". Gli stessi militari e servizi segreti accusati di torture. Geniale, no?
E la Giustizia per Giulio?
Cooperazione giudiziaria? Ma stiamo scherzando? Vuoi davvero disturbare dei così generosi partner commerciali solo per far scontare la pena agli assassini di un ragazzo italiano? Suvvia, un po' di senso degli affari!
Questa è la gloriosa realtà: un'Unione Europea complice della propria ipocrisia, che scavando un solco abissale tra i valori sbandierati ai cittadini e la cruda realtà dei portafogli, dimostra chiaramente che dieci anni di battaglie per Giulio Regeni, per la politica reale, sono stati solo un fastidioso rumore di fondo. Ma non per la società civile che non ha nulla da spartire con questa roba spacciata per realpolitik. Società civile, a partire dal popolo giallo, inarrestabile, che continua a dieci anni di distanza a lottare tanto per Giulio quanto per chi come Giulio non ha voce, non ha speranza, non ha appigli per la libertà. E se vi sembra poco in un modo becero e spietato come questo, fate voi.
mb
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