Venezia è la città dell'arte

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  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

Nel programma del governo GialloRosso c'è la tutela anche del FVG



Stesso Presidente del Consiglio dei ministri, diversa maggioranza. Da gialloverde, a giallorossa. Questa volta a cambiare non è l'allenatore, per usare una metafora calcistica, ma la squadra. Per quello che è il governo forse più  spostato a "sinistra" degli ultimi decenni. Interessante notare come all'interno del programma di governo vi sia questo passaggio: "garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche". Al capitolo 20. Una norma pensata anche e non solo per il Friuli Venezia Giulia. Dunque c'è anche la tutela del sistema FVG all'interno di questo programma. Regione che deve la sua specialità proprio al plurilinguismo con le sue radici slave, latine e germaniche. E' forse la prima volta che in un programma di governo si riporta un passaggio del genere, vedremo nella realtà in cosa si tradurrà.

mb


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