Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?




Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi dello stragismo neofascista e non solo. In questi dieci anni di strada ne è stata percorsa tanta, e il sostegno prima di tutto dato dall'avvocato Alessandra Ballerini e dal popolo giallo è stato determinante per affrontare quel mare immenso di depistaggi, ingiustizie e vigliaccate che hanno connotato questo tortuoso percorso non facilitato certamente dai rapporti tra Italia ed Egitto, dove la normalizzazione dei rapporti economici, militari, diplomatici, ha prevalso rispetto al voler dichiarare come Paese non sicuro, uno dei Paesi più tremendi in materia di trattamento dei diritti umani esistenti nel nostro mondo. Ovunque a dieci di distanza continuano a vedersi i simboli di questa battaglia, striscioni, panchine gialle, braccialetti gialli indossati da cittadini, nessuno ha dimenticato Giulio e nessuno avrebbe detto che a dieci anni da quel maledetto 25 gennaio 2016 saremmo stati ancora qui in una moltitudine immensa a pretendere verità piena e giustizia per Giulio e per tutte le vittime di quella dittatura di Al Sisi che continua a regnare indisturbato e con la complicità dell'Occidente "democratico" l'Egitto che si è portato via Giulio il 3 febbraio 2016.

mb 

 

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