Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

Immagine
  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Sì all'Europa unita dei popoli, non agli Stati Uniti d'Europa. Non siamo gli USA, la nostra storia è diversa




L'Europa è una miscela di colori, di pluralità, di identità, incredibili. Ma che nel corso della storia hanno disseminato, queste identità, anche violenze, barbarie, colonialismi. L'Europa unita nasce come entità economica, inutile prendersi in giro, questa è la sua nascita, questo è il suo seme, certamente vi erano degli ideali supremi, alcuni dei quali partoriti in quel confino di Ventotene, dove è stata confinata alla fine l'idea di fascismo ed ha prevalso, seppur con una miriade di difficoltà, e sofferenze quella della libertà. L'Europa unita è una necessità, indietro non si può tornare. Ma la sua struttura deve essere leggera. Un contenitore che tiene assieme i diversi pezzi del puzzle europeo, con alcuni principi di diritto fondamentali, con una casa comune che sia oggetto di condivisione, discussione e confronto e anche scontro quando necessario. Ma l'Europa come nazione è un qualcosa di abnorme e che determinerà la fine precoce della stessa Europa. Non siamo gli Stati Uniti d'America, non siamo gli USA, seppur nati dal vecchio Continente. La nostra è una storia diversa, di identità diverse. Diventare gli USE, ovvero il fratello o sorella minore degli USA sarebbe un qualcosa di totalmente alieno all'Europa.

La forza dell'Europa è l'autonomia dei vari Paesi, l'indipendenza che i vari Paesi hanno, la storia che hanno anche saputo esprimere, che non è solo la tragedia del secolo breve. La Brexit dovrebbe insegnare cosa significa proporre una sorta di USE. E' sicuramente vero che con i colossi come la Cina, la Russia, l'India, e gli USA, da soli, come singoli Paesi europei, si verrà dominati in un niente. Ma siamo certi che la strada dell'USE sia quella giusta? Io penso proprio di no. A partire dal sistema capitalistico che è la radice dei mali dei nostri tempi e di cui gli USE ne sarebbero la massima espressione. Una Europa senza confini, senza frontiere, unita nella sua diversità, ma senza che per questo debba diventare nazione, non lo è e non lo potrà mai essere, perchè noi siamo certamente europei, ma prima di essere europei siamo italiani, tedeschi, inglesi, e poi ancora friulani, giuliani, bisiachi e così via dicendo, questa è la nostra storia, questa è la nostra identità. I pezzi possono continuare a stare insieme, devono stare assieme, nel rispetto delle proprie identità senza essere ammazzate e annichilite da quella globalizzazione selvaggia che alla fine dei conti ha comportato solo diseguaglianze, povertà, e disastri.


mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?