Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

L'Europa è diventata lo scacchiere della guerra fredda tra USA e Russia



L'Impero Romano per difendere i propri confini, conquistati a colpi di guerra e violenza e morte e stragi realizzò la grande fortificazione nota come il Limes. Lungo diverse centinaia di Km. Ma come tutte le fortificazioni, come tutti i muri,  tale fortezza non è durata in eterno. I muri sono sintomo di debolezza ed arroganza. In ogni muro sarà sempre possibile fare una breccia. E quella breccia ti travolgerà, perchè invece della chiusura si dovrebbero adottare politiche di inclusione. Ma a quanto pare la voglia di riproporre il Limes in chiave moderna, pur se a volte in modo ridicolo, sussiste. Certo a volte i muri paradossalmente uniscono. Per esempio è proprio con i muri che si è ritrovata l'unità di intenti nell'area balcanica. I muri, in questo caso, hanno unito. Unito contro i profughi. Ma i muri più pericolosi sono quelli segnati dalle armi ed armi nucleari. 
Da un lato la NATO dall'altro la Russia. Giocano a scacchi, con le loro armi, i loro eserciti, e lontani da casa loro. Giocano a casa nostra, sui nostri confini, all'interno dei nostri territori. L'Europa è assediata, circondata, l'Europa è lo scacchiere della guerra fredda, l'Europa è in fase di devastazione. Nata male, concepita male, non può che vivere male e morire in pessimo modo. Forse un processo di eutanasia immediato potrà salvarci tutti da qualche tragedia che verrà pagata da noi europei, mica da russi od americani. Eutanasia significa nella migliore ipotesi essere indipendenti da ogni sistema di potere terzo, a partire da quello USA. Significa non essere di parte. Significa essere autonomi. Nella peggiore delle ipotesi eutanasia significa chiudere il processo Unione Europea e ripensare una nuova aggregazione di Stati, indipendenti, autonomi, ma collaborativi. E soprattutto indipendenti dai due blocchi che stanno letteralmente schiacciando il Vecchio Continente. Insomma ripensare l'Unione Europea, chiudendo il progetto politico della UE attuale, fazioso e di parte, prima di essere tutti quanti travolti da una situazione che non abbiamo voluto e neanche determinato, ma sicuramente favorito nella nostra non autonomia decisionale.
Marco Barone @ilKontrastivo

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