I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

L'Europa è diventata lo scacchiere della guerra fredda tra USA e Russia



L'Impero Romano per difendere i propri confini, conquistati a colpi di guerra e violenza e morte e stragi realizzò la grande fortificazione nota come il Limes. Lungo diverse centinaia di Km. Ma come tutte le fortificazioni, come tutti i muri,  tale fortezza non è durata in eterno. I muri sono sintomo di debolezza ed arroganza. In ogni muro sarà sempre possibile fare una breccia. E quella breccia ti travolgerà, perchè invece della chiusura si dovrebbero adottare politiche di inclusione. Ma a quanto pare la voglia di riproporre il Limes in chiave moderna, pur se a volte in modo ridicolo, sussiste. Certo a volte i muri paradossalmente uniscono. Per esempio è proprio con i muri che si è ritrovata l'unità di intenti nell'area balcanica. I muri, in questo caso, hanno unito. Unito contro i profughi. Ma i muri più pericolosi sono quelli segnati dalle armi ed armi nucleari. 
Da un lato la NATO dall'altro la Russia. Giocano a scacchi, con le loro armi, i loro eserciti, e lontani da casa loro. Giocano a casa nostra, sui nostri confini, all'interno dei nostri territori. L'Europa è assediata, circondata, l'Europa è lo scacchiere della guerra fredda, l'Europa è in fase di devastazione. Nata male, concepita male, non può che vivere male e morire in pessimo modo. Forse un processo di eutanasia immediato potrà salvarci tutti da qualche tragedia che verrà pagata da noi europei, mica da russi od americani. Eutanasia significa nella migliore ipotesi essere indipendenti da ogni sistema di potere terzo, a partire da quello USA. Significa non essere di parte. Significa essere autonomi. Nella peggiore delle ipotesi eutanasia significa chiudere il processo Unione Europea e ripensare una nuova aggregazione di Stati, indipendenti, autonomi, ma collaborativi. E soprattutto indipendenti dai due blocchi che stanno letteralmente schiacciando il Vecchio Continente. Insomma ripensare l'Unione Europea, chiudendo il progetto politico della UE attuale, fazioso e di parte, prima di essere tutti quanti travolti da una situazione che non abbiamo voluto e neanche determinato, ma sicuramente favorito nella nostra non autonomia decisionale.
Marco Barone @ilKontrastivo

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