Il disastro ferroviario tra Monfalcone e Ronchi evitato per un soffio

Provate a immaginare la scena, perché è una storia straordinaria e, al tempo stesso, assolutamente agghiacciante. Siamo nel mese di ottobre del 1981, precisamente  alla stazione di Nabresina, è sera, sono circa le dieci di un giorno qualunque. C'è la solita routine ferroviaria: gli operai stanno eseguendo delle manovre di routine per spostare sedici vagoni merci da un binario all'altro. Niente di speciale, lavoro quotidiano. Solo che a un certo punto la locomotiva addetta alla manovra dà una spinta. Ma non una spinta normale, prudente: dà una spinta tremenda , un colpo secco, decisamente troppo forte. E succede  una cosa pazzesca, che questi sedici vagoni, stracarichi di merci, superano il segnale di sosta e partono. Da soli. Senza motrice, senza frenatori a bordo, per pura forza d'inerzia! E imboccano la linea verso Monfalcone-Ronchi, che in quel tratto è in discesa. Invece di rallentare,  raggiungono i vagoni una velocità incredibile. Da mettere i brividi. Questi v...

Dopo la Brexit si può ripartire da zero, e gli inglesi dovranno difendersi dalla vendetta europea


E' innegabile che la Brexit scatenerà l'ira dell'Unione Europea. Dovranno dimostrare, per fermare ogni possibile effetto domino, che uscire dall'Unione Europea non conviene e che sarà doloroso. Il Regno (dis)Unito vivrà un lungo processo di destabilizzazione, con chi chiederà di rimanere nell'Unione Europea, ad esempio. Ma la Gran Bretagna si può permettere di uscire dall'Unione Europea, non avendo neanche aderito all'Euro. Perché è un Paese forte, economicamente importante, non ha i problemi dei Paesi dell'Europa del Sud. Per l'Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, ad esempio, una fantomatica uscita dall'Unione Europea, con i debiti pubblici alle stelle, sarebbe un disastro totale che pagherebbero solo i loro popoli. Nel caso della Brexit è diverso. E' iniziato ovviamente l'effetto "terrorismo "mediatico, gli europei saranno duri, daranno poco tempo al popolo inglese per uscire dall'Unione Europea, si inizia a creare panico in tutti i settori, dal calcio, allo sport in generale, dall'Erasmus, al cibo. Era ovvio che andasse così. Ma gli inglesi non si faranno condizionare e probabilmente daranno una lezione a tutti noi in tal senso. L'unica cosa certa in tutta questa situazione è che ora vi è la vera condizione per ripensare l'Europa, ma per ripensarla non lo si può fare mica con gli stessi attori artefici del disastro nel quale ci troviamo. Ci vorrà del tempo, ci vorranno dei cambiamenti drastici, e soprattutto si dovranno contrastare nazionalismi e qualunquismi crescenti. Quando i popoli hanno la possibilità di pronunciarsi puniscono il capitalismo ed il liberismo, che ci ha reso tutti più poveri, non è avvenuta alcuna distribuzione delle ricchezze, mercati e finanza hanno speculato su ogni cosa possibile ed immaginabile. Le diseguaglianze pesano e le si pagano. Così come pesa e la si paga la concentrazione delle ricchezze nelle mani di una percentuale irrisoria di persone. Lo scontro sociale sarà inevitabilmente duro, nessun cambiamento è possibile con la finta sinistra o destra governativa di ieri e di oggi, ed ovviamente neanche a pensarlo con chi è stato l'artefice di questo disastro europeo. I nazionalismi saranno una maschera se non uno strumento, pericolosi certamente ma non a  tal punto da essere questi a determinare l'entrata o l'uscita di un Paese nell'Unione Europea. Ciò che governa le cose è l'economia, è sempre stata l'economia e continuerà ad esserlo l'economia. La Brexit è l'occasione delle occasioni per ripensare il tutto semplicemente da zero.
Marco Barone 

Commenti

  1. Sino a che in europa comanderanno degli Schauble nulla cambierà' salvo il processo di disgregazione che aumenterà' ancor più' di velocità'.

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