Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

Immagine
  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Dopo la Brexit si può ripartire da zero, e gli inglesi dovranno difendersi dalla vendetta europea


E' innegabile che la Brexit scatenerà l'ira dell'Unione Europea. Dovranno dimostrare, per fermare ogni possibile effetto domino, che uscire dall'Unione Europea non conviene e che sarà doloroso. Il Regno (dis)Unito vivrà un lungo processo di destabilizzazione, con chi chiederà di rimanere nell'Unione Europea, ad esempio. Ma la Gran Bretagna si può permettere di uscire dall'Unione Europea, non avendo neanche aderito all'Euro. Perché è un Paese forte, economicamente importante, non ha i problemi dei Paesi dell'Europa del Sud. Per l'Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, ad esempio, una fantomatica uscita dall'Unione Europea, con i debiti pubblici alle stelle, sarebbe un disastro totale che pagherebbero solo i loro popoli. Nel caso della Brexit è diverso. E' iniziato ovviamente l'effetto "terrorismo "mediatico, gli europei saranno duri, daranno poco tempo al popolo inglese per uscire dall'Unione Europea, si inizia a creare panico in tutti i settori, dal calcio, allo sport in generale, dall'Erasmus, al cibo. Era ovvio che andasse così. Ma gli inglesi non si faranno condizionare e probabilmente daranno una lezione a tutti noi in tal senso. L'unica cosa certa in tutta questa situazione è che ora vi è la vera condizione per ripensare l'Europa, ma per ripensarla non lo si può fare mica con gli stessi attori artefici del disastro nel quale ci troviamo. Ci vorrà del tempo, ci vorranno dei cambiamenti drastici, e soprattutto si dovranno contrastare nazionalismi e qualunquismi crescenti. Quando i popoli hanno la possibilità di pronunciarsi puniscono il capitalismo ed il liberismo, che ci ha reso tutti più poveri, non è avvenuta alcuna distribuzione delle ricchezze, mercati e finanza hanno speculato su ogni cosa possibile ed immaginabile. Le diseguaglianze pesano e le si pagano. Così come pesa e la si paga la concentrazione delle ricchezze nelle mani di una percentuale irrisoria di persone. Lo scontro sociale sarà inevitabilmente duro, nessun cambiamento è possibile con la finta sinistra o destra governativa di ieri e di oggi, ed ovviamente neanche a pensarlo con chi è stato l'artefice di questo disastro europeo. I nazionalismi saranno una maschera se non uno strumento, pericolosi certamente ma non a  tal punto da essere questi a determinare l'entrata o l'uscita di un Paese nell'Unione Europea. Ciò che governa le cose è l'economia, è sempre stata l'economia e continuerà ad esserlo l'economia. La Brexit è l'occasione delle occasioni per ripensare il tutto semplicemente da zero.
Marco Barone 

Commenti

  1. Sino a che in europa comanderanno degli Schauble nulla cambierà' salvo il processo di disgregazione che aumenterà' ancor più' di velocità'.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?