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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

La guerra in Ucraina dimostra che a più di cent'anni dalla prima guerra mondiale nulla è mutato

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La catastrofe della prima guerra mondiale fu una guerra di logoramento, di posizionamento, di stanziamento, una guerra che ebbe origine con lo scopo di annientare l'Impero Austroungarico, che fu in parte artefice della propria fine, cogliendosi la palla al balzo offerta dall'aggressione alla Serbia. La storia si ripete, disse Polibio, ovviamente con gli adattamenti e con le circostanze del proprio tempo. La Russia invade l'Ucraina per rivendicare territori considerati russi. Un pò come fece il Regno d'Italia nella Venezia Giulia, verrebbe da dire. E la cosa interessante è che si ripetono le stesse meccaniche, gli stessi schemi, salvo avere armi più devastanti e distruttive. Prova ne è ad esempio la repressione o la diffamazione che viene esercitata verso chi non si allinea alla logica di guerra, o con l'Ucraina o contro l'Ucraina, la terza via, quella pacifista, non è ammessa. Il Piccolo del 4 marzo 1915 racconta ad esempio della distruzione di cartoline pacifi...

A Trieste si rilancia la candidatura del gruppo Franco Basaglia al nobel per la pace

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Il progetto della candidatura al premio nobel per la pace per il gruppo Franco Basaglia nato nel 2018,  formalizzatosi nel 2019 vede ora un nuovo momento importante di rilancio. L'occasione è stata data dalle commemorazioni per il 75° anniversario dell’apocalisse di Hiroshima e Nagasaki, proprio nel giardino del Teatro Franco e Franca Basaglia – Ex Ospedale Psichiatrico di Trieste,  dove Gianni Peteani ha presentato le motivazioni per la Candidatura dell’International Community Panel Franco Basaglia al Premio Nobel per la Pace. Un progetto che coinvolge diverse associazioni  tra le quali vengono ricordate la Scuola Internazionale “Franca e Franco Basaglia”, l’ASUITS, la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia (CoPerSaMM) e la Fondazione Basaglia. Una iniziativa esemplare che se dovesse andare in porto sicuramente comporterebbe ad una rivalutazione della rivoluzione di Basaglia che sembra essere apprezzata più nel resto...

Il progetto della candidatura al premio Nobel per la Pace alle realtà che sostengono l'operato di Franco Basaglia

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Il Nobel per la Pace è un premio importante, simbolicamente rilevante e nasce con lo scopo di tutelare gli ideali "nella difesa delle relazioni amichevoli tra i popoli". Un premio che nel corso degli anni non è andato solo a persone fisiche ma anche a realtà associative come Medici senza Frontiere, Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, la Croce Rossa, Amnesty International ed altre ancora.  Franco Basaglia era veneto di nascita, si formerà a Padova, dove conoscerà anche la detenzione a causa della guerra, per giungere poi in Friuli Venezia Giulia e sarà tra Gorizia e Trieste che porrà le basi per quella che è stata effettivamente una vera e propria rivoluzione culturale, sociale di portata epocale enorme ed ancora oggi non pienamente colta se non sconosciuta ai più. In una società dove si tende a dare tutto per scontato.  L'umanizzazione dei paz...

Siria più di 70 mila morti e quasi 2 milioni di rifugiati ed i pacifisti dove stavano?

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Apriti cielo. Ora che si paventa l'ennesima guerra lampo, che lampo non sarà, ora che Francia, Inghilterra ed ovviamente USA, hanno riscaldato i motori dei loro mezzi umanitari che sparano missili, ecco gli indignati pacifisti occidentali uscire dal guscio. Tra chi dice che si viola il diritto internazionale, tra chi dice che adesso che sono state usate da qualcuno, chi non ha importanza, le armi chimiche, adesso che si è superata la tolleranza, come se vi possa essere qualche tolleranza verso i massacri dei civili,  gli artefici della democrazia occidentale si mobilitano per la pace che avrà un caro prezzo, ma che verrà soddisfatta dalla risorse di quella zona e soprattutto dall'abbattimento del regime iraniano che è sempre più vicino, ovviamente anche questo per ragioni economiche mica umanitarie. In Siria si registrano 70 mila morti quasi 2 milioni di rifugiati, nell'indifferenza totale di tutti, governi alleati, amici o nemici, ma specialmente dei pacifis...

Arriva nelle scuole l'Europa nobel per la pace

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Nel sito del Dipartimento delle Politiche Europee è stata pubblicata una lettera che Mario Monti ha da poco inviato alle Scuole con lo scopo di far conoscere l'Europa, nobel per la pace, alla comunità scolastica. Uno dei principali compiti della scuola, ricorda il Presidente Monti, è "far conoscere alle giovani generazioni i principi fondamentali dell’Unione Europea, le sue istituzioni, le sue politiche e i risultati raggiunti". E lo è ancor di più oggi affinché i "giovani europei, che non hanno mai conosciuto la guerra" possano "comprendere il significato di questo importante riconoscimento c on l’assegnazione all’UE del premio Nobel per la Pace" . Il percorso presenta anche Esercizi sull'Europa , Quiz (per i più piccoli) e un Sondaggio situazionale (per i più grandi), composto da curiose domande sulle conoscenze e la percezione degli studenti, legata al mondo europeo. Già, l'Europa dei Quiz. Ma una domanda sorge spontanea, s...