Non si può non vedere quello che sta accadendo. Da mesi. Quello che pare essere un deprimente effetto domino. Con cui fare i conti. Conti che avranno fatto sicuramente i commercianti prima di prendere la decisione di chiudere baracca, come si suol dire. Tirare giù la serranda. Anche per trasferirsi altrove. Da un lato ci sono stati annunci in pompa magna, come l'attesa apertura di una mega birreria in uno storico edificio nel centro di Ronchi. Se ne è persa traccia, come di qualche albero, tirato via, pare.

Mentre ha aperto, pur senza tanta pubblicità, un ristorante sushi che ha fatto il boom nei primi giorni di attività. Ronchi è un paese di poco più 10 mila abitanti, noto perchè ospita lo scalo regionale, di cui è stato espropriato anche del nome, visto che si chiama Trieste Airport, un paese che non ha un corso, come tante altre località del FVG, ma che ultimamente qualche domanda deve farsela.Dalla desolante piazza Oberdan che attende una riqualificazione da tempo immemore, alla centralissima via Roma, passando per qualche via laterale del centro, sono diverse le attività che hanno chiuso, altre, circola voce, che stiano valutando di farlo. Ha fatto clamore sicuramente quella della ferramenta che ha attraversato la storia, dall'Impero ai giorni nostri.

Ma non ha visto la luce del 2019. Ha chiuso i battenti con il centenario della fine della prima guerra mondiale e avvento dell'Italia da queste parti. Va dato atto che c'è chi resiste, con sacrifici enormi, e passione. Commercianti che si sono inventanti quella genialata del curling bisiac, giunta alla sua sesta edizione, ma per il resto, qualche interrogativo bisogna porselo.
Quando rischi di avere il pericolo di una moria di attività, o di chiusure, o di trasferimenti, dal centro del paese, non puoi rimanere indifferente. Ed il problema non è dovuto solo al fatto che la provincia di Gorizia( o meglio ex visto che istituzionalmente non esiste più) abbia la più alta concentrazione di centri commerciali d'Italia, non manca neanche a Ronchi.
Il problema è più generale, ma non può non essere ricondotto anche alla situazione sicuramente locale. Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere dei problemi, ma quando il commercio va in crisi, sempre che di crisi si possa parlare, ne risente l'intera comunità. Intanto, bisogna partire con il primo passo. E chiedersi, a Ronchi va tutto bene, c'è qualche problemino, oppure il tutto rientra nella norma fisiologia del commercio?
mb
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