Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

FVG terra di miti e leggende, dal tesoro nascosto di Aquileia, a Palmanova disegnata da Leonardo da Vinci, alla beffa del Diavolo di Cividale



Il Friuli Venezia Giulia è una terra dalle plurime identità, plurime radici, latine, slave, germaniche, e ciò lo si vede e vive tra le storie, i miti e le leggende che si diffondono tra gli angoli di questa regione italiana. E ve ne sono tante. Tra le più interessanti sicuramente quella del tesoro nascosto di Aquileia e addirittura si parla del sacro Graal. Aquileia fu una città importante per l'Impero romano, una delle capitali e purtroppo conobbe l'inizio del suo declino con l'avvento di Attila e si narra che la popolazione intorno al 452 d.c per tutelare i propri beni decise di nascondere preziosi, oro in un "puteum auero", pozzo auereo, mai ritrovato e ancora ricercato, per evitare che i tesori friulani finissero nelle mani di Attila. Altro che Codice da Vinci, verrebbe da dire. E rimanendo sempre su Attila, si narra che ad Udine il colle del castello sarebbe stato formato artificialmente dai soldati di Attila con lo scopo di creare per il loro capo un punto di osservazione, affinché da là potesse osservare l’assedio d’Aquileia. Altra storia interessante è quella di Palmanova, città fortezza nota per la sua piazza esagonale, la prima pietra fu posta nel 1593 e si narra che ci potrebbe essere stata anche la mano del genio Leonardo da Vinci nella progettazione di questo fantastico luogo circondato da undici statue e pare che vi mise anche piede per verificare lo stato dei lavori. Tra il sacro Graal di Aquileia e il genio di Leonardo da Vinci, non si può non ricordare il ponte del diavolo di Cividale, tra le leggende più note del FVG, il diavolo in sostanza consentì la costruzione del ponte ad un prezzo caro, doveva prendere l'anima del primo passante. Ma il diavolo venne beffato con il passaggio di un gatto o di un cane. La grande beffa del diavolo. Ma non sono le uniche, forse non c'è borgo, o città che in FVG non abbia una propria storia, una propria leggenda, un proprio mito che accompagna la quotidianità di una terra ricca di cultura e di misteri.

mb


 


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