Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Nel parco della Rimembranza di Gorizia si faccia un memoriale per deportati dal fascismo e caduti partigiani di tutto il "vecchio" goriziano


Come è noto durante il fascismo c'è stata la moda di realizzare ovunque parchi della "rimembranza" che in Italia vennero introdotti per la prima volta nel '22, e resi obbligatori nel '25 per diventare a tutti gli effetti pubblici monumenti con l'articolo unico della Legge 21 marzo 1926 n. 559. Alla fine della guerra in gran parte del territorio nazionale questi parchi vennero eliminati, perché erano diventanti uno strumento della propaganda inconciliabili con il nuovo corso politico e storico della Repubblica italiana.Vennero eliminati in tante località, ma non ovunque. Ad esempio a Gorizia. 
Un parco dove i monumenti che si trovano raccontano praticamente una sola storia, danno voce a una sola voce. Nessuno qui vuol mettere in discussione drammi e tragedie che ci sono state, anche se ancora oggi ad esempio sul lapidario dedicato ai 655 deportati in Jugoslavia, che non è l'unico che ricorda quei fatti, c'è anche un cippo, si possono leggere delle inesattezze e pare che verrà presto realizzato un secondo monumento che riporterà altri nomi. Una cinquantina. 
Un monumento dove, forse, per la prima volta in Italia, si accuseranno, nero su bianco, sul marmo, dei partigiani "comunisti filo Jugoslavia" di aver compiuto delle deportazioni. Si dice che la storia del confine orientale sia complessa. 
In realtà i fatti sono stati lineari, la complessità è data dalle interpretazioni ed usi che ne sono stati fatti successivamente per ragioni che con la storia non c'entrano nulla. Il territorio di Gorizia vigente a quell'epoca arrivava  ad avere 42 comuni e una superficie di 2.724,72 km² rispetto a 467,14 km² attuali. Sarebbe interessante che il Comune di Gorizia in vista anche del progetto capitale europea della cultura 2025 con Nova Gorica, sostenesse la realizzazione di un monumento, un memoriale, da proporre al parco della Rimembranza, che raccolga i nominativi di tutti i deportati e le vittime per mano fascista avvenuti nel territorio di Gorizia di quel tempo oltre che tutti i caduti partigiani di questa zona. E l'elenco è lungo e ne verrebbe fuori uno dei memoriali più importanti degli ultimi decenni.

mb

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