A Gorizia il nazionalismo è capace di produrre dei cortocircuiti storici incredibili. Da un lato al parco della Rimembranza continua a dominare sovrano il monumento fatto a pezzi dai domobranci, collaborazionisti dei nazisti nella Venezia Giulia occupata dalla Germania nazista, con una targa dove si può leggere che "mano incivile armata dall'odio dei nemici dell'Italia" il il 12 agosto del 1944 lo fecero saltare in aria". Evento che fu la conseguenza dell'attentato che avvenne al teatro Verdi di Gorizia il pomeriggio del 5 agosto del 1944. Al le ore 17.30 scoppiava una bomba ad orologeria nell'interno del teatro Verdi di Gorizia, a quell'ora affollato di donne e bambini. Rimanevano ferite 10 persone fra le quali due gravemente e decedevano poi all'ospedale. Altra bomba inesplosa veniva rinvenuta nella galleria dello stesso Teatro. Inizialmente si diede colpa ai partigiani, liquidati sempre come banditi, ma diverse ipotesi invece hanno sost...
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Nel parco della Rimembranza di Gorizia si faccia un memoriale per deportati dal fascismo e caduti partigiani di tutto il "vecchio" goriziano
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Come è noto durante il fascismo c'è stata la moda
di realizzare ovunque parchi della "rimembranza" che in Italia vennero
introdotti per la prima volta nel '22, e resi obbligatori nel '25 per
diventare a tutti gli effetti pubblici monumenti con l'articolo unico
della Legge 21 marzo 1926 n. 559. Alla fine della guerra in gran parte del territorio nazionale questi
parchi vennero eliminati, perché erano diventanti uno strumento della
propaganda inconciliabili con il nuovo corso politico e storico
della Repubblica italiana.Vennero eliminati in tante località, ma non ovunque. Ad
esempio a Gorizia.
Un parco dove i monumenti che si trovano raccontano
praticamente una sola storia, danno voce a una sola voce.
Nessuno qui vuol mettere in discussione drammi e tragedie che ci sono
state, anche se ancora oggi ad esempio sul lapidario dedicato ai 655
deportati in Jugoslavia, che non è l'unico che ricorda quei fatti, c'è
anche un cippo, si possono leggere delle inesattezze e pare che
verrà presto realizzato un secondo monumento che riporterà altri nomi.
Una cinquantina.
Un monumento dove, forse, per la prima volta in Italia, si accuseranno, nero su bianco, sul marmo, dei partigiani "comunisti filo Jugoslavia" di aver compiuto delle deportazioni. Si dice che la storia del confine orientale sia complessa.
In realtà i fatti sono stati lineari, la complessità è data dalle interpretazioni ed usi che ne sono stati fatti successivamente per ragioni che con la storia non c'entrano nulla. Il territorio di Gorizia vigente a quell'epoca arrivava ad avere 42 comuni e una superficie di 2.724,72 km² rispetto a 467,14 km² attuali. Sarebbe interessante che il Comune di Gorizia in vista anche del progetto capitale europea della cultura 2025 con Nova Gorica, sostenesse la realizzazione di un monumento, un memoriale, da proporre al parco della Rimembranza, che raccolga i nominativi di tutti i deportati e le vittime per mano fascista avvenuti nel territorio di Gorizia di quel tempo oltre che tutti i caduti partigiani di questa zona. E l'elenco è lungo e ne verrebbe fuori uno dei memoriali più importanti degli ultimi decenni.
Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse... 1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq, 2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ; 3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone. Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri... Marco B. MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri"...
Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000. Per questa propongo una storia per le classi di scuola primaria. La storia che segue, ambientata a Trieste, ha per protagonisti tre supereroi ed una nonna, Rosellina. Il disegno è stato fatto in una classe di una scuola dove la storia è stata letta. mb I tre supereroi e la nonnina Rosellina C’era una volta, anzi no. C’erano una volta tre supereroi. Avete presente quelli con i super poteri che si vedono nei film? Nei cartoni animati? Nei fumetti? Sì, proprio loro. E si trovavano in una bellissima città italiana, Trieste. Non erano mai stati prima a Trieste. Rimasero stupiti nel vedere quanto era lungo il molo sul mare, e quanto era enorme la piazza con due alberi di due navi dove sventolavano le bandiere, ogni tanto. Dopo essersi fatti un selfie sul molo Audace che è costruito sui resti di una vecch...
Trieste, Triest, o Trst, Udine, Udin, Weiden o Viden. Due città distanti poco meno di 100 km. Con una cultura profonda, una storia complessa, che ancora oggi divide. Due città capoluogo di due regioni differenti, con identità differenti, il Friuli, Udine, la Venezia Giulia, Trieste per fondersi e confondersi con una mescolanza spesso mal digerita nell'unità del Friuli Venezia Giulia senza più alcun trattino divisore passando dal cuscinetto della Bisiacaria. Nonostante nel complesso si sia in una regione poco più piccola della sola provincia di Bari per popolazione. La sua area è pari a 7.924 km² cioè di poco superiore alla provincia di Sassari o Torino o Cosenza o Bolzano ad esempio. Ma con o senza trattino la divisione e la rivalità tra queste due città esiste, persiste e resiste. Dai dileggi, ai giochi, dallo sport, dal basket al calcio, a tutto ciò che può portare alla rivalità. Due bellezze contrapposte se non opposte, dalla bora di Trieste all'eleganza di Udine, ...
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