Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Le vie e le piazze delle città e l'identità dei luoghi

Via, Roma, via Garibaldi, Marconi , Mazzini, Dante Alighieri , Cavour, Matteotti e Verdi. Vie a santi, o dedicate a date significative, in Italia, vi è una grande omologazione dell'odonomastica. Una nazionalizzazione del Paese che ha lasciato il segno attraverso i luoghi con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Le norme di riferimento risalgono al fascismo, come la Legge 23 giugno 1927, n. 1188 e regio decreto-legge 10 maggio 1923, n. 1158 come successivamente adattati. Eppure le vie o piazze delle nostre città statisticamente hanno visto sacrificare l'identità del luogo, a favore di quella più generica identità nazionale, che passa dai santi, agli artisti, da militari, a re, da statisti, a poeti, da personaggi pressoché fondamentali per il simbolismo nazionale e nazionalistico pur se spesso controversi o storicamente da condannare. Ogni luogo, ogni città, ogni paese, statisticamente vedrà il prevalere di vie, piazze, dedicate, intitolate a date, personaggi, eventi, diventati simbologia dell'identità nazionale, prevaricando su quell'identità locale, che meriterebbe certamente maggior tutela e rispetto, senza dover prevalere ma neanche essere così fortemente soccombente. Le vie, le piazze, dovrebbero raccontare la storia dei luoghi, invece, spesso, si perdono e confondono in quella omologazione che depotenzia in modo impattante l'identità del paese, della città. Insomma, una sorta di globalizzazione nazionale dell'odonomastica.
mb

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