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La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Quelle vie intitolate a Nino Bixio e la strage di Bronte

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  I nomi delle vie sono tutt'altro che qualcosa di marginale, sono una sorta di onorificenza, non immutabile, con la quale viene per meriti, riconosciuta una strada, un luogo di passaggio della nostra quotidianità, ad un cittadino, ad un personaggio, ritenuto meritevole di tale riconoscimento. Dietro ogni nome, vi è una storia, un perchè, con le dovute contestualizzazioni del tempo. Perchè, appunto, i nomi delle vie, non sono immutabili, soprattutto quando gli studi storici dimostrano che forse tanto meritevole quel personaggio di aver intitolata una via non lo è stato. Dipende dai bilanciamenti in campo. Una riflessione andrebbe sicuramente fatta, tra le tante vie discutibili, presenti nelle nostre città,su quella intitolata a Nino Bixio. Come a Monfalcone. Simbolo del risorgimento italiano, braccio destro di Garibaldi, ma in Sicilia, specialmente dalle parti di Bronte, è ricordato in modo tutt'altro che positivo. Questioni di sensibilità, di memorie, si dirà. Eppure si tratta...

Da Napoli a Venezia Mestre, quella via dedicata a ...Ronchi dei Legionari, ma alcuni Comuni citano solo Ronchi

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Esistono alcuni comuni italiani che hanno dedicato una via a Ronchi dei Legionari. Come Napoli, capitale dei Borboni, una via che si trova in un quartiere con strade dedicate al Carnaro, alla Dalmazia, in zona periferica in un rione popolare, non lontana dalla stazione Campi Flegrei, stesso discorso per la via Ronchi dei Legionari di Venezia Mestre, non lontana dalla stazione ed in un quartiere con vie dedicate tanto a zone del Friuli, quanto a zone istriane. Le altre realtà sono Caldogno, in provincia di Vicenza, Tromello, provincia di Pavia, e Maniago, Pordenone. Ma ci sono dei Comuni che invece hanno dedicato una via solo a Ronchi, senza quel dei Legionari. Una via Ronchi, esiste ad esempio ad Udine, in pieno centro, a Milano, una parallela di via Monte Nevoso, accanto alla fermata metro di piazzale Udine, a Catania, vicino via Tagliamento, non lontano da Corso Italia, a San Giovanni del Natisone, in estrema periferia, a Lentini, in Sicilia, a Prepotto e diversi altri comuni sparsi ...

Ronchi ed Aiello, due Comuni che hanno riconosciuto una via al deputato Bugatto

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Pagò a caro prezzo il suo sostegno all'Impero Austriaco, fu presidente onorario della sezione gradese della DC, gli venne impedito dai fascisti il ritorno a Gorizia a causa del suo lealismo all'Austria, ma sono solo una manciata i Comuni che hanno dedicato a Giuseppe Bugatto una via. Citiamo Aiello di cui era originario il padre, e Ronchi. Nato a Zara nel 1873, per poi dopo poco tempo la sua famiglia trasferirsi a Gradisca, dove Bugatto crebbe, frequentò il liceo a Gorizia e si iscrisse alla facoltà di legge in Graz. Mitteleuropeo, di cultura cattolica, tanto che negli anni a venire lavorò anche per il Vaticano.  Un personaggio dallo spessore importante, che diede lustro a queste terre sotto l'Impero Austriaco, difendendone le sue peculiarità, deputato nelle file del Partito popolare per il collegio di Monfalcone–Cervignano, e fu anche deputato della Dieta provinciale della contea principesca di Gorizia e Gradisca. Trascorse l'ultima parte della sua vita a Grado dove...

A Monfalcone occorre liberare la città da alcune vie, piazze e targhe e cippi simbolo del revisionismo storico ma anche brutture come la scritta Monfalcone

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Per la Treccani, revisionismo storico si intende nell'ambito della storiografia, quella tendenza a modificare interpretazioni storiche ormai consolidate, specialmente sulla base di ricerche volte a riconsiderare particolari aspetti dei fenomeni che ne costituiscono l’oggetto. E fin qui nulla di male. Basta pensare per esempio alla figura di Cristoforo Colombo che in America sta comportando delle mobilitazioni di massa incredibili che hanno portato alla distruzione, alla decapitazione di statue dedicate a questo personaggio simbolo non solo della scoperta dell'America, ma di schiavismo. Poi, esiste l'altra medaglia del revisionismo. Quella negativa, quella diffusa soprattutto nell'ambito dei nostalgici del ventennio fascista, ma che ha raggiunto anche universi più moderati, che nulla hanno da spartire con il fascismo, ma accecati spesso dalla repulsione verso ogni ideologia, che ha portato questo mondo moderato a mettere sullo stesso piano fascismo, nazismo e comunismo...

Intitolare le vie e piazze dedicate a D'Annunzio... al fiumano Riccardo Zanella

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D'Annunzio con i suoi 500 giorni di dittatura ha distrutto il tessuto socio economico e culturale della città di Fiume. Il suo pensiero antislavo, formulato anche in alcuni versi dal chiaro tenore razzista contro i popoli slavi, i metodi adottati dai legionari a Fiume, il suo militarismo ed irredentismo reazionario hanno favorito la discesa del fascismo nel confine orientale. In Italia vi sono centinaia di vie e piazze intitolate a questo personaggio per ragioni politiche. A Trieste addirittura è stata eretta una statua per celebrare l'occupazione di Fiume. Una delle prime vittime del dannunzianesimo a Fiume fu l'autonomista Riccardo Zanella. Nella città di Fiume ai piedi del palazzo del Governatore, è stata intitolata una piazza a Riccardo Zanella.  Zanella ha sempre difeso l'autonomismo fiumano e l'identità anche italiana della città. Contrariamente a D'Annunzio che con la sua occupazione antislava impose con la forza i primi processi di italianizzazione forza...

E all'improvviso incontri Garibaldi a Capodistria

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Nella bella città istriana di Capodistria, che ha conosciuto un concentrato di storia pazzesco, un frullato di cui ancora oggi si fatica a metterne insieme i pezzi, quando meno te lo aspetti, nella Slovenia dove il nazionalismo ha macchiato profondamente il territorio, così come ha fatto dall'altra sponda l'Italia, incontri all'improvviso un murales che raffigura Garibaldi. Personaggio in Italia controverso, simbolo dell'Unità d'Italia, ma nel sud Italia ricordato tutt'altro che con amore e passione viste le scorribande dei garibaldini nelle campagne del meridione. Garibaldi  però in Italia divenne  icona classica per il Risorgimento e anche simbolo nella lotta di liberazione dal nazifascismo.    Basta pensare che la più importante divisione di partigiani italiani in terra jugosalva si chiamava appunto divisione Garibaldi che si costituì in Montenegro nel 1943. E una delle poche vie che a Capodistria riporta ancora un nome dedicato ad un personaggio italiano è p...

Quei nomi di Corso Italia, specchio della storia del '900 goriziano. Un giorno diventerà Corso Europa? Chissà...

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È la strada principale della città di Gorizia, che nel corso della sua storia ha conosciuto eventi e manifestazioni di ogni tipo per una città ora santa, ora maledetta, ora italianissima, ora europeissima, ora tutto, ora niente. Quella di Gorizia è una storia travagliata comune a tante città di confine, soggetta a diverse occupazioni nel corso del suo tempo, della sua storia e sicuramente il '900 è stato tragico per questa città, un secolo breve, devastato da due guerre mondiali di cui ancora oggi se ne pagano le conseguenze e forse con il progetto Nova Gorica 2025 capitale europea della cultura si riuscirà a tracciare una nuova storia per questa città. Sicuramente l'attuale Corso Italia è la vetrina di questa storia che si è accanita su Gorizia, di cui non è stata inerme spettatrice, ma attrice a tutti gli effetti. Quando era la Nizza d'Austria, a cui deve tutto il suo fascino, la sua bellezza, la sua identità plurale, si chiamava Corso Francesco Giuseppe, poi, dopo la pri...

Capodistria ed il ritorno dei vecchi nomi. Ma c'è già il caso di Biagio Giuliani o Biagio Zulian?

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Citato come uno dei tanti eroi veneti dimenticati. A Venezia esiste u na lapide che così recita     Alla memoria del capitano BIAGIO ZULIAN da Capodistria che il XXIV giugno del MDCXLV durante la guerra di Candia piuttosto che rendere al turco il forte di San Todero presso la Canea diede fuoco alle polveri seppellendo sotto le rovine sè i compagni e i nemici superbo esempio   di fedeltà al dovere e alla patria fino al sacrificio In uno dei siti che tratta degli eroi veneti dimenticati così si parla di Biagio Zulian : Nel 1645 Venezia si trovava nuovamente ad affrontare da sola l’avanzata turca nel Mediterraneo orientale che investiva ora l’isola di Creta (Candia). L’ insufficiente organizzazioni per il rifornimento e la difesa dell’isola, permise ai turchi la conquista dell’isola fortezza di San Teodoro, caposaldo strategico. Non potendo resistere alle forze nemiche superiori sia di numero che in potenza di fuoco, il comandante veneziano del forte il capodistriano Biagio ...

Ogni città del Friuli Venezia Giulia dovrebbe avere una via dedicata a Bugatto, punito per la sua fedeltà all'Impero

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Nel libro Sguardi sul '900 di Ronchi un paragrafo l'avevo dedicato, in merito alla questione dei nomi delle vie della cittadine, all'identità asburgica di Ronchi. Dopo aver ottenuto il via libera da parte della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, la cui origine risale al 15 dicembre del 1918, per il centenario dell’inizio della prima guerra mondiale,nel maggio del 2015,si intitolò una piazzetta a Francesco Giuseppe I d’Asburgo – Lorena. Caso probabilmente unico in Italia. Altra espressione del riconoscimento del periodo Austriaco è la via Giuseppe Bugatto.   Bugatto fece parte dell'amministrazione dell'Impero d'Austria come regio-imperiale segretario di luogotenenza al Ministero del culto e istruzione, deputato al Parlamento di Vienna per il Partito Cattolico Popolare Friulano, e a causa del suo profondo lealismo alla Casa d'Asburgo, al termine della prima guerra mondiale le autorità italiane gli impedirono il rientro nella città di Gorizia da Vie...

Da Trieste all'insegna del già

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Camminando per Trieste accanto alla targa in marmo che indica il nome della via può capitare di trovarne una seconda con i colori dell'Impero, gialla con la scritta nera. Che con quel già ti riporta al nome della via di un tempo, il tempo che per secoli ha tracciato la memoria, l'identità, la ricchezza, il fascino di Trieste. Da Piazza Unità, Via Roma, Corso Italia, Riva 3 Novembre, Via di Torre Bianca, Via Milano, e si può continuare ancora. Nomi delle vie che con l'avvento dell'Italia hanno marcato il territorio, saranno accompagnate dal già. Un già che racconta una storia. Quella storia che ha segnato per secoli, nel bene o nel male, questa città di confine. Non esistono solo a Trieste ovviamente questi già. Ci sono già che riportano solo un nome della via, altri già, come ad Udine, che ricordano i diversi cambiamenti che si sono susseguiti nella via, nella piazza. Come piazza Matteotti, piazza San Jacum, già Marcjât gnûf. In un recente convegno svolto a Gorizia prop...