I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Fortezza FVG. Con l'ossessione del contrasto all'immigrazione la regione si blinda, dalla vigilanza privata ai confini presidiati dalle telecamere




Lo 0,36% di incidenza rispetto alla popolazione residente di richiedenti asilo è bastato in FVG per determinare una campagna mediatica e politica pazzesca che ha rappresentato una realtà sballata rispetto a quella effettiva e spalancato portoni a politiche securitarie che non aspettavano altro che il giusto pretesto per essere attuate o proposte. Ordine e disciplina. Ed il FVG si blinda. Già, oggi, i controlli sono pressanti, e spesso visibili anche nelle zone di confine, per non parlare dell'operazione strade sicure o della legge regionale che prevederebbe anche le ronde a finanziamenti cospicui per riempire le città di telecamere creando ovunque l'ossessione per la videosorveglianza. Ma tutto ciò non basta. Si deve andare oltre. Ed in regione sono state approvate due mozioni notevoli sul punto.  Notevoli per l'impatto che potrebbero avere se attuate ed ovviamente la scusante è il contrasto all'immigrazione. 

Si va dalla proposta di potenziare l'operazione "Strade sicure" con l'impiego dei militari del Reggimento "Piemonte Cavalleria" allo spostamento della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale dall'attuale sede ubicata nella Prefettura di Trieste in altro sito di proprietà e gestione pubblica,  rafforzamento, nonché estensione, del progetto "1000 occhi sulla città" che promuove la collaborazione tra le forze di polizia (compresa quella locale) e gli istituti di vigilanza; installazione di sistemi di rilevazione automatica all'interno di ogni struttura, dove sono accolti i richiedenti asilo, così da verificare l'effettiva presenza dei richiedenti asilo, nonché verifiche "a sorpresa" da parte della Prefettura al fine di rilevare la veritiera presenza, in particolare notturna, degli ospiti;  richiesta ai gestori dell'appalto di accoglienza dei richiedenti asilo di segnalare alla Prefettura le assenze superiori a 24 ore (e non 72 come attualmente avviene), regolamentando altresì nelle proprie strutture gli orari di accesso e di uscita; intervento presso la vicina Repubblica di Slovenia per fermare la sempre più probabile apertura di un nuovo centro di accoglienza a ridosso del confine, porta d'accesso al nostro territorio.

Ma la Giunta regionale si impegnerà, in base alle mozioni approvate, di chiedere quanto prima al ministro dell'Interno "la creazione di una rete di videosorveglianza che copra la totalità dei valichi stradali presenti nelle ex province di Trieste, Gorizia e Udine e di fornire ai settori di Polizia di Frontiera presenti negli stessi territori un congruo numero di telecamere mobili da dislocare a rotazione in zone a discrezione del dirigente della Polizia di Frontiera. Con il provvedimento si chiede inoltre di dotare di un apparato di videoregistrazione le autopattuglie della Polizia e quelle dell'Esercito impegnate nel controllo dei confini; la creazione in ogni provincia di una sala operativa unica per la sicurezza e di una sala operativa interforze tra Italia, Slovenia, Croazia, su modello di quella già esistente a Thorl-Maglern nella regione austriaca della Carinzia che vede la collaborazione delle forze di polizia italiane, austriache, slovene e tedesche come previsto dal trattato di Schengen."

Si chiede di bloccare anche l'afflusso di stranieri dalla rotta balcanica ma durante il dibattito sarebbe emersa a detta di alcuni la  necessità "di ridefinire alcuni accordi bilaterali con i Paesi confinanti, di intervenire per aumentare il numero dei rintracci sul confine e per rendere meno attrattivo il nostro territorio riguardo la protezione umanitaria".

Marco Barone

fonte notizie consiglio regionale fvg

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