Scuola e alunni stranieri: L'integrazione non passa dall'esclusione. Va rivista la normativa nell'Italia multietnica

La normativa di vent'anni addietro che contemplava la necessità di non prevedere una preponderanza di alunni stranieri nella formazione delle classi è obsoleta, va rivista. Le circolari restrittive, peggiorative, i protocolli peggiorativi rispetto al quadro normativo nazionale non contano nulla, non sono rilevanti, vincolanti,  soprattutto quando da questo nulla deriva l'esclusione e si lasciano fuori, bambini, studenti.

L'Italia ha il 10% di cittadini stranieri, anche se in questo momento storico l'immigrazione è ferma, il quadro muterà sensibilmente dal momento che nel Paese profondamente in declino vi è un calo demografico impressionante, calo di nascite importante e sarà inevitabile avere una società sempre più multietnica. Esistono strumenti legislativi già oggi chiari che possono favorire l'integrazione senza passare da classi ponte ghetto, inesistenti nel nostro ordinamento legislativo.

Come la riduzione del rapporto docenti e studenti, come investire nelle scuola, costruire nuove scuole, incrementare gli spazi pubblici e non privati, investire nel tempo pieno, investire per l'inclusione e non per l'esclusione. In via generale ad oggi il quadro in FVG in base ai dati disponibili, salvo qualche caso eccezionale e demagogico, non denota alcuna emergenza in tal senso. Si andrebbe dall'11% di Gorizia al 40,9% di Udine, dal 14,8% di Trieste al 33,3% di Pordenone di presenza di alunni stranieri. Nella scuola non può e non deve entrare il concetto del prima gli italiani attraverso l'incentivo al prima gli italofoni. 
Perchè questo prima comporterà delle esclusioni, delle discriminazioni, altrimenti a cosa servirebbe parlare di prima e dopo?

La scuola è una cosa seria, va trattata con competenza, e soprattutto con una visione chiara della società, quella che oggi manca ai più, perchè si crede ancora di vivere nell'ottocento, e non in un mondo sempre più globale e con Paesi sempre più inevitabilmente multietnici e plurali e questo è il presente ed il futuro dell'Italia.

Marco Barone

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