Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

17 agosto 2017 di Barcellona.L'ultimo grande attentato dell'Isis in Europa ma l'allerta deve essere alta in vista del 2019

Un pomeriggio spensierato, come tanti. In giro per la città, una delle più vitali d'Europa, una città che però si appresterà a conoscere un periodo nero, nerissimo, tremendo. Un furgoncino bianco a velocità incontrollata sale sul marciapiede centrale della Ramblas. Non era presidiata, nonostante l'allerta terrorismo fosse stata alta. Non c'erano i New Jersey che caratterizzano tutte le piazze europee, per diventare a lungo andare elemento di decorazione securitario delle città. Corre, corre veloce, il suo unico scopo era ammazzare più gente possibile. Come birilli. Ennesimo attentato in stile videogame. Gente in fuga. Ed il mondo si ferma. 16 morti e 130 feriti, di almeno trentaquattro nazionalità diverse. Tra quelli refertati.

Morirono anche due ragazzi italiani. Sarà quello l'ultimo grande attentato dell'Isis in Europa. Poi Barcellona dopo quel fatto conoscerà un lungo periodo di instabilità con la vicenda dell'indipendenza che porterà ad uno scontro epocale con Madrid, ad una militarizzazione della città che non si era vista neanche quando la stessa fu sotto attacco per mano del terrorismo.

Quel maledetto 17 agosto del 2017 ha lasciato un segno indelebile nella vita di tanti e nostra, ci son voluti mesi per capire, riprenderti, per poi concludere che sarebbe certamente potuta andare peggio. Perchè tu come tanti altri sei ancora qui a poterla raccontare, questione di minuti, di bus persi o non persi, di strade sbagliate o soste mancate. Quando succede, succede. Vi è poco da fare contro quella bestialità disumana che si è scagliata in quel pomeriggio estivo per le strade di Barcellona.
Se ti trovi nel momento sbagliato e posto sbagliato non puoi saperlo.L'anno orribile per il terrorismo in Europa è stato il 2015 e l'ONU alla vigilia di ferragosto, proprio quando è accaduto il fatto di Londra, ha lanciato un chiaro allarme, ha detto che gli islamisti attivi sono circa 30mila nei Paesi caldi come l'Iraq e la Siria e che in Europa l'attenzione deve essere massima perchè anche se è calato una sorta di silenzio ciò non significa che sono stati sconfitti, anzi. Europa che deve alzare la vigilanza soprattutto in vista del 2019, saranno elezioni cruciali per il futuro di questa regione mondiale, se non la battaglia finale tra nazionalismi ed europeismo, poco ci manca per esserlo. Ed il terrorismo avrà tutto l'interesse di destabilizzare ancora una volta il vecchio continente.

Marco Barone

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