Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

Terrorismo in UE: dal 2014 più di 2500 arresti, più di 350 vittime e 65 attentati. L'anno del terrore è stato il 2015


I numeri che riguardano il terrorismo islamista in Europa sono importanti, certo, se rapportati a quello che accade in altri parti  del Mondo, come in Africa o Medio-Oriente, il totale complessivo delle vittime che vi sono state in Europa in quattro anni sono un niente rispetto a quelle cagionate altrove. Ma è un niente che è in realtà un tutto per chi vi è stato coinvolto, per i famigliari e soprattutto per l'Europa che è stata colpita. La reazione è stata comunque notevole dal punto di vista repressivo e preventivo, anche se dopo Barcellona, dopo quel 17 agosto 2017, vi è stato un cambio strategico e comunicativo notevole nei confronti del terrorismo islamista, come è evidente ai più, le cui fobie e paure che ne se sono derivate, che hanno fatto saltare i nervi, sono state determinanti per spingere il vecchio Continente indietro nel '900. Un viaggio nel tempo doloroso e reazionario. Guardando i dati forniti dall’Europol  nel 2017 nell’UE sono morte 62 persone in 33 attacchi terroristici di matrice jihadista, meno rispetto alle 135 vittime in 13 attentati del 2016. Si legge comunque che  dall’inizio del 2016 alla fine del 2017 sono tuttavia dieci gli attentati considerati “portati a termine” dai governi nazionali, ossia che sono riusciti a completare il loro obiettivo. Nel 2017 sono falliti o stati sventati 23 attentati, sensibilmente di più rispetto ai 3 dell’anno precedente.
Nel 2015, l'anno del terrore in Europa, le vittime per attacchi terroristici nell’UE hanno raggiunto quota 150. Da segnalare che è stata presentata  alla Commissione per le Libertà civili e gli affari interni la relazione 2018 sulla situazione e sulle tendenze del terrorismo nell'Unione europea. A livello di minacce potenziali ciò che viene evidenziato è che  “una delle minacce più gravi è costituita dalle persone che sono state arrestate per il loro legame con il fenomeno dei foreign fighter e che verranno rilasciate a breve”. E' emerso che o ggi la maggior parte degli attentati sono fatti da “terroristi nati, cresciuti e radicalizzati nel territorio in cui compiono l’attentato”, senza necessariamente aver viaggiato in zone di conflitto come Siria o Iraq. Non emerge alcun uso sistematico delle rotte migratorie da parte dei terroristi, ma non è stato negato che certi terroristi tentano di  utilizzare le rotte migratorie per entrare nell'UE ed è per questo che è stato rafforzato la cooperazione con paesi come la Grecia e l'Italia a tal proposito.

Marco Barone 

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