Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Terrorismo in UE: dal 2014 più di 2500 arresti, più di 350 vittime e 65 attentati. L'anno del terrore è stato il 2015


I numeri che riguardano il terrorismo islamista in Europa sono importanti, certo, se rapportati a quello che accade in altri parti  del Mondo, come in Africa o Medio-Oriente, il totale complessivo delle vittime che vi sono state in Europa in quattro anni sono un niente rispetto a quelle cagionate altrove. Ma è un niente che è in realtà un tutto per chi vi è stato coinvolto, per i famigliari e soprattutto per l'Europa che è stata colpita. La reazione è stata comunque notevole dal punto di vista repressivo e preventivo, anche se dopo Barcellona, dopo quel 17 agosto 2017, vi è stato un cambio strategico e comunicativo notevole nei confronti del terrorismo islamista, come è evidente ai più, le cui fobie e paure che ne se sono derivate, che hanno fatto saltare i nervi, sono state determinanti per spingere il vecchio Continente indietro nel '900. Un viaggio nel tempo doloroso e reazionario. Guardando i dati forniti dall’Europol  nel 2017 nell’UE sono morte 62 persone in 33 attacchi terroristici di matrice jihadista, meno rispetto alle 135 vittime in 13 attentati del 2016. Si legge comunque che  dall’inizio del 2016 alla fine del 2017 sono tuttavia dieci gli attentati considerati “portati a termine” dai governi nazionali, ossia che sono riusciti a completare il loro obiettivo. Nel 2017 sono falliti o stati sventati 23 attentati, sensibilmente di più rispetto ai 3 dell’anno precedente.
Nel 2015, l'anno del terrore in Europa, le vittime per attacchi terroristici nell’UE hanno raggiunto quota 150. Da segnalare che è stata presentata  alla Commissione per le Libertà civili e gli affari interni la relazione 2018 sulla situazione e sulle tendenze del terrorismo nell'Unione europea. A livello di minacce potenziali ciò che viene evidenziato è che  “una delle minacce più gravi è costituita dalle persone che sono state arrestate per il loro legame con il fenomeno dei foreign fighter e che verranno rilasciate a breve”. E' emerso che o ggi la maggior parte degli attentati sono fatti da “terroristi nati, cresciuti e radicalizzati nel territorio in cui compiono l’attentato”, senza necessariamente aver viaggiato in zone di conflitto come Siria o Iraq. Non emerge alcun uso sistematico delle rotte migratorie da parte dei terroristi, ma non è stato negato che certi terroristi tentano di  utilizzare le rotte migratorie per entrare nell'UE ed è per questo che è stato rafforzato la cooperazione con paesi come la Grecia e l'Italia a tal proposito.

Marco Barone 

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