Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Gorizia e la solita questione dei migranti, una sistematica omissione di soccorso impunita

Oramai sentir dire che a Gorizia periodicamente ci sono decine e decine di richiedenti asilo omologati come fuori convenzione, fuori praticamente da ogni processo di "accoglienza", è la normalità. Dormono per strada, vivono per strada. Perchè Gorizia ha raggiunto la sua fantomatica quota e chi non rientra in questa quota può andare altrove, qui non troverà alcuna porta aperta. Forse una galleria, di passaggio. Palestre chiuse, tendopoli neanche a proporle, caserme chiuse, stanze chiuse. Fuori da Gorizia. Arriveranno i soliti autobus li trasporteranno in qualche altra città ed arrivederci alla prossima emergenza nella non emergenza. Perchè il Governo italiano ha detto che non può essere dichiarata alcuna emergenza in materia e la Regione FVG ha fatto sparire nel nulla il decreto sull'emergenza in materia di migranti. In un sistema dove l'omissione di soccorso è appunto sistematica, impunita. E poi sempre le solite chiacchiere per arrivare all'assurdo che neanche l'italiano deve essere loro insegnato, alla faccia di tutti coloro che sono orgogliosi di questa lingua. Perchè l'italiano è una lingua che nel mondo non conta un bel niente, meglio l'inglese od il tedesco e forse in questo hanno ragione, perchè noi siamo piccoli piccoli e non contiamo un bel niente. Siamo elitari, superiori,  viviamo nel nostro felice recinto, come maiali pronti a finire in qualche macello senza saperlo, non possiamo mica consentire che un poveraccio che giunge chissà da dove possa imparare l'italiano. Non è degno di ciò. Un modo per dire vai fuori dalla palle d'Italia partendo da Gorizia.
Tutto ciò non deve stupire è la normalità in un contesto dove domina l'ignoranza, l'odio, l'intolleranza. Effetti distorti e collaterali di una diseguaglianza sociale profonda, dove è facile accanirsi contro il diverso e debole che contro un sistema sempre più astratto. E tutti felici e contenti guarderemo sventolare il tricolore dal castello di Gorizia cantando fratelli d'Italia che ora diventerà il canto degli italiani, ma non per tutti, perchè non tutti hanno il diritto di essere italiani, portafoglio permettendo.

Marco Barone 

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