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Elezioni: con uno sbarramento al 5% significa fare fuori la sinistra alternativa al PD


Sembra evidente che salvo stravolgimenti che ad oggi sembrano essere improbabili questo autunno, tra settembre ed ottobre 2017, si andrà a votare. Si andrà a votare con una campagna elettorale che penalizzerà le forze minori, anche se molti diranno che in Italia si è in campagna elettorale permanente. Certo, è vero, ma le regole della par condicio non valgono durante la campagna elettorale non ufficiale e dunque passeranno i messaggi delle solite e note forze politiche. Significa andare a fare una campagna elettorale in estate, dunque inesistente ed uno sbarramento al 5% comporterà delle scelte pesanti. La sinistra radicale non si può permettere di continuare a rimanere fuori dalle sale di rappresentanza, perchè abbiamo ben visto cosa significa rimanere fuori da certi luoghi. Ma per rientrarvi saranno necessari compromessi ed accordi con tutta la galassia alternativa al PD? Ad esempio l'accordo con Articolo 1 sarà inevitabile? Sono ben note le problematicità, ma in questo momento storico PRC, PCI, Sinistra Italiana ed Articolo 1, Possibile, Sinistra Anticapitalista, PCL ed altre minori se messe insieme forse arrivano al 3% pare essere impossibile arrivare al 5%. Si deve essere realisti. Realisti perchè se si voterà in autunno la campagna elettorale sarà inesistente, sarà richiesto uno sforzo straordinario per raccogliere le firme. Ma il punto è se si dovesse raggiungere un simile accordo per necessità politica, ne varrebbe la pena, vista la soglia del 5%? E chi entrerebbe, eventualmente, in Parlamento? Quale compromesso? Su quale programma? Uno sbarramento al 5% è una scelta chiaramente vendicativa da parte di chi oggi è al Governo perchè ha l'occasione di spazzare via una volta per tutte i fuoriusciti dal Pd, partito sempre più destro.  Ed il problema concerne proprio l'alleanza che per necessità potrebbe essere valutata con chi prima era nel PD, con chi ha sostenuto politiche certamente non meravigliose ed ha creato un nuovo partito politico. Non si tratta di un processo alle persone, ognuno ha il suo percorso, ma come si può spiegare l'alleanza con chi ha sostenuto politiche di un certo tipo dalla NATO al lavoro a dir poco inconciliabili con quelle della sinistra comunista tradizionale? Forse per necessità ci si dovrà tappare bocca, naso ed orecchie? E dotarsi di un mega digestivo? Anche perchè pare evidente che gran parte dell'odio politico verso il PD è stato ben incarnato dal M5S che con altissima probabilità otterrà un risultato importante e forse stravolgente alle prossime ed imminenti elezioni politiche con una percentuale che gli consentirà di governare tranquillamente.

Con lo sbarramento al 5% chi pagherà il prezzo di tutto ciò sarà la galassia della sinistra radicale e comunista, che esiste e resiste, nonostante i media continuano a dare per morta l'ideologia comunista, ma non è così,  e temo che se saranno queste le condizioni con cui si andrà alle elezioni si perderanno altri pezzi per strada.
Se è vero che non ci può permettere di stare più fuori dal Parlamento è altrettanto vero che non è che si debba entrare a tutti i costi. Delle valutazioni andranno effettuate, si deve essere lungimiranti e confidare anche nelle contraddizioni del sistema. Tanto è ben evidente a tutti che in Italia non è questo il momento storico della sinistra, forse è meglio essere pazienti, continuare a crescere nei luoghi tradizionali, tra il popolo e poi,  continuare a crescere come partito di lotta, tra cinque anni presentarsi con maggior vigore e solidità, piuttosto che andare a cercare l'accordo a tutti i costi? La situazione è complicata, il che fare continua ad essere il solito dilemma esistenziale,  ed il quadro economico e sociale è pessimo, e come ben è noto a tanti, tra le altre cose, questo autunno, in Italia è attesa la tempesta economica perfetta.

Marco Barone

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