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Un primo maggio comunista a Gradisca



Un primo maggio comunista a Gradisca, dove da tempo si svolge il corteo unitario della provincia di Gorizia, anche se sono in tanti a pensare che sia il momento di far ritornare questo importante appuntamento a Monfalcone, e visto il quadro politico, sociale ed economico attuale, la cosa andrebbe valutata seriamente. Oltre un migliaio i partecipanti, con in testa le amministrazioni comunali, poi i sindacati ed uno spezzone importante del PRC e diverse bandiere comuniste anche del PCI.
Un primo maggio che vede in questo territorio la presenza di diverse bandiere rosse, a partire dal tradizionale albero di maggio, ed il primo maggio coincide con la ricorrenza storica della liberazione di Trieste e Gorizia e Monfalcone dal nazifascismo per opera dei partigiani, ed anche a Gradisca ciò è stato evidenziato con la tipica maglietta che ne celebra l'evento. Uno spezzone comunista ben visibile, importante tanto che sono stati in diversi a richiedere una bandiera comunista durante il corteo, ed erano giovani e questo vorrà pur significare qualcosa nel desolante quadro sociale. Un corteo che si è concluso con il tradizionale discorso di alcuni sindacalisti.


Ha ricevuto diversi consensi quello del segretario nazionale della Fillea Cgil, il quale sul palco è stato l'unico ad usare la parola compagni e compagne, timido, per essere buoni e non dire altro, il discorso dell'altro sindacalista che ha preceduto quello della Fillea. Ha lasciato perplessi alla fine del comizio il Va Pensiero. Sarà stato un riferimento all'Inno del primo maggio dell'anarchico Gori?( Ne dubito...) E perchè non mettere, allora, la sua versione cantata? E se il riferimento non era a Gori, perchè questa scelta? Inno che è stato comunque interrotto dopo neanche un minuto per dare spazio alla banda musicale che ha debuttato con... l'inno dei lavoratori. Si è tutti consapevoli che si vive in un territorio dove la crisi economica è pesante, dove la quasi totalità del sistema economico ruota intorno ai cantieri navali nei confronti dei quali si è determinata una dipendenza assurda, ma reale e con la quale si fanno quotidianamente i conti.
Un territorio che ha una percentuale di disoccupati enorme, in proporzione alla popolazione residente, costantemente in calo, senza dimenticare gli inattivi, e chi un lavoro lo ha, lo deve affrontare in condizioni non certamente ottimali, perchè il quadro sociale e politico, grazie anche all'operato del disastroso PD renziano, ha favorito politiche destre che hanno rinforzato il sistema "padronale" rispetto ai diritti dei lavoratori sempre più risicati. Questione giovanile, la scuola continuamente sotto attacco, la divisione tra "italiani" autoctoni e "stranieri", una diseguaglianza sociale profonda che favorisce la concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochissime soggettività, sono aspetti che devono essere affrontati in modo organico e determinato dalla sinistra.
Perchè i nazionalismi, i neofascismi che ritornano con forza, devono essere contrastati alla loro radice per essere demoliti, perchè le destre non potranno mai essere dalla parte del popolo, e della giustizia sociale, ma il popolo sarà solo un loro mezzo per arrivare al potere e sancire la piena affermazione di politiche distruttive per una società rispettosa dei diritti umani, una società che rischia di piombare complessivamente in una guerra enorme, proprio quando ricorrono i centenari di quella grande carneficina che non vorremmo più conoscere. Il primo maggio comunista di Gradisca si è poi concluso con la festa a Sagrado che ha registrato una partecipazione enorme di persone.

Marco Barone

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