Passa ai contenuti principali

A Trieste si discuterà dai droni per i vigili urbani per sorvegliare i confini e non solo, alle "ronde" civiche




Il prossimo consiglio comunale di Trieste ( 8 maggio) discuterà tra le varie cose due mozioni che ben lasciano intendere la sussistenza del quadro securitario in cui più di qualcuno vorrebbe rinchiudere questa città. Per esempio con la mozione che vuole l'introduzione dei droni per i vigili urbani. 
Stante " l'evoluzione dei tempi" (meglio involuzione) e tenuto conto delle "dinamiche destabilizzanti attinenti ai reati comuni commessi a Trieste, alle allarmanti condizioni di inquinamento ambientale, nonché alla sorveglianza dei confini a ridosso del nostro territorio" si vogliono impegnare circa 1000 euro a drone, per dotare la polizia municipale di questo inquietante strumento di controllo.
Una seconda mozione vuole l'introduzione a Trieste di quelle che comunemente sono state definite come "ronde" civiche, ovvero volontari per la sicurezza, legittimati sia dalla legislazione nazionale che regionale e lo scopo sarebbe quello di dare una risposta ai presunti timori dei cittadini e commercianti, visto il fantomatico rischio criminale sussistente a Trieste.  

Trieste è una delle località più tranquille d'Italia, più sicure d'Italia, ma a quanto pare qualcuno, ossessionato dalla parole sicurezza ed ordine, vorrebbe trasformare questa città in uno dei luoghi più blindati, come quelle città fine che ospitano gli Outlet. Ecco, forse è a questo che si punta, controllo pressante, politica del decoro, per reprimere ogni spazio di vitalità, ogni scritta sui muri che denota ribellione o senso di vita, per mutare Trieste in un luogo amorfo, una città finta. Chissà i vicini sloveni come la prenderanno per l'utilizzo dei droni utilizzati per pattugliare il confine contro i migranti. Però, a pensarci bene, visto come lo Stato sloveno si è chiuso con i suoi ridicoli reticolati, qualche perplessità sorge.
Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…