Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Se i diritti della minoranza slovena in Italia ed italiana in Slovenia si riducono ad una questione "numerica"

In modo simultaneo, forse casuale, accade in queste settimane qualcosa di veramente inquietante in Italia ed in Slovenia in materia di diritti costituzionalmente ed internazionalmente garantiti per le rispettive minoranze autoctone. Abbiamo nel passato conosciuto processi ignobili di italianizzazione forzata, di storpiature di nomi, cognomi, toponimi, per soddisfare l'ego di quel nazionalismo che ha sancito divisioni, sradicamenti culturali ed identitari importanti. Nel momento storico in cui i nazionalismi ritornano con le peggiori vesti, si assiste a tentativi di impoverimento di diritti delle minoranze, sia slovena in Italia che italiana in Slovenia. Mi ha colpito molto quanto denunciato su Radiocapodistria dove da alcuni è stato sostenuto che "i diritti minoritari devono essere proporzionati alla rilevanza numerica della minoranza".  In un contesto che vede i programmi della minoranza italiana della RTV di Slovenia sotto attacco con tagli di finanziamenti significativi calati circa del 10% in dieci anni. Similmente in Italia accade che in FVG arrivano proposte di legge assurde sostenute dalla destra. Come quella che mira "a salvaguardare il patrimonio linguistico, culturale e storico proprio di coloro che, non riconoscendosi nella comunità autoctona di nazionalità slovena" parlano il resiano, proponendo istituti ad hoc ecc. Quando il resiano è un dialetto sloveno del Friuli, e tale tentativo rischierebbe di scorporare questo dialetto dal suo ceppo originario, quello sloveno, indebolendo anche la lingua slovena e favorendo processi di divisione che non vorremmo più conoscere. Ma sull'onda di quelle provocazioni che sono accadute in Slovenia contro la minoranza italiana, anche in FVG qualcuno vorrebbe legare, in questo caso la sorte di garanzie di seggi per la minoranza slovena ad una questione numerica, passando per la via del censimento. E come ha giustamente sostenuto Gabrovec esponente del Pd/Ssk in Consiglio regionale, " la tutela di una minoranza come quella slovena in ogni caso esula completamente dalla sua consistenza numerica o da altri dati statistici. Le garanzie di tutela degli sloveni nelle province di Trieste, Gorizia e Udine si fondano infatti su norme di rango costituzionale, su trattati internazionali, su norme europee e da ultimo anche sulle leggi nazionali n. 482 del 1999 e n. 38 del 2001, alle quali si è aggiunta la legge regionale 26/2007. I diritti sono sanciti a prescindere dalla consistenza numerica della comunità, quindi legati principalmente alla semplice minima presenza storicamente riconosciuta sul territorio di riferimento." Principi sostanziali e di diritto assolutamente condivisibili. Tra le altre cose gli italiani e gli sloveni dovrebbero riflettere su un concetto molto banale. Viviamo in una società di oltre 7 miliardi di persone, dove la lingua italiana e quella slovena nei prossimi secoli rischieranno l'estinzione nella peggiore delle ipotesi, o verranno considerate come lingue minoritarie, come minoritaria è ad esempio la lingua friulana. E chi difenderà i diritti di questi popoli, a conservare la loro lingua, destinata ad essere minoranza, se questi popoli non difendono oggi per primi i diritti delle minoranze che vivono nei propri confini nazionali? I diritti delle minoranza devono prescindere dalla questione numerica, è un fattore storico, culturale e sociale che deve andare oltre il freddo concetto della quantità e dei numeri. L'arroganza di pochi, governata da arcaici sentimenti nazionalistici, rischia di danneggiare tutti.

Marco Barone







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