Passa ai contenuti principali

Se i diritti della minoranza slovena in Italia ed italiana in Slovenia si riducono ad una questione "numerica"

In modo simultaneo, forse casuale, accade in queste settimane qualcosa di veramente inquietante in Italia ed in Slovenia in materia di diritti costituzionalmente ed internazionalmente garantiti per le rispettive minoranze autoctone. Abbiamo nel passato conosciuto processi ignobili di italianizzazione forzata, di storpiature di nomi, cognomi, toponimi, per soddisfare l'ego di quel nazionalismo che ha sancito divisioni, sradicamenti culturali ed identitari importanti. Nel momento storico in cui i nazionalismi ritornano con le peggiori vesti, si assiste a tentativi di impoverimento di diritti delle minoranze, sia slovena in Italia che italiana in Slovenia. Mi ha colpito molto quanto denunciato su Radiocapodistria dove da alcuni è stato sostenuto che "i diritti minoritari devono essere proporzionati alla rilevanza numerica della minoranza".  In un contesto che vede i programmi della minoranza italiana della RTV di Slovenia sotto attacco con tagli di finanziamenti significativi calati circa del 10% in dieci anni. Similmente in Italia accade che in FVG arrivano proposte di legge assurde sostenute dalla destra. Come quella che mira "a salvaguardare il patrimonio linguistico, culturale e storico proprio di coloro che, non riconoscendosi nella comunità autoctona di nazionalità slovena" parlano il resiano, proponendo istituti ad hoc ecc. Quando il resiano è un dialetto sloveno del Friuli, e tale tentativo rischierebbe di scorporare questo dialetto dal suo ceppo originario, quello sloveno, indebolendo anche la lingua slovena e favorendo processi di divisione che non vorremmo più conoscere. Ma sull'onda di quelle provocazioni che sono accadute in Slovenia contro la minoranza italiana, anche in FVG qualcuno vorrebbe legare, in questo caso la sorte di garanzie di seggi per la minoranza slovena ad una questione numerica, passando per la via del censimento. E come ha giustamente sostenuto Gabrovec esponente del Pd/Ssk in Consiglio regionale, " la tutela di una minoranza come quella slovena in ogni caso esula completamente dalla sua consistenza numerica o da altri dati statistici. Le garanzie di tutela degli sloveni nelle province di Trieste, Gorizia e Udine si fondano infatti su norme di rango costituzionale, su trattati internazionali, su norme europee e da ultimo anche sulle leggi nazionali n. 482 del 1999 e n. 38 del 2001, alle quali si è aggiunta la legge regionale 26/2007. I diritti sono sanciti a prescindere dalla consistenza numerica della comunità, quindi legati principalmente alla semplice minima presenza storicamente riconosciuta sul territorio di riferimento." Principi sostanziali e di diritto assolutamente condivisibili. Tra le altre cose gli italiani e gli sloveni dovrebbero riflettere su un concetto molto banale. Viviamo in una società di oltre 7 miliardi di persone, dove la lingua italiana e quella slovena nei prossimi secoli rischieranno l'estinzione nella peggiore delle ipotesi, o verranno considerate come lingue minoritarie, come minoritaria è ad esempio la lingua friulana. E chi difenderà i diritti di questi popoli, a conservare la loro lingua, destinata ad essere minoranza, se questi popoli non difendono oggi per primi i diritti delle minoranze che vivono nei propri confini nazionali? I diritti delle minoranza devono prescindere dalla questione numerica, è un fattore storico, culturale e sociale che deve andare oltre il freddo concetto della quantità e dei numeri. L'arroganza di pochi, governata da arcaici sentimenti nazionalistici, rischia di danneggiare tutti.

Marco Barone







Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Gorizia,16 dicembre, manifestazione regionale a sostegno dei migranti "RESTIAMO UMANI-HUMANITY WELCOME"

Il titolo della manifestazione è restiamo umani, humanity welcome. Il 16 dicembre se a Roma ci sarà la manifestazione nazionale dei migranti, a Gorizia si svolgerà una manifestazione regionale che ha lo scopo di denunciare il fallimento dell'accoglienza diffusa in regione, lo stato di degrado umano che si è raggiunto nei confronti dei richiedenti asilo "fuori convenzione", senza dimenticare quanto accade nel CARA di Gradisca, che è oltre ogni limite di capienza, destinato a diventare nuovamente centro di espulsione, senza dimenticare quanto accade lungo le rive dell'Isonzo da Gorizia a Gradisca, a Pordenone, senza dimenticare l'omissione di soccorso sistematica ed impunita. Gorizia non è mai stata realmente una porta verso l'Est, si è sempre chiusa, non è mai stata una porta verso l'Oriente, e la caduta visiva dell'ultimo muro d'Europa, dopo quello di Berlino, è stato solo un gesto illusorio, perchè le divisioni sono sempre state la normalità in q…