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Due proposte di legge per l’italianità di Bolzano e Trentino che si devono riconoscere “nelle radici giudaico-cristiane”





I deputati BIANCOFIORE, CARFAGNA, CRIMI, GARNERO SANTANCHÈ, GIAMMANCO, ALBERTO GIORGETTI, LAFFRANCO, MILANATO, OCCHIUTO, PALMIZIO, POLIDORI, RAMPELLI, SANDRA SAVINO, hanno presentato due proposte di legge, che vogliono modificare in modo profondo la situazione, che a detta loro, soprattutto a Bolzano, penalizzerebbe in modo pesante la comunità italiana a favore di quella tedesca. Si legge nel testo che 
Paradossalmente la comunità italiana della provincia autonoma di Bolzano si trova in una condizione di declino demografico per penalizzazioni di varia natura.Tutto nasce da un’interpretazione errata dello statuto d’autonomia e della gestione della provincia autonoma di Bolzano (che è stata lasciata nelle mani dei partiti di lingua tedesca ininterrottamente per più di mezzo secolo) che è diventata sempre più estensiva e pervasiva fino al punto di comportare una cristallizzazione della posizione dominante della comunità tedesca e una lenta e indiretta marginalizzazione del gruppo linguistico italiano.Si aggiungano poi le difficoltà di comunicazione:mentre gli italofoni apprendono la lingua tedesca standard, la popolazione germanofona si esprime in un colorito dialetto, molto diverso rispetto all’Hochdeutsch o dialetto alto-tedesco.Si pensi, inoltre, che l’immigrazione di italiani verso questa pro- spera regione viene ostacolata da una normativa rigidissima, che consente di votare per le elezioni provinciali e di godere di sussidi pubblici,indispensabili in un territorio dove il costo della vita è altissimo, soltanto dopo quattro anni di residenza.Per non parlare del disagio provato dagli italofoni già residenti, considerati i maggiori privilegi e un trattamento di favore riservato alla comunità tedesca.
Trento e Bolzano sono due realtà composite, particolari, ed il multiculturalismo, e le specificità che le connotano sono la forza di questa piccola fetta di terra italiana. Imporre per legge processi di italianizzazione,che sembrano riportare alla memoria periodi nefasti ben conosciuti soprattutto nel Confine Orientale, è un qualcosa di surreale, un gravissimo errore che fomenterà disastri in quel territorio. Cosa propongono i parlamentari in questione? 
Venendo incontro ai problemi della minoranza italiana in Alto Adige,la presente proposta di legge prevede un finanziamento di 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017 per fare fronte agli svantaggi di cui risente la comunità stessa,disagi provocati dall’ultronea applicazione di norme a tutela del gruppo linguistico tedesco che ha messo in difficoltà la comunità italiana.
Un ribaltamento della storia, e delle peculiarità di quella regione veramente incredibile, una manipolazione concettuale diabolica, con le tipiche sfumature di quel vittimismo tanto ridicolo quanto becero, sindrome dell'italiano che non ha mai colpe, e perennemente tutelato dallo scudo con scritto siamo sempre stata "brava gente, anche quando, in via generale, sotto il fascismo abbiamo fatto disastri, o colonizzato e massacrato luoghi e spazi e persone usurpando il nome dell'Italia, per fini nazionalistici, che qualche zombienazionalista ancora oggi coltiva e rimpiange.

Una seconda proposta di legge, presentata dai medesimi deputati,vuole modificare in modo incisivo lo Statuto di quella Regione a Statuto speciale. Scrivono che 
Un’autonomia, come sempre,a guida esclusiva del gruppo linguistico dominante, quello tedesco, nella quale tutte le deleghe residue sono attribuite, con relativi trasferimenti da parte dello Stato, alla provincia autonoma di Bolzano.Ciò allo scopo di perseguire il mai sopito sogno di una secessione di sostanza, realizzata però con i soldi degli italiani ovvero delle nostre regioni più produttive.Il provvedimento è composto da ventiquattro articoli.
Da sottolineare l’articolo 1 che prevede che la regione Trentino-Alto Adige/Südtirol "si riconosce nei valori storico-culturali e sociali delle radici giudaico-cristiane" e l'articolo 22 che "riguarda l’obbligo di precedenza della lingua italiana per le indicazioni pubbliche nella provincia autonoma di Bolzano."

Marco Barone

Commenti

  1. Mah. Vivendo in quelle terre, mi permetto di consigliare qualche lettura. In primis Flavia Pristinger "La minoranza dominante nel Sud Tirolo". Già negli anni '70 la sociologa raccontò le dinamiche perverse dell'applicazione rigida del pacchetto, che di fatto crearono una divisione orizzontale e verticale. La minoranza italiana fu spinta alla proletarizzazione e marginalizzata nella possibilità di acquisto, sia dei mezzi di produzione che addirittura negli immobili. La minoranza italiana progressivamente si è ridotta numericamente a partire dalle alte quote (i paesi sopra i 1000 metri), e via via verso la pianura. Negli anni successivi la maggioranza si è politicamente spaccata. Nel senso che dalla SVP sono nati i Freiheitlichen, il Süd-Tiroler Freiheit, il Bürger Union für Südtirol più tutti quelli precedenti che adesso non ci sono più. Tutti partiti di destra. Alcuni con forti componenti razziste. La destra italiana vive nel Sud Tirolo praticamente solo a Bolzano. Ma anche qui ci sarebbe da discutere. Perché la SVP ha fatto un sacco di danni nel tempo. Il filtro etnico nelle scuole un tempo esisteva, e l'avevano imposto i tedeschi. Ci sono stati casi in cui in una scuola dove c'erano classi tedesche da una parte e italiane dell'altra i tedeschi hanno innalzato un muro nel giardino comune, perché non volevano che i bambini dei due gruppi etnici parlassero fra di loro. Gli unici movimenti che provarono a modificare queste cose - soprattutto i Verdi–Grüne–Vërc - sono stati ampiamente marginalizzati.

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