Passa ai contenuti principali

A Trieste e Gorizia esplode l'austronostalgia

Wu Ming 1, scriveva: "Se devo scegliere tra sparare agli Asburgo in nome dei Savoia e sparare sui Savoia in nome degli Asburgo, grazie, ma preferisco sparare su entrambi. Come si legge nel Re Lear, “il tempo della vita è breve, e se viviamo, viviamo per calpestare i re”."E' innegabile che tra Gorizia e Trieste vi sia ancora una sorta di austronostalgia, anche se a dirla tutta non riesco proprio a capire come si possa essere nostalgici di un qualcosa che non è mai stato vissuto, forse ereditato a livello di testimonianza, letto nei libri, od esaltato in alcuni testi. Poco importa. E spesso ci si diverte a giostrare tra chi fosse meglio, i Borboni o gli Asburgo? E vai con l'elencazione delle opere, e delle solite ridondanti questioni . Solo che nel momento in cui implodono i nazionalismi, traballa l'ideale di Europa anche per responsabilità enormi di chi ha guidato l'Europa contro un muro di cemento armato a velocità folle, in questa piccola fetta di territorio italiano l'austronostalgia non solo non è mai tramontata, ma ora pare proprio esplodere. 
A Gorizia, ad esempio, sono stati ricevuti recentemente con tutti gli onori gli eredi di  Carlo X di Borbone. Gorizia fu la città dell'esilio per i Borboni e per l'ultimo re di Francia di questa casata che morì il 6 novembre 1836 nel Palazzo Coronini. E vi è che ha proposto di dedicargli la cittadinanza onoraria, intanto, arriverà la sagoma parlante di Carlo X.
E se non bastasse, come ha reso noto il Piccolo il 22 marzo, partirà una colletta pubblica "come regalo per il trecentesimo genetliaco. Si è costituito il 14 marzo scorso il “Comitato per l’erezione di un monumento a Trieste alla memoria di Maria Teresa d’Austria”.

Nello Statuto si legge che  "E' un Comitato libero e spontaneo, senza scopo di lucro, apartitico, aconfessionale, non assistito e direttamente orientato all'unica ed esclusiva finalità di concorrere in ogni forma all'erezione di un monumento alla Memoria di Maria Teresa d'Austria a Trieste, nell'ambito dei festeggiamenti per il 300° anniversario della sua nascita (13.5.1717-13.5.2017)." L'Art. 8 dello Statuto recita: "Possono essere Aderenti del Comitato tutti i soggetti pubblici e privati, persone fisiche o giuridiche che, condividendone le finalità istituzionali e volendo contribuire alla realizzazione di un monumento a Trieste alla memoria di Maria Teresa d'Austria, desiderano partecipare alla sua costruzione [...]".

Intanto qualcuno ha fatto notare che la tessera realizzata ad hoc andrebbe scritta anche nelle diverse lingue parlate a Trieste, sloveno e tedesco in primis





Operazione legittima, ci mancherebbe. E la cosa interessante è che l'inaugurazione dell'eventuale monumento a Maria Teresa, dovrebbe cadere nel 2018, cioè quando ci sarà il centenario della conquista di Trieste da parte dell'Italia, contro una guerra catastrofica attuata proprio contro l'Impero Austro Ungarico, che ha avuto responsabilità enormi e criminali.
D'altronde Trieste e Gorizia hanno fatto parte dell'Impero per diversi secoli, fino a quando non si raggiungerà la parità di permanenza nell'Italia, sarà a livello temporale una sfida impropria. E se tornassero i re? Gli imperi? Forse qualcuno a Trieste e Gorizia ne sarebbe felice, il popolo, quello vero, quello che non ha mai avuto benefici reali, sarà altrettanto contento? Vivrà nella felicità dell'Impero caduto e resuscitato come Cristo? Dopo una passione durata più di cent'anni? A quando le scritte sui muri viva il re? Viva l'imperatore? Viva la regina? Ricordare è importante, ricordare in modo critico è necessario, ma celebrare, oggi, un passato fatto di imperatori e regine e re, mi pare una cosa veramente allucinante.

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

FVG pride se la marcia evita il duomo di Udine

Si svolgerà ad Udine il FVG Pride e la notizia del 15 maggio, quando è stato reso noto il percorso è che la marcia eviterà il duomo. Il comitato organizzatore, come è emerso al TG3 del FVG, ha deciso di evitare il duomo e di mantenere le vie "storiche" dove vi è stata maggiore accoglienza e soprattutto in sostanza per evitare polemiche ecc ecc. Che dire? Che passare davanti al duomo non sarebbe stata una provocazione, anche perchè quante persone che parteciperanno al Gay pride sono credenti o cattoliche? Ma in Italia siamo ancora a questi livelli, quasi da medioevo, e se posso capire le preoccupazioni di chi fino all'altro giorno non poteva neanche uscire di casa perchè omosessuale, perchè in questo Paese vi è un tasso di omofobia inquietante, allora da laico quello che auspico è che le processioni o manifestazioni religiose evitino da questo preciso momento luoghi simbolici importanti, come le scuole od i Municipi, per non turbare le coscienze di chi non è credente.
M…