Passa ai contenuti principali

Il cuore nel pozzo, disgustoso film storico sdoganato su Rai tre. Ma è stato un fallimento

Per la terza volta sui canali Rai, per due volte con il Governo Berlusconi, per la prima volta con un Governo a motore PD, e per la prima volta sdoganato sul canale storico della sinistra, Rai Tre ed in prima serata. Ma è stato un grande fallimento. Solo 1.082.000 spettatori pari ad uno share del 4.11%. E non poteva essere altrimenti. Un film fazioso, con tanti errori, ed anche orrori storici. Un film che in passato ha sollevato funeste reazioni, più in Croazia che in Slovenia, oltre che in Italia. Un film che segue sempre lo stesso metodo che caratterizza il giorno del ricordo, che in questo 2017 ha segnato passi in avanti, basta pensare alle bandiere a mezz'asta ovunque, manca solo il minuto di silenzio, nel giorno, poi, del Trattato di Pace del '47, imposto, giustamente, all'Italia, Paese aggressore e che ha perso la guerra. Sembrava di essere a lutto più che per questo che per altro.
Un film dove fin dall'inizio i partigiani jugoslavi e l'esercito di liberazione jugoslavo, vengono identificati in "titini" in tutta la loro brutalità, sparando contro chi si era arreso con le mani alzate. La musica, quando le scene si concentrano sui "titini" diventa tesa, quando si concentra sugli italiani, dolce, da tenerezza. Italiani vittime, titini violentatori, stupratori, assassini, senza cuore che uccidono una infinità di civili, donne, uomini, bambini, per poi gettarli nelle foibe. Si continua a ripetere oggi, in Italia, con estrema ignoranza, che le foibe avrebbero prodotto centinaia di migliaia di vittime. Falso, quando ad oggi le salme effettivamente rinvenute di "infoibati" veri e propri finora sono circa un migliaio. Così come è passata la persecuzione passionaria contro gli italiani, in quanto italiani, riducendo il tutto ad una banale vendetta. Una vendetta per quello che hanno subito gli slavi, dai libri bruciati, alle professioni negate, alle epurazioni, ed espulsioni. Una equazione tanto semplice quanto banale come il male assoluto. Si presentano quelle terre come se fossero state sempre italiane, quando non è così, visto che il Regno d'Italia vi ha messo piede solo dopo la fine della prima guerra mondiale, senza dimenticare l'aggressione alla Jugoslavia insieme alla Germania nazista nella seconda guerra mondiale. Insomma un concentramento di mistificazioni, che facevano quasi rimpiangere i nazisti, tanto che tra il comportamento dei titini e quello dei nazisti dall'immaginario collettivo può ben non essere stato percepito senza alcuna sostanziale differenza. Si ragiona per estrapolazione, si prende un piccolo pezzo di storia, senza raccontare il passato profondamente criminale fascista, si attua il ragionamento italiano uguale a fascista, e l'italiano è vittima di un vero e proprio eccidio e pulizia etnica, quando non è stato così. Una porcata dal punto di vista storico pazzesca, che ha generalizzato la storia, ricorrendo alla strumentalizzazione dei bambini, come sempre accade quando si raccontano queste vicende, per meglio coinvolgere il pubblico e più far odiare i comunisti partigiani jugoslavi, presentati come stupratori, barbari assassini e privi di ogni senso minimo di umanità. Il fatto che sia stato sdoganato su Rai tre è una cosa indicibile, conforta certamente l'insuccesso, ma questa roba, passata per film storico sul giorno del ricordo, rischia veramente di diventare il simbolo mediatico sul giorno del ricordo, giorno ove si mescolano foibe ed esodo, dove si registra una schizofrenia pazzesca, dove il lume della ragione salta, in nome e per conto di quel nazionalismo becero che ha dato la possibilità, tramite il revisionismo, alle peggiori destre e neofascismi di riscattarsi in tale giorno, perchè questo giorno, per come nato ha un cuore profondamente nero e finito nel pozzo del torto. E non è una cosa da poco. Penso che in Slovenia e Croazia dovrebbero preoccuparsi, per il fatto che questo film sia stato trasmesso su un canale storicamente di sinistra ed in tale giorno.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

A Trieste e Gorizia esplode l'austronostalgia

Wu Ming 1, scriveva: "Se devo scegliere tra sparare agli Asburgo in nome dei Savoia e sparare sui Savoia in nome degli Asburgo, grazie, ma preferisco sparare su entrambi. Come si legge nel Re Lear, “il tempo della vita è breve, e se viviamo, viviamo per calpestare i re”."E' innegabile che tra Gorizia e Trieste vi sia ancora una sorta di austronostalgia, anche se a dirla tutta non riesco proprio a capire come si possa essere nostalgici di un qualcosa che non è mai stato vissuto, forse ereditato a livello di testimonianza, letto nei libri, od esaltato in alcuni testi. Poco importa. E spesso ci si diverte a giostrare tra chi fosse meglio, i Borboni o gli Asburgo? E vai con l'elencazione delle opere, e delle solite ridondanti questioni . Solo che nel momento in cui implodono i nazionalismi, traballa l'ideale di Europa anche per responsabilità enormi di chi ha guidato l'Europa contro un muro di cemento armato a velocità folle, in questa piccola fetta di territo…

Incredibile ma vero, il Consiglio Comunale di Trieste approva mozione contro il Sindaco di Napoli

All'inverosimile non vi è mai fine, ed a Trieste meno che mai. Trieste e Napoli due città distanti, che già hanno "guerreggiato" sulla primazia del caffè, quando qualcuno a Trieste collocò un cartello, ancora non rimosso, sulla strada che conduce verso Opicina, con scritto città del caffè, in aggiunta a città della Barcolana. Ma gli scazzi tra Trieste e Napoli non sono mancati neanche ultimamente su diverse questioni politiche e battute miserabili. E la sfida, se così la possiamo chiamare tale situazione politica a dir poco assurda, continua. In relazione ai noti fatti di Napoli, in merito alla visita di Salvini, e manifestazioni di protesta che ne sono conseguite, non avendo nulla di meglio da fare, cosa ha deciso di approvare il Consiglio comunale di Trieste? Una mozione proposta dal partito della lega nord, nella quale si critica duramente l'operato del Sindaco di Napoli, sia "per il diniego dato a Salvini per la sala richiesta" che per i toni utilizzat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …