Passa ai contenuti principali

Gorizia tra le grandi e piccole incompiute e la questione "dimenticata" della centrale a biomasse


Veniva richiesta una proroga per motivi burocratici per l’ottenimento degli incentivi per la produzione di energie rinnovabili e la Provincia di Gorizia, che ha dato il via libera alla centrale a biomasse, verificata la regolarità di detta richiesta autorizzava nel 2016 la Società Rail Services s.r.l. Impianto denominato “Rail Nord" di prorogare di anni 1 (uno) il termine di inizio dei lavori e dunque sino al 7 luglio 2017. Sembra essere calato uno strano silenzio verso questa combattuta centrale divenuta anche politicamente imbarazzante per una certa sinistra, se così si può dire e la si può chiamare. Si avvicinano le amministrative ed uno dei punti nodali, da affrontare politicamente e dal punto di vista programmatico, riguarderà anche la questione biomasse, e si dovrà capire anche come si muoveranno le varie "liste" in campo verso tale centrale, che sembra essere stata dimenticata, ma così non è sicuramente per i comitati che si son battuti contro tale struttura che dovrebbe sorgere a Gorizia e certamente, come è noto, in un luogo pienamente e totalmente non isolato, anzi. Gorizia con le piccole e grandi opere, in questo periodo, pare fare a cazzotti, pensiamo alla questione del piccolo aeroporto, alla questione Pipistrel ed ovviamente all'ascensore che non c'è che fa una bella concorrenza all'isola che non c'è di Peter Pan, e certamente  a quello di Pizzo Calabro, città dove perse la vita Murat, ma nonostante la distanza considerevole, unita a Gorizia, da questa illuminante opera moderna e colata di cemento color bianco che ha semplicemente distrutto esteticamente uno degli angoli più suggestivi del centro città. Insomma di tutto e di più, senza colore politico, ma non verranno certamente rimosse le responsabilità politiche di chi ha voluto, difeso e sostenuto certe e date opere, le amministrative non son mica il giorno del perdono, ma il giorno che dovrà, tramite il processo democratico del voto, sancire  se Gorizia dovrà, ad esempio, continuare a rimanere senza un punto nascita o meno. Decidere se Gorizia dovrà saldare i rapporti con Nova Gorica o chiudersi in un nuovo muro, decidere se l'ambiente è una roba con cui sciacquarsi la bocca per farsi belli innanzi allo specchio dell'autoreferenza o una cosa seria, decidere se la storia deve diventare occasione per far divenire Gorizia città europea o una piccola fortezza nazionalistica medievale, decidere se la cultura deve essere una cosa per tutti o elitaria, se l'accoglienza e la solidarietà devono essere una spina nel fianco o stimolo per il miglioramento dei diritti umani, decidere se deve essere una città di servizi, turistica, dello sport, o industrializzata, in una società dove sussiste un forte processo di deindustrializzazione, decidere  se la vera economia di Gorizia in primo luogo, deve essere la cultura, l'arte, il proprio patrimonio storico ed artistico, la conoscenza o la rincorsa a grandi e piccole opere utili per pochi, inutili per la collettività. I programmi sono fondamentali, ancor di più dei nomi chiamati a rappresentare ed unire determinati intenti politici. Sarà la coerenza a sancire il futuro immediato di Gorizia, potrà essere una coerenza nel nome del mantenimento dello status quo, o del cambiamento soft o radicale, questo spetterà ai goriziani deciderlo.
 
Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…