Il Grande Pasticcio: La Norimberga che l'Italia non ebbe mai

Noi siamo abituati a pensare al dopoguerra come a un momento di grande chiarezza morale. La democrazia che vince, il fascismo che scompare. La realtà è che l'Italia quel conto con la storia non lo ha mai chiuso davvero. Mentre in Germania a Norimberga si montavano i tribunali e si facevano i processi seri, da noi è successo l'esatto contrario. È stato messo in piedi un colossale, collettivo, nazionalissimo "volemose bene" . I numeri sono impressionanti, Parliamo inizialmente di più  di  quattrocento criminali di guerra  come emerge dagli atti ufficiali. Gente che aveva fatto cose orribili in Jugoslavia, in Albania, in Russia. E invece? Invece finisce che alla sbarra, in quegli anni frenetici, ci finiscono più partigiani che gerarchi fascisti. Un paradosso che a noi oggi sembra follia, ma che all'epoca era il frutto di una strategia politica lucidissima. Perché non è che si fossero dimenticati di questi quattrocento. Le richieste di estradizione arrivavano, eccom...

Dai mille giorni di Renzi, ai mille km al giorno di Gentiloni, cambiare poco, per cambiare nulla



In Italia vi è ultimamente la fissazione con i mille. Sì, vi è stata la spedizione dei mille, vi è la mille miglia, vi è anche la nota canzone di Baglioni, mille giorni di te e di me, ma questo concetto dei mille ha unito, nell'ottica di un risorgimento che non c'è, anche se l'orizzonte del partito della nazione non è tramontato per nulla, anzi, Renzi e Gentiloni. Dopo la batosta al referendum del 4 dicembre, sbandamenti e tanto altro, non si è ritirato dalla politica, come aveva promesso, ma conferito le dimissioni, nulla di straordinario, anche perchè se fosse rimasto al Governo, in Italia si rischiava veramente una tensione sociale enorme, perchè tutta l'antipatia se non l'odio che Renzi è riuscito a capitalizzare intorno alla propria persona non ci è riuscito neanche Berlusconi in vent'anni di politica attiva. E dopo mille giorni di governo, lascia, ma ritornerà. La partita è ancora lunga.
La palla passa a Gentiloni, per un governo amorfo, che non metterà mano ai disastri renziani, non potrà farlo, visto anche che la maggioranza parlamentare che lo sosterrà sarà la medesima che ha sostenuto i disastri renziani, dal lavoro, alla scuola, alle banche, ecc,  sarà di ordinaria amministrazione, la cui durata è direttamente collegata al congresso del PD. Cioè in Italia si potrà decidere quando andare alle urne, solo dopo che sarà stato fatto il congresso del PD. Roba da non credere, ma la situazione è questa.
E comunque, ritornando al concetto dei mille, è interessante notare come Gentiloni abbia percorso mille chilometri al giorno prima di arrivare alla guida pro tempore del Paese. Già. Chissà se si dovranno aspettare altre mille cose prima di andare alle urne.

Marco Barone

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