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In FVG due giorni senza il Piccolo ed il Messaggero Veneto, per sciopero





Il solito appuntamento al bar con il caffè, cerchi il giornale, ma. Ma il giornale non c'è. E non ci sarà neanche il 9 settembre. Questo è quanto accade per diciotto quotidiani locali del gruppo editoriale L’Espresso. Uno sciopero di cui non si sapeva nulla, forse la nota di comunicazione sarà sfuggita ai più, ma i motivi sono emersi nella giornata di questo caldo 8 settembre, quando edicolanti, o TG regionali interessati da tale vicenda hanno spiegato il tutto. E' noto che nel panorama dei grandi gruppi editoriali italiani è in corso una riorganizzazione imponente, dei segnali vi sono stati con il cambio di alcuni direttori e/o loro spostamento in altri giornali. La protesta scatta per quanto accade a Pescara e Salerno, all’annuncio della vendita del Centro di Pescara e della Città di Salerno, dopo che pochi mesi fa era stato detto chiaramente che “questo gruppo non vende i suoi giornali”. Ed il timore è evidente. E' evidente che tale rischio si possa estendere anche ai giornali locali del gruppo Espresso, altrimenti è difficile spiegare tale solidarietà diffusa. Molti, infatti, sono rimasti stupiti anche dello sciopero del Messaggero Veneto, dicono che lì non si sciopera mai, che quel giornale non sciopera mai. L’operazione coinvolge a Pescara 31 giornalisti e 27 poligrafici, a Salerno 13 giornalisti, un part time e 5 tra poligrafici e amministrativi. E tale effetto è dovuto al compimento del processo di fusione con Itedi, la società che edita La Stampa e il Secolo XIX. Come è stato denunciato " Di fatto il Gruppo Espresso ha scelto di abbandonare il centro sud e di smantellare il patrimonio di giornali locali che in questi anni di crisi ha dimostrato di essere il cuore e la cassaforte dell’intero gruppo, a sostegno anche di Repubblica.Tutto questo nonostante i Cdr del Coordinamento Finegil avessero espressamente chiesto all’editore di non percorrere facili soluzioni di questo tipo, e di evitare lo smembramento di un gruppo composto da 18 testate, un patrimonio unico in tutto il panorama editoriale del paese che, così, inizia a perdere consistenza. L’editore nell’ultimo incontro aveva rassicurato i Cdr sul fatto che ogni sforzo in questa direzione sarebbe stato fatto: oggi, invece, comunica la cessione di due testate." Insomma, una situazione tesa, e quando si sciopera, e si sciopera per due giorni, significa che il quadro è veramente pesante. E comunque uno sciopero non fai male e va tutta la mia solidarietà a chi sciopera. 
E da questo sciopero si comprende come il panorama dell'informazione in FVG è praticamente bloccato. Perché il Piccolo ed il Messaggero Veneto sono praticamente i soli due quotidiani esistenti in questa regione, salvo qualcuno minore. Facebook o la rete può essere solo complementare alla carta stampata, non è in grado di sostituirla, perchè vi è una enorme frammentazione, non vi è una vera e propria rete. Ed il TG regionale non è in grado di soddisfare tutte le esigenze del classico lettore di un quotidiano.Insomma, è anche da questo vuoto, e per una legittima ed importante iniziativa di sciopero, che si comprende il peso che questi giornali hanno nella nostra regione.
 

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