Passa ai contenuti principali

Novecento Inedito a Gorizia: il 20 settembre mostra sulla rotta balcanica


Tra le varie iniziative di Novecento Inedito a Gorizia, il 20 settembre a Gorizia presso il Kulturni dom, verrà inaugurata la mostra fotografica di Stefano Lusa, che ha immortalato il tremendo viaggio dei profughi lungo la "rotta balcanica". Tale mostra è stata presentata a Capodistria nel maggio del 2016.  Gorizia è la prima tappa italiana, una città che ha conosciuto pessime politiche di non accoglienza, con il 2015 e parte del 2016 anno nero, dove si è registrato anche l'intervento di Medici Senza Frontiere. Purtroppo, come ben evidenziano questi tempi, è evidente a tutti che i profughi sono diventati il bersaglio facile da colpire, l'obiettivo facile e primario per una società in fallimento, che invece di guardare la luna ha puntato il dito contro la fascia sociale più debole e senza protezione alcuna. L'Italia, con la tragedia del terremoto di Amatrice, ha ben evidenziato, quando lo vuole, che la solidarietà è possibile, ma questa solidarietà va esercitata sempre e verso chiunque, senza badare alla provenienza territoriale della persona, al colore della pelle, al suo credo o non credo religioso, tutte le persone hanno diritto alla stessa dignità sociale, come previsto anche dalla nostra Costituzione.
Questa mostra, ed il dibattito che ne seguirà, vorrà essere uno stimolo per voltare definitivamente pagine a Gorizia, divenuta il simbolo in regione e non solo in regione, suo malgrado, in modo negativo, salvo il continuo operato del variegato mondo del volontariato che è andato ben oltre le sue possibili "competenze", sulle politiche di non accoglienza. Che hanno coinvolto diversi attori, non solo il Comune. Un mondo diverso non solo è possibile, ma anche necessario. Basta muri, basta reticolati, basta razzismi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Dal "daspo urbano per chi offende il giorno del ricordo"al concetto di slavo che offende la Trieste italiana. Ma Saranno gli "slavi" a salvare Gorizia e Trieste

E' un mondo difficile diceva una nota canzoncina che per diverso tempo veniva trasmessa dalle nostre radio. Un mondo difficile, che è letteralmente virato verso forme di chiusura e rigidità a causa di una globalizzazione letteralmente selvaggia.

Diversi media hanno avuto un ruolo nefasto in tutto ciò, dal momento in cui per anni hanno favorito, sotto il nome di una fantomatica democrazia, l'affermazione di concetti indegni, di quel veleno sociale, di quelle narrazioni nocive per la convivenza civile e pacifica, che hanno riabilitato le peggiori istanze e rinforzato a dismisura quei "quattro provoloni"di neofascisti, mentre "quattro provoloni" non sono più indistintamente i razzisti. Tra i fatti di Macerata, come poi ripetutesi vicino ad Enna, e quanto accaduto nel Confine Orientale in soli 25 anni di occupazione italiana subito dopo la fine della prima guerra mondiale vi è stato un solo filo di continuità. Qui il fascismo si è realizzato prima che altrove,…

Altro che "buonascuola" in Italia siamo degli analfabeti rispetto all'Europa, il rapporto ISTAT sullo stato dell'istruzione in Italia

L'ISTAT ha pubblicato un corposo rapporto incentrato sulla questione della conoscenza.  Ed emerge una fotografia del Paese devastante. Da un lato hai la propaganda di chi racconta un Paese che esiste solo nella sua mente che mente, a partire da chi difende la peggior legge mai scritta in Italia in materia di legislazione scolastica quale la "buonascuola" bocciata da quasi l'intera comunità scolastica con uno sciopero epocale nel maggio 2015. Dall'altro hai la realtà che ti narra un Paese in estrema difficoltà e povertà e diffusa ignoranza. L'Istat rileva chiaramente che "in Italia la recessione, anche per i vincoli di finanza pubblica dovuti al debito, è stata più profonda rispetto a tutte le altre economie europee, riportando il potere d’acquisto delle famiglie nel 2012 indietro fino ai livelli degli anni Novanta."
E ciò sotto gli occhi di tutti.  A livello di conoscenza afferma che "L’Italia è un’economia industriale ad alto reddito ma ano…

Scuola e nuove Indicazioni Nazionali,sì alla storia del '900 ma si parla di "ricordo della liberazione" e "momento di concordia nazionale"

Come si è sempre detto nelle nostre scuole si sa tutto della storia dell'uomo primitivo, della donna primitiva, tutto della storia romana, qualcosa sull'Italia risorgimentale, meno che niente di tutta la storia del '900, in un Paese che ha un forte ritardo d'istruzione rispetto ai Paesi più sviluppati e che corre nella direzione della scuola delle competenze in chiave europea abbandonando quello spirito critico ed umanistico che ne ha sempre segnato la forza e la differenza. Vanno in questa direzione, per diversi aspetti, le nuove indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, formalizzate con D.M. n. 254 del 13 novembre 2012. Se da un lato si riconosce valenza alla lingua italiana e valorizzazione agli atri idiomi diffusi in Italia, si persevera in modo pesante sulla via delle competenze in chiave europea per la realizzazione di quel modello di certificazione nazionale delle competenze che ha favorito processi che v…