Passa ai contenuti principali

Il voto del 23 ottobre di Ronchi e Monfalcone? Un catastrofe ravvicinata

Dunque a ‪ Ronchi‬ e ‪ ‎Monfalcone‬ si voterà il ‪23 ottobre. Il giorno in cui vi è stata la più grande battaglia navale della storia. Ma dubito che queste elezioni verranno ricordate per la loro grandezza, visto il dibattito in corso, penso più per la stravagante corsa alla poltrona.
Dove gli amici di prima sono i nemici di oggi, ed i nemici di ieri gli amici di domani. Il passo del gambero continua.Un ritorno al passato, dove tutto ruota intorno al nome, programmi, progettualità non pervenuti. 

D'altronde, con così pochi mesi a disposizione per la campagna elettorale, quale comunicazione sarà mai possibile? E' chiaramente logico intuire che verranno principalmente favorite le realtà politiche già strutturate. Una data così ravvicinata lede il giusto equilibrio democratico, il diritto di tutti i cittadini di poter "concorrere" e partecipare ad un processo elettorale fondamentale che condizionerà la vita di migliaia di cittadini per i prossimi cinque anni. Avrebbero dovuto forse commissariare i Comuni e dare più spazio alla programmazione e campagna elettorale? Non esiste una risposta giusta, questa data è l'effetto collaterale dell'inutile referendum sulla non fusione. Anche quello una lunga battaglia all'interno del PD, per diverse progettualità sul territorio. Quello che si percepisce per le strade è che vi è voglia di cambiamento, poi cosa voglia dire questo cambiamento non è dato sapere. Può essere un cambiamento che rischia di portare Monfalcone sulla via di Trieste e Pordenone? Ovvero dove la politica della pancia prevale? Può essere un cambiamento il fatto che a Ronchi possa vincere le elezioni chi prima ha sostenuto il PD ed ora concorre con il PD? 
Eppure degli spazi per qualcosa di diverso ci sarebbero ed andrebbero seriamente valutati. Politicamente parlando la sensazione che in molti abbiamo maturato è la seguente: le vicende di Grado,‪ ‎Ronchi‬, ‪ Monfalcone‬, passando per la via di San Pier, ed ora Gorizia cosa dimostrano? Che è in corso una prova di forza per mettere in difficoltà l'attuale vertice del PD locale se non regionale. Una lunga notte dei coltelli che continua da mesi ed ora  implode e lo scopo è arrivare, probabilmente, alle regionali del 2018 con un quadro politico dirigenziale diverso od avere un posto sicuro da candidato/a in regione. 
L'unica cosa certa è che senza il PD, a parer mio, la maggior parte delle persone che ora vogliono concorrere con il PD, con cui hanno collaborato per anni o sono stati iscritti o risultano ancora iscritti, non andranno da nessuna parte. In Italia pare che non si sia perso il vizio politico di sputare nel piatto nel quale si è mangiato per anni. Hai fatto parte di un partito? I panni sporchi si lavano in famiglia, anche se sei all'opposizione di quel partito, non fuori. Non pubblicamente per la propria immagine. La società ha bisogno di sostanza, di correttezza, non di apparenza od opportunismo.  
Quel partito avrebbe dovuto valutare un bel cartellino rosso nei confronti di chi non ha rispettato la linea del partito e pubblicamente compromesso lo stesso. Ma il PD è ancora un partito? Se non ti piace il PD, esci, vai via, non è che ti comporti così, rimanendo con un piede in due scarpe.  E lo dico e scrivo da persona che è lontana dal PD e non iscritta a nessun partito. E lo stesso vale per gli altri partiti minori. Purtroppo ho il vizio di ragionare alla vecchia maniera. Comunque la storia ha sempre insegnato che a furia di saltare da una parte all'altra prima o poi si inciampa e si rischia di cadere in cattivo modo, politicamente parlando. 
Abbiamo bisogno non di attori od attrici, ma di persone semplici, umili, che non dicano io amo Gorizia, o Ronchi o Monfalcone od il FVG solo quando si avvicinano le elezioni, ma che questo amore lo sappiano dimostrare concretamente ogni giorno. Ma qui, ad oggi, salvo qualche caso che esiste, ho visto solo amore per un posto in politica. Poi nella vita si può sempre sbagliare, e ci mancherebbe, siamo umani, ma perseverare non è da persona intelligente. Questa catastrofica situazione fa venire la voglia a tanti di mettersi in gioco, pur di chiudere letteralmente una pagina di non politica per la nostra comunità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Le conclusioni della Commissione d'inchiesta sul caso Moro

Nelle considerazioni conclusive della Commissione d'inchiesta sul Caso Moro emergono spunti di riflessione importante ed anche inquietanti che dovrebbero far tremare i pilastri della nostra Repubblica. Un lavoro durato alcuni anni, con diverse audizioni, accessi a documenti, verifiche, ispezioni, un lavoro enorme e giunto a termine.    La legge istitutiva della Commissione (Legge 30 maggio 2014, n. 82) ha assegnato come mandato all'inchiesta parlamentare quello di «accertare eventuali nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalle precedenti Commissioni parlamentari di inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro; eventuali responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni comunque denominati ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute». E' stato sottolineato che è "dalla rilettura sistematica dei cinque processi e dell'attività delle precedenti…