Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Bombardare la Libia rischia di esporre l'Italia ad attacchi?



Su richiesta del "fantoccio"sbarcato in Libia e voluto dall'America, inizia l'operazione anti ISIS, effetto collaterale delle mostruosità capitaliste occidentali in quelle zone, in Libia. Ed ovviamente l'Italia è in prima fila. L'America chiede? L'Italia concede. 
D'altronde questo è il prezzo che si continua a pagare per aver scelto la non autonomia e non indipendenza da chi ha certamente dato un contributo per liberare il nostro Paese dal nazifascismo, ma che non ci ha pensato mica due volte a fare il patto con il diavolo pur di fermare il "pericolo" comunista. Una lunga e sottile e visibile linea continua di cui paghiamo ancora oggi gli effetti.  
La guerra contro l'ISIS è impari. 
Certo, è vero, lo si è fatto crescere, lo si è sostenuto economicamente, con le armi. Erano ed in parte lo sono ancora una massa di ridicoli, basta vedere i loro video che circolano in rete, nessuno li prenderebbe mai sul serio, per quanto sono pagliacci, eppure, anche il pagliaccio dell'ISIS non fa più ridere, fa solo spaventare e tremare.
Perché i loro adepti e soldati colpiscono dove vogliono, come vogliono e quando vogliono, nel nome del loro dio, anche se le vere ragioni sono economiche, geopolitiche,  e colpiscono i civili, anche con mezzucci ma letali. E tale letalità rischia di essere ancora più diabolica nel momento in cui tale stravagante forza è in difficoltà, come pare essere da diverso tempo. 

L'ISIS colpisce come colpivano i tedeschi, nel senso delle rappresaglie, e con lo stile dei terroristi fascisti.
Certo, l'esempio che si usa per elogiare i servizi segreti italiani, è il contrasto sul modello BR. Ma le BR non colpivano civili, colpivano obiettivi chiari e precisi. Ma del terrorismo nero non si parla mai, si parla solo, di quello certamente becero funzionale alla distruzione dell'idea comunista, quale quello rosso. Sono in tanti a pensarlo. Se l'ISIS fino ad oggi non ha colpito in Italia non è solo per merito del lavoro dell'intelligence, ma perché l'Italia non aveva ancora colpito con le armi l'ISIS o fornito un chiaro supporto come avverrà ora per la questione libica. L'ISIS ha colpito soprattutto nei Paesi che hanno attaccato l'ISIS con le loro armi . L'intelligenza vorrebbe una strategia diversa. 
Ma nel Paese dove si dice che con la disastrosa riforma costituzionale si potrà sconfiggere l'ISIS, strumentalizzando un mostro nazista, per ragioni interne, che non hanno nulla da spartire con l'ISIS, cosa altro aspettarsi? Sicuramente cattivi pensieri.
L'uso della forza non ha mai portato a nulla in casi come questi. Violenza porterà altra violenza, sangue, altro sangue e politiche securitarie, e reazionarie.
L'Occidente capitalista dovrebbe valutare altre strategie per domare e contrastare quel mostro nazista che ha partorito, sicuramente non quello della guerra. Se l'ISIS colpirà in Italia, se ci saranno delle vittime, se innocenti perderanno la vita o patiranno drammi enormi per tale scellerate politiche, la responsabilità  sarà certamente anche di chi ha deciso di sostenere i bombardamenti in Libia. Tanto detto, incrociamo le dita, e speriamo di non dover vivere nel nostro Paese mai nulla del genere, ma non si può sempre continuare a sperare nella fortuna, perché ciò è una follia. Ma la via del buon senso pare essere stata smarrita. D'altronde si deve pur dare un senso agli eserciti, alle spese militari, alle armi? O no? 

Marco Barone 

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