Passa ai contenuti principali

Se il Comune di Trieste fa il dispetto ai diritti eliminando il gioco del rispetto

Sicuramente il mio punto di riferimento non potrà mai essere D'Annunzio uomo innamorato della guerra, le cui gesta sono state da musa per il fascismo, di cui si dovrebbero ricordare, specialmente nella Trieste multietnica di oggi anche questi versi a dir poco razzisti ed infamanti verso un popolo intero identificato nell'unicità dell'essere croato. Per esempio nella lettera ai Dalmati - E in me e con Lettera ai Dalmati così scriveva : (...) "il croato lurido, s’arrampicò su per le bugne del muro veneto, come una scimmia in furia, e con un ferraccio scarpellò il Leone alato" oppure (…) "quell’accozzaglia di Schiavi meridionali che sotto la maschera della giovine libertà e sotto un nome bastardo mal nasconde il vecchio ceffo odioso"... nel discorso al popolo di Roma nell'Augusteo, 4 maggio 1919 (…) "Fuori la schiaveria bastarda e le sue lordure e le sue mandre di porci!"  A Trieste viene chiuso in un cassetto il gioco del rispetto tramite un vero e proprio dispetto attuato dal Comune con la sua nuova destra amministrazione comunale. Eppure questo gioco è pienamente conforme alla Legge, con la L maiuscola. La Legge 107 del 2015, in uno dei pochi punti in cui può essere "salvata" nel noto comma 16, altro non ha fatto che recepire principi di diritto, ma anche etici, che da lungo tempo sono obblighi per gli Stati Europei e per l'Italia in materia di contrasto alle discriminazioni. Nel testo della Legge 107 si legge che “il piano triennale dell'offerta formativa deve assicurare l'attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 (...)”.Dunque è obbligo per le scuole introdurre nel piano dell'offerta formativa triennale il contrasto all'omotransfobia e l'educazione volta a contrastare ogni discriminazione sull'orientamento sessuale o l'identità di genere. Ma le Istituzioni scolastiche dovranno anche, all'interno della determinazione dell'organico dell'autonomia, in armonia con il POF triennale, ed in via prioritaria garantire la prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e del bullismo, anche informatiche. Ed ovviamente ben potrà, anzi dovrà rientrarci il contrasto, ad esempio, al bullismo omofobico. Ed il gioco del rispetto raccoglieva tutte le indicazioni comunitarie ed ora come normate dalla Legge 107 in materia. Aveva ragione il Dirigente generale dott.Biasiol dell'USR FVG quando affermava in via generale che “il Friuli Venezia Giulia è stata una delle prime regioni a elaborare linee per affrontare il bullismo. Sul percorso formativo costruito c'è stata certamente condivisione; anche se non sono mancate le rimostranze, c'è stato un deficit di dialogo, ma la strada imboccata dai progetti è corretta e rispettosa.”. Ed anche quando, ricordava che“ i casi di coscienza si risolvono con l’ascolto, ma non possiamo fermarci davanti a singole contrarietà". Nelle scuole non entra nessuna teoria "Gender" semplicemente perché questa è inesistente, ed utilizzata, come dicitura e formula, solo per scopi che hanno tra le evidenti finalità quelle di fomentare sicuramente non politiche di tolleranza o di contrasto alle discriminazioni. Eliminare il gioco del rispetto va contro queste indicazioni e contro i principi di diritto come ora succintamente esplicati.  La nuova Amministrazione Comunale farebbe bene ad agitarsi di meno e stare più serena in materia. 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

Monfalcone e razzismo contro un cingalese: "Che cojoni 'sti bacoli di merda i se anca qua!"

I casi di razzismo sono in aumento, ma in aumento sono anche le segnalazioni, le denunce, il muro non tanto dell'indifferenza, che ahimè esiste, ma quello del timore o della fatica di prendere carta e penna od una tastiera per denunciare crolla. Un segnale in tal senso è emerso con forza con la nota lettera pubblicata sul Piccolo di Trieste che ho ripreso sia sul blog che su facebook. La tematica del razzismo è importante, e colpisce quando accade in una città che si considera aperta come Trieste e quando viene colpito lo sloveno, che nel corso della storia ha subito da queste parti una mera operazione di "bonifica etnica". Non si tratta di casi isolati, come alcuni commenti hanno sottolineato, " e comunque ne ho sentite altre di questo genere, non è il solo caso" e vi è chi ha ricordato anche il  proprio passato "Mi ricordo e mi rattristo ancora ...ho avuto una simile (peggiore) esperienza quando ero alle superiori. Due ragazze e tutto l'autobus …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …