Passa ai contenuti principali

Tutti scandalizzati dall'intervista a Riina Jr. Ma altro non è che l'effetto del fallimento dell'antimafia


Tutti scandalizzati dall'intervista a Riina Jr. Ed ecco partire la solita retorica, il solito stile, i soliti riti. Le solite foto, le solite frasi, il solito tutto. Un solito che ha perso oggi ogni senso di esistere, perché travolto dal senso imposto e voluto, quale quello dell'apparenza. Apparire per non essere. L'antimafia è morta nel momento in cui si è adattata ai propri riti, alla società dell'apparenza, nel momento in cui antimafia è diventato curriculum, business, vuoto. L'antimafia è ancora agganciata all'idea di una mafia vecchia, morta e sepolta. La mafia è cambiata, è camaleontica. L'antimafia no. E l'intervista al figlio di Riina Jr è servita proprio a questo, a rivitalizzare una defunta antimafia. Perché è emersa la cultura del vecchio mafioso, che non giudica, che non tradisce, di onore e rispetto. Quella tipica figura che abbiamo conosciuto nei film, nelle fiction, nelle televisioni, nella spettacolarizzazione della mafia e pseudoantimafia. Cosa avrebbe dovuto dire il figlio di Riina? Che suo padre ha sbagliato? Che la mafia fa schifo? Quello che il perbenismo mediatico dell'antimafia voleva sentirsi dire? Ha detto che lo Stato che lui rispetta gli ha portato via un padre. Mafioso o non mafioso che fosse, questo poca importa. E dopo l'intervista inutile per il contrasto alla mafia reale, quella che oramai è parte integrante e vitale del nostro sistema, utile per la spettacolarizzazione, ecco il solito nauseante fiume di retorica, quella che ha ucciso l'antimafia ed anche le vittime stesse che si vogliono ricordare ed onorare. Suggerisco la lettura di questo prezioso testo, "Contro l'antimafia" di  Giacomo Di Girolamo che smitizza l'antimafia odierna e vi aiuterà a capire il senso reale dell'intervista al figlio di Riina.

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…