Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Ma a Belgrado conviene entrare nella UE?




Quando arrivi in Serbia la prima cosa che ti colpisce è l'enorme fila di TIR, camion. Fermi lì per ore ed ore in attesa di entrare in Serbia, od uscire dalla Serbia, uscire dall'Europa od entrare in Europa. Nel 2009 venne presentata la domanda di adesione della Serbia all'UE. Nella sessione del 25 ottobre 2010 il Consiglio ha invitato la Commissione a presentargli il suo parere sulla domanda della Serbia.


La Commissione ha espresso parere favorevole il 12 ottobre 2011 e ha raccomandato la concessione alla Serbia dello status di paese candidato. Il 9 dicembre 2011 il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio a verificare e confermare che la Serbia avesse continuato a mostrare impegno e avesse compiuto ulteriori progressi in vari settori. Il Consiglio è stato quindi invitato a prendere una decisione nel febbraio 2012 sul conferimento dello status di paese candidato alla Serbia, da confermare nella riunione del Consiglio europeo del marzo 2012. Il 1º marzo 2012 il Consiglio europeo ha concesso alla Serbia lo status di paese candidato. E la discussione continua ancora oggi, nonostante le tensione, soprattutto tra Croazia e Serbia sia ad elevati livelli. I capitoli più delicati da affrontare sono il 23 ed il 24 che riguardano lo stato di diritto ed i diritti umani.
Certamente conviene all'Europa conquistare Belgrado, perché il prossimo passo sarà l'entrata nella NATO. Quella NATO che ha devastato la Serbia e Belgrado con le sue bombe "umanitarie". Conviene agli USA che indirizzano le politiche del Vecchio Continente, in chiave anti-Russa. Conviene alla libera circolazioni delle merci, dei capitali e delle persone. Ma quella delle persone viene sempre in secondo piano, perché ogni entrata nella UE chiede enormi sacrifici ai Paesi entranti e solo quando questi saranno stati conseguiti anche la libera circolazione delle persone potrà essere garantita. Ma quanto conviene a Belgrado? Città storicamente più vicina a Mosca che a Bruxelles? Quanto conviene ai cittadini serbi che hanno stipendi non certamente degni e con un costo della vita già elevato? Rilevato che l'Euro quando arriverà, semplicemente stravolgerà ogni cosa, minando anche lo stato sociale se le cose continueranno in questo modo? Ed i cittadini di Belgrado vogliono realmente l'Unione Europea? I sondaggi, da prendere sempre con le pinze, dicono di no, ma questo no lo si capisce bene girovagando per Belgrado che di città "occidentale" ha poco.
Marco Barone 

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