Passa ai contenuti principali

Una nota dell'ottobre del '45 del Ministero degli Esteri di De Gasperi contro la Jugoslavia e la non foiba di Rosazzo

Come ho già avuto modo di evidenziare la "notina" piena di contraddizioni che presumo essere del SIM, dalla cui pubblicazione è nata una strumentalizzazione incredibile che ha minato ogni principio di correttezza ed etica, e favorito un gravissimo accanimento contro la Resistenza Rossa ed in particolar modo contro quella filo-Jugoslava se non Jugoslava, si inserisce in un contesto storico ben preciso. Quando la Jugoslavia pretendeva, giustamente la consegna dei criminali di guerra italiani. Ed in quel periodo l'Italia preparava il proprio dossier per scagionare gli italiani e non solo. Nei documenti desecretati da qualche tempo da parte del Ministero degli Esteri, vi è una nota di De Gasperi, diretta alla Presidenza del Consiglio, del 2 ottobre del 1945, molto significativa. In questa nota si legge: "Si premette che, nonostante ripetuti nostri tentativi, non si è mai da parte nostra riusciti ad avere in Jugoslavia, non si dice una rappresentanza diplomatico- consolare, ma neanche una qualche missione militare o della Croce Rossa,che potesse comunque occuparsi dei moltissimi militari e civili italiani che trovandosi colà sbandati o in condizioni non soltanto precarie, ma addirittura pietose.Codesta presidenza sa, d'altra parte, delle gravissime misure adottate da parte jugoslava a danno delle popolazioni italiane nella zona della Venezia Giulia che sta al di là della linea Morgan e della assoluta impossibilità da parte alleata e nostra di inviare colà osservatori che possano in qualche modo seguire e controllare la situazione.Si aggiunge che da parte jugoslava si mantengono invece in Italia tutta una serie di organizzazioni e di uffici non bene qualificati e che svolgono attività varie, non sempre e comunque soltanto molto parzialmente controllabili. Di tali organizzazioni ed uffici si acclude un elenco  che potrebbe anche non essere completo. La richiesta jugoslava di inviare in Italia una ulteriore missione per raccogliere prove circa presunti crimini di guerra, va dunque inquadrata nella più ampia cornice delle suesposte considerazioni. Questo ministero sarebbe nella specie d'avviso che nel rispondere alla Commissione Alleata,dovrebbe essere prospettata la situazione quale in alto descritta, domandato il disciplinamento e la riduzione delle missioni jugoslave già esistenti in Italia, richiesto che, in corrispettivo, un'analoga missione italiana o alleata sia autorizzata a condurre ed alle stesse condizioni, parallele amichevoli inchieste sia sul territorio italiano di occupazione jugoslava, sia sul territorio jugoslavo vero e proprio.Si aggiunge che un osservatore altamente qualificato ed estremamente imparziale ha recentemente descritto la situazione della Venezia Giulia, nei seguenti termini che sono facilmente riducibili in termini di veri e propri «crimini di guerra»: «L'occupazione di tutta la Venezia Giulia per quaranta giorni e di tanta parte della regione ancor oggi ha avuto un tale carattere di autentica barbarie, ha instaurato un tale regime di violenza, ha privato le popolazioni così brutalmente dei diritti più elementari, ha dato tali esempi di ferocia disumana e tale prova di incapacità di amministrare quelle terre, che nessun uomo di cuore, che stimi la civiltà, può avere animo di costringere delle popolazioni che non ne vogliono sapere, sotto tale insopportabile giogo». Si avverte che per quanto riguarda le atrocità jugoslave, una nuova relazione documentata è già stata fatta pervenire a Londra, a Washington e alla Commissione Alleata da parte di questo ministero. Tale relazione è, se occorre, a disposizione di codesta presidenza.". Come si può vedere si punta il dito contro la Jugoslavia, con lo scopo di discreditare questa affinché i militari italiani ritenuti responsabili di crimini impressionanti non venissero consegnati alla Jugoslavia. Per fare ciò non bastava solamente scagionare i soldati italiani, come si è tentato di fare con un noto dossier, ma si dovevano far apparire i partigiani Jugoslavi nella specie come talmente brutali e cattivi affinché emergesse una sorta di equilibrio che legittimasse la non consegna dei criminali di guerra italiani a quel Paese. E ciò è quello che poi è realmente accaduto. Con accuse prive di ogni fondamento ed attendibilità minima. E la notina della non foiba di Rosazzo a parer mio si inserisce pienamente in questo contesto. Forse non è mai stata utilizzata e diffusa pubblicamente perché talmente abnorme che si rischiava di minare l'intera credibilità della macchina che si era messa in moto con uno scopo ben chiaro e preciso. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Gorizia,16 dicembre, manifestazione regionale a sostegno dei migranti "RESTIAMO UMANI-HUMANITY WELCOME"

Il titolo della manifestazione è restiamo umani, humanity welcome. Il 16 dicembre se a Roma ci sarà la manifestazione nazionale dei migranti, a Gorizia si svolgerà una manifestazione regionale che ha lo scopo di denunciare il fallimento dell'accoglienza diffusa in regione, lo stato di degrado umano che si è raggiunto nei confronti dei richiedenti asilo "fuori convenzione", senza dimenticare quanto accade nel CARA di Gradisca, che è oltre ogni limite di capienza, destinato a diventare nuovamente centro di espulsione, senza dimenticare quanto accade lungo le rive dell'Isonzo da Gorizia a Gradisca, a Pordenone, senza dimenticare l'omissione di soccorso sistematica ed impunita. Gorizia non è mai stata realmente una porta verso l'Est, si è sempre chiusa, non è mai stata una porta verso l'Oriente, e la caduta visiva dell'ultimo muro d'Europa, dopo quello di Berlino, è stato solo un gesto illusorio, perchè le divisioni sono sempre state la normalità in q…