A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

Quella battaglia al confine rimosso di Duino sulla segnaletica per il Territorio Libero di Trieste



Lì ove un tempo vi era scritto "Confine con il Territorio libero di Trieste”“Alt Italia posto di blocco a 100 metri” “Controllo documenti e dogana” nella zona di San Giovanni di Duino, nelle vicinanze della Cartiera Burgo, lì ove sorge un bruttissimo cippo nazionalista, realizzato dalla Lega Nazionale d’intesa con il Comune di DuinoAurisina e con il contributo della Provincia di Trieste e della Cava Romana,
che ricorda il "ritorno di Trieste all'Italia", di cui a dire il vero si è perso il conto, nei caldi giorni di marzo è avvenuta una battaglia simbolica. Collocati alcuni cartelli con scritto Territorio Libero di Trieste, anche e giustamente in sloveno, fine Italia, o fine TLT. L'iniziativa di Trieste Libera, su quello che viene da diversi ancora oggi considerato come il confine di Stato tra il TLT, come da Trattato di Pace del 1947, e l'Italia, ha visto come risposta l'intervento delle forze dell'ordine che hanno rimosso tale segnaletica.

A dire il vero recandosi in quella "calda" e contesa zona ancora oggi sventola la bandiera rossa ed alabardata di Trieste. Insomma se vi recate verso Trieste o verso Monfalcone, passando per la zona della Cartiera Burgo e vedete sventolare la bandiera di Trieste, ora sapete il perché ed il suo significato.

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