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Quell'elenco dei criminali di guerra italiani e nazisti ora desecretati

3.693 erano i criminali di guerra italiani identificati dalle autorità jugoslave appena finita la seconda guerra mondiale, di cui di ben 750 circa se ne cercò, invano, l'estradizione. E vi erano nominativi di una certa rilevanza. Da pochi giorni sono stati desecretati diversi documenti, per un totale di migliaia di pagine, che riguardano i crimini di guerra compiuti da italiani e nazisti. Avendo iniziato a verificarne alcuni emergono elementi interessanti. Forse già noti, ma che è il caso di ricordare. Vi sono varie note, spesso di carattere “confidenziale” ed ottenute anche in via confidenziale, siamo nei primi mesi del 1946, che riguardano, appunto, elenchi di personale italiano e tedesco, ricercati per indagini per crimini di guerra. Inizialmente gli elenchi erano tre, con tutti i nominativi riportati, qualifiche ecc, ( comunque disponibili nei documenti desecretati )poi, il Comando Alleato decide di abrogare alcuni elenchi e di unificare il tutto con un solo elenco, corposo, con centinaia e centinaia di nominativi. L'elenco complessivo, ad aprile del 1946, risultava essere di un totale di 1070 nominativi. Poi vi è anche una nota dove si precisa che le autorità Jugoslave "ricercano i sottufficiali ed ufficiali italiani già residenti a Fiume ed attualmente,sembra, a Milano. I nominativi figurano sulle liste dell'OZNA nel  Tribunale di via Roma in Fiume”. E' facile intuire che tale lista se la siano procurata, gli italiani, tramite l'attività di spionaggio.  Vi è una nota del 13 luglio del 1946 dove si richiedono con urgenza 177 militari italiani da “individuare ed arrestare" a richiesta del comando alleato. Invece, per capire come funzionavano le cose durante la guerra, vi è un documento dove il Comando della marina alleato di Venezia, del settembre del 1945,  evidenzia che assumeva per il proprio centro esperimenti alcuni militari italiani già in servizio presso la Decima Mas, e gruppo “Gamma”, in parte classificati agenti nemici, per la precisione 19 militari, con l'avvertenza che devono considerarsi discriminati ed immuni da qualsiasi responsabilità per l'attività svolta fino al momento della loro assunzione presso il centro esperimenti! Interessante una informativa anche pubblicata da parte SISMI del 27 gennaio 1988. Si Riporta l'articolo apparso su un quotidiano greco, “sulle forze armate italiane durante la seconda guerra mondiale”. In tale articolo si legge: Molti italiani si sorprendono ora nell'apprendere che in Grecia ed in Jugoslavia, in Albania, in Libia, ed in Etiopia l'esercito italiano prima e durante la seconda guerra mondiale ha commesso molti crimini di guerra orrendi quanto quelli nazisti. Tra le schede dei criminali di guerra che detiene l'ONU risultano oltre 1200 nominativi di alti ed altissimi ufficiali italiani accusati di atrocità analoghe a quelle per le quali i collaboratori di Hitler sono stati processati a Norimberga. Come risulta dagli archivi dell'ONU in un piccolo villaggio jugoslavo sono state trucidate 878 persone, mentre, in un solo giorno, sono state arrestate 2858 persone. In Jugoslavia, Grecia, Albania, gli italiani hanno istituito circa 200 campi di concentramento e si sono serviti degli ostaggi per formate i plotoni di esecuzione. Nei territori balcanici occupati dall'Italia su una popolazione di 360 mila abitanti ne sono stati uccisi 67.230. Centinaia di migliaia sono state le vittime degli italiani in Abissinia ed in Libia. Tali crimini sono rimasti impuniti". Ciò perché in quel momento si conclude in sostanza nell'articolo, era necessario debellare il comunismo in Italia. La nota di accompagnamento a tale articolo rileva che lo scopo della pubblicazione sulla stampa greca, sarebbe stato quello di minare la credibilità italiana e l'immagine italiana nell'opinione pubblica, per una campagna anti-italiana. Stessi ragionamenti che ancora oggi vengono fatti da certe e date soggettività, quando in realtà altro non si vuole che pretendere semplicemente la piena assunzione di responsabilità da parte dell'Italia per crimini di guerra e contro l'umanità compiuti e mai puniti e che devono essere puniti.



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