I benzinai di confine e il mondo in guerra
Si immagini questa scena: siamo sul confine, in quella terra di mezzo che per decenni è stata un elastico tra mondi diversi. C’è una fila interminabile di lamiere sotto il sole, un serpentone che sbuffa gas di scarico. E poi c’è il cartello, scritto magari a mano, con quel tratto nervoso di chi ne ha viste tante: "Massimo 30 litri" . Perché la storia non si fa solo nei palazzi del potere, tra i generali che spostano le bandierine sulle mappe o i ministri che firmano decreti tra Washington e Tel Aviv. La storia, quella vera, quella che morde, la vedi lì, alla pompa di benzina. È un paradosso straordinario! Il confine, che dovrebbe essere una linea astratta, diventa improvvisamente il luogo più concreto del pianeta. C’è questa massa di gente che non sta cercando la gloria, ma sta cercando di far quadrare i conti. Perché quando il mondo "va in tilt" per una guerra decisa altrove, la prima cosa che salta è la sicurezza del domani. Risparmiare dieci euro sul pieno div...




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