Passa ai contenuti principali

Nel mondo più di 140 mila attacchi terroristici dal 1970 ad oggi e dal 2013 più di 20 mila morti



Terrorismo. Creare terrore. Terrorizzare. Caos per l'ordine. Bombe, violenze, morti, e civili, persone che non hanno alcuna responsabilità, alcuna colpa, se non quella di trovarsi nel luogo sbagliato, e nel momento fatale sbagliato. Ma questo non potevano saperlo.  Vi è un sito molto importante, che si chiama Global Terrorism Database che raccoglie tutti gli atti, classificati come terroristici, che hanno colpito il mondo. Matrici diverse, colori diversi, ragioni diverse. Ma i morti, no. Dal 1970 più di 140 mila sono gli atti terroristici registrati nel nostro cattivo mondo. E dal 2013 sono stati portati a termine oltre 10.000 attacchi terroristici in tutto il mondo, che hanno causato più di 20 mila morti, oltre 35 mila feriti.  In Italia  si  contano, dagli anni '70 in poi più di 1500 attacchi di tipo terroristico. Anche se a dirla tutta vi sono dati che non si comprende come possano rientrare nel novero dell'atto terroristico e dunque si tratta di statistiche da dover analizzare attentamente. Per esempio i fatti di Rovereto del 5 ottobre 2014 vengono presentati in questo modo: "Assalitori hanno attaccato manifestanti in una manifestazione delle Sentinelle in piedi  nella città di Rovereto, nella regione Trentino-Alto Adige, Italia. Almeno tre persone, tra cui un sacerdote identificato come Frate Matteo Graziola ed un agente di polizia, sono rimasti feriti durante l'assalto. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità; tuttavia, le fonti attribuiscono l'attacco agli anarchici." Come può questo atto essere catalogato come terroristico? E rientrare nel database del global terrorism? 
Questo nuovo secolo è iniziato nel peggiore dei modi, sotto il segno di guerre "umanitarie" di terrorismo, e di una nuova guerra fredda che si consolida sempre di più. Quello che accade deve essere letto anche in questa ottica. Guerre porteranno nuove guerre, l'unico modo per fermare le guerre è non fare la guerra. Italia inclusa. Politiche guerrafondaie non possono fare altro che diventare una calamita per azioni disumane. La disumanità della guerra contro la disumanità dell'atto di guerra terroristico. Entrambe da ripudiare, da respingere, da contrastare. Deve essere il secolo della ragione, e non della follia. Deve essere il secolo dell'umanità e non della disumanità. Anche se alla fine l'istinto rischia di prevalere sul buon senso, ed il profitto continuare a governare l'ignoranza sempre più diffusa. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Ma se in Friuli Venezia Giulia si votasse per diventare Stato indipendente,cosa vincerebbe?

Se c'è una regione dove l'Italia ed il sentirsi italiano ha veramente preso poco, questa è certamente il Friuli Venezia Giulia. Non è l'unica in Italia, basta pensare alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, alla Sicilia, al Veneto, ma se si facesse qualche analisi più approfondita forse la maggior parte delle regioni italiane si sentono poco italiane. Il Friuli Venezia Giulia ha conseguito il suo stato di autonomia grazie al plurilinguismo, dal friulano, allo sloveno, al tedesco, e poi vi sono diversi dialetti, dal bisiaco, al triestino ecc. Una terra che nel corso della sua storia ha conosciuto diversi domini, diverse appartenenze, alcune profonde come quella con la Repubblica Veneta, o l'Impero Austroungarico, altre di passaggio e da un secolo oramai vi è l'Italia. Che si è presentata nei peggiori dei modi fin dall'origine, perchè il nome dell'Italia è coinciso con la fascistizzazione di questa area, con tutte le brutalità che ne sono conseguite, e sarà s…

Attraversando Pordenone (foto)

E' necessario produrre una filmografia sulla resistenza e realizzare musei sulla sua storia

I tempi son mutati ed è di fondamentale importanza, per non rischiare di essere sommersi dall'ignoranza, dal revisionismo storico, dall'indifferenza,  trasmettere i valori della resistenza anche attraverso strumenti e mezzi che ad oggi per ragioni a dire il vero incomprensibili sono stati poco utilizzati. Libertà, uguaglianza, fratellanza, pace, riscatto morale ed etico del nostro Paese, internazionalismo, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, diritti civili, ovvero antinazifascismo. Concetti che quotidianamente vengono sistematicamente e metodicamente messi in discussione. E' vitale, per la memoria umana storica attivarsi in ogni ovunque per promuovere una filmografia sulla nostra resistenza, necessità che viene espressa non solo da storici, ma anche da scrittori, registi, e cittadini, nonché promuovere spazi museali affinché si possano raggiungere con maggiore facilità e coinvolgimento, anche emotivo e fisico, le nuove generazioni. Esistono musei di ogni tipo in …