Mafie: bene la proposta dell'istituzione dell'Osservatorio Regionale antimafia in FVG


Ad oggi è stata l'unica forza politica del FVG, dopo le diverse segnalazioni e denunce che sono emerse in merito alla problematicità della mafia nella nostra regione, ad intervenire. Mi riferisco al M5S, forza politica di cui condivido poco, ma che per onestà intellettuale non posso non riconoscere almeno la giusta intenzione in tal senso. Si propone l'abrogazione del mai nato a dirla tutta Osservatorio sulla sicurezza integrata, ed al suo posto viene istituito l’Osservatorio regionale antimafia, organo di assoluta innovazione nel panorama regionale, con funzioni – fra le altre – di monitoraggio, studio e ricerca sulla criminalità anche organizzata o di stampo mafioso.  Quali i compiti?
1) è incaricato di raccogliere dati ed informazioni utili da condividere con le altre regioni, province autonome e comuni in sede di conferenza unificata ai sensi del comma 4, articolo 1 del DPCM 30 giugno 2011, nonché di mantenere un rapporto di costante consultazione con le associazioni di cui all’articolo 6; 2) verifica l'attuazione a livello regionale della legge 13 settembre 1982, n. 646 nonché delle altre leggi dello Stato e degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali;assicura la valorizzazione e il costante monitoraggio dell’attuazione coerente e coordinata delle iniziative di cui alla presente legge e ne rappresenta il punto di riferimento nei confronti dei cittadini, delle associazioni e delle Istituzioni, anche con la creazione di uno sportello virtuale sul sito istituzionale della Regione, a disposizione della cittadinanza e delle imprese; 3) può raccogliere tutte le informazioni e i dati utili ai fini della valutazione della trasparenza, della legalità, prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata nel processo degli appalti, dalla genesi alla conclusione dei lavori. Per lo svolgimento di tale attività l’Osservatorio regionale antimafia si avvale anche dei dati dell’Osservatorio regionale sui contratti pubblici; 4) relaziona entro il 31 marzo di ciascun anno circa la propria attività al Consiglio e alla Giunta Regionale; 5) collabora con il Consiglio Regionale per l’individuazione e diffusione di linee guida, buone pratiche e modalità finalizzate a semplificare, migliorare e rendere trasparenti le attività della Centrale unica di committenza Regionale di cui alla legge regionale 26/2014 e delle altre stazioni appaltanti, con l’obiettivo di prevenire e contrastare il fenomeno della criminalità organizzata; 6) formula, nelle materie di propria competenza, su richiesta o di propria iniziativa, osservazioni e pareri su progetti di legge; 7) sollecita l'intervento legislativo nelle materie di propria competenza laddove ne ravveda la necessità od opportunità.  In base alla proposta di Legge del M5S l’Osservatorio regionale antimafia è composto da cinque componenti, nominati dal Consiglio regionale nel rispetto della differenza di genere, di riconosciuta onorabilità e per i quali non sussistano le cause di divieto, decadenza o sospensione di cui all’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136). Due componenti sono indicati dalle forze politiche di minoranza del Consiglio regionale. Complessivamente la proposta di legge è composta da 15 articoli.
Son previste azioni di prevenzione per diffondere la conoscenza di questi fenomeni tra i giovani e le categorie maggiormente coinvolte dal rischio di infiltrazione,  con particolare riferimento alla lotta contro l'usura, l'estorsione, l'ecomafia e la corruzione. Si propone anche l'obbligo della Regione di costituirsi parte civile nei processi che vedono coinvolti amministratori e dipendenti regionali, nell'istituzione di borse di studio su questi temi, si propongono aiuti anche economici e convenzioni con associazioni che opereranno in tale ambito, si propone la sottoscrizione di un Codice etico da parte dei consiglieri regionali e, infine, interventi nell'assistenza agli enti locali destinatari dei beni confiscati al crimine organizzato per agevolare il loro proficuo riutilizzo a fini sociali. Sul loro sito, quello del Movimento, verrà aperto anche uno spazio Web per le segnalazioni in materia. Sarebbe auspicabile in tal senso, ed a parer mio, che tale spazio fosse in verità istituzionale, che facesse capo alla Regione FVG, gestito da persone terze e con esperienza nel settore, sarebbe importante maturare una collaborazione o protocollo d'intesa con le Autorità giudiziarie e forze dell'ordine preposte al contrasto delle mafie, per una migliore sinergia, per una migliore collaborazione, coinvolgendo anche la società civile e le parti sociali. Uno sportello filtro, sia esso virtuale che reale, che avevo già proposto recentemente, nei primi giorni di ottobre 2015, intervenendo proprio sulla questione mafie in FVG, e che possa essere accolto se non i tutti i Comuni del FVG certamente in quelli più esposti al crimine mafioso o che rischiano di essere esposti alle attenzioni di queste realtà criminali. Insomma una buona proposta di Legge, che può essere certamente integrata in alcuni punti, innovativa e che ci si augura possa divenire realtà e non perdersi nei corridoi del politichese o delle buone intenzioni, perché contro le mafie non bastano le buone intenzioni ma urgono fatti

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