La dematerializzazione nelle scuole procede a rilento: la relazione della Corte dei Conti




La Corte dei Conti ha presentato la relazione riguardante lo stato di realizzazione del piano adottato con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) in data 16 novembre 2012 per la dematerializzazione delle procedure amministrative nei settori dell’istruzione, dell’università e della ricerca e nelle comunicazioni con i docenti, il personale, gli studenti e le famiglie.  La Corte dei Conti rileva che “Al momento della presente relazione, nelle strutture ministeriali il piano risulta attuato solo in parte e con ritardo rispetto ai tempi programmati, che prevedevano scadenze comprese tra il novembre 2012 e il febbraio 2013. Per quanto attiene alle scuole, risultano pervenuti ad un buon livello di realizzazione gli obiettivi espressamente posti dall’art. 7, cc. 28 e ss. del cit. d.l. n. 95/2012. E’ funzionante il sistema dell’iscrizione on line, esteso anche nell’ultimo anno scolastico agli enti che erogano corsi di formazione professionale accreditati dalle regioni. Nel 69 per cento delle scuole italiane è stato introdotto il registro di classe on line (anno scolastico 2014-2015), mentre il registro elettronico del docente ha raggiunto nello stesso anno scolastico un utilizzo pari al 74 per cento delle scuole, sebbene con distribuzione geografica diseguale. Il ministero non ha fornito dati in ordine all’uso presso le scuole del rilascio della pagella on line, sebbene abbia segnalato di aver sviluppato e messo a disposizione delle scuole un’apposita piattaforma che, tra i vari servizi, include la possibilità di consentire alle famiglie l’accesso alla pagella on line . Non risultano invece attuati altri obiettivi previsti nel piano di dematerializzazione, quali l’archivio virtuale, il fascicolo elettronico degli alunni e la scrivania virtuale semplificata, di cui il piano stesso prevedeva l’affidamento al Consorzio Cineca, che, secondo un recente parere del Consiglio di Stato, intervenuto il 30 gennaio 2015, può svolgere attività affidategli dal Miur secondo il modello della persona giuridica in house providing, cioè evitando il ricorso ad imprese operanti sul mercato mediante procedure di evidenza pubblica.  Il rapporto di collaborazione con tale organismo non ha avuto corso, proprio a causa dei dubbi che erano sorti su tale possibilità. Per quanto concerne la diffusione di strumenti informatici nelle scuole (secondaria di primo grado e di secondo grado), quali tablet e computer, i dati indicano che nell’anno scolastico 2013-2014 le aule in cui si usa almeno un tablet sono poco più del 2 per cento e quelle in cui si usa almeno un personal computer sono il 7 %. La modalità di comunicazione on line scuola-famiglia e scuola-insegnanti risulta attuata nel 50 per cento delle scuole”.
Nello specifico, per il settore scuola emerge quanto ora segue:

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